Stone Gossard commenta tutte le canzoni del nuovo album dei Pearl Jam

Mercoledì 10 giugno, Stone Gossard ha commentato su SiriusXM tutte le canzoni di Gigaton. Sotto trovate un riassunto di quanto riferito dal chitarrista dei Pearl Jam.

Who Ever Said

E’ stata una delle ultime canzoni ad essere scritte, parte di un lotto di tracce incise in formato demo dal solo Vedder (con Superblood Wolfmoon e Never Destination). Gossard la vede come un tributo ai Rolling Stones, specie per via del coro che cita uno dei classici del gruppo inglese. Stone afferma che nelle prove, la canzone suonava potente come non mai e che non vede di suonarla davanti al proprio pubblico.

Superblood Wolfmoon

Gossard pensa che il groove del pezzo sia memorabile e che le pennate sulla chitarra di Eddie ricordino da vicino quelle di Pete Townshend degli Who. Non solo, il chitarrista dice che il pezzo lo fa pensare ai Ramones. Durante le prove del tour 2020 (poi posticipato al 2021 a causa del COVID-19), tutti i componenti del gruppo stavano aggiungendo piccoli particolari alla canzone per farla suonare ancora meglio in territorio live.

Dance Of The Clairvoyants

Dance Of The Clairvoyants è la canzone della quale Gossard è più orgoglioso, sia per l’evoluzione che ha avuto il pezzo, sia per quanto riguarda il fatto che il gruppo con questa traccia si sia messo davvero in gioco. Per Stone, la canzone è composta da due parti. La prima dove si sente molto Jeff e le tastiere che suona, con un’atmosfera molto 80s a farla da padrone, e la seconda, nella quale si sentono le influenze dei Gang of Four (specie nei bridge di Mike McCready) e l’apporto che ha dato lui suonando il basso e Matt alla batteria.

Dance è la canzone dove, a detta di Stone, si sente di più il lavoro di produzione di Josh Evans. Stone ha anche ricordato che quando, come gruppo, l’hanno presentata a Eddie erano tutti un po’ tesi perché non sapevano se l’avrebbe apprezzata. Il cantante l’ha amata sin dal primo istante scrivendo il testo in pochissimo tempo. Stone ha anche affermato che nel futuro non gli spiacerebbe affatto comporre canzoni simili non tanto come mood, piuttosto come sperimentazione.

Quick Escape

Questa canzone per Stone fa intuire come Gigaton, in un certo senso, sia un album di Jeff Ament (il bassista è infatti presente a livello compositivo in molte canzoni del disco). Stone ha affermato che il pezzo è molto cambiato dalla sua versione demo, inciso con Richard Stuverud alla batteria. Stone pensa sia una canzone molto avventurosa nonostante non ci siano troppi accordi e che presenti una delle migliori parti di basso mai suonate da Jeff. Chiare, per Stone, le influenze di Jimmy Page e dei Led Zeppelin sul pezzo. Sebbene il demo sia cambiato nel tempo, l’energia è rimasta intatta. Quick Escape è il pezzo preferito di Gigaton dal chitarrista del gruppo.

Alright

Stone l’ha definita come “l’altro lato del Montana, l’altro lato di Jeff Ament”. Stone ama molto il cantato di Eddie e pensa spesso a come il demo fosse diverso, più minimale e ancora più cupo. Poi, grazie al gruppo, sono stati aggiunti arrangiamenti che lo hanno fanno letteralmente impazzire. E’ una delle canzoni di Gigaton delle quali è più orgoglioso.

Seven O’Clock

Come Dance Of The Clairvoyants, è una canzone nata dalla collaborazione di tutti i componenti del gruppo. Nel 2017 ci sono state tre lunghissime jam session incise da Stone con Jeff Ament e Mike McCready dove hanno utilizzato una drum machine (Matt in quel momento non era presente in studio). Poi, grazie all’immenso lavoro di Josh Evans e di Eddie Vedder in fase di mixing, si è andati più verso un formato canzone. Stone conferma le forti influenze di Bob Dylan e Bruce Springsteen sul pezzo.

Never Destination

E’ una delle ultime tracce incise ed è basata su pochi accordi, così come alcune delle migliori canzoni scritte da Eddie come Corduroy e Not For You. Stone apprezza particolarmente la melodia di Never Destination e la sua parte finale. Non solo, il chitarrista ama molto il testo scritto da Eddie.

Take The Long Way

A detta di Stone, ogni canzone che Matt Cameron porta ai Pearl Jam è sempre una sfida per gli altri componenti del gruppo. Per questa, sono stati tutti molto eccitanti nel lavorare su questa traccia e le prove del pezzo per il tour posticipato al 2021 sono andate benissimo. Non vede l’ora di suonarla dal vivo

Buckle Up

E’ l’unico pezzo del disco composto interamente da Stone, testo e musica. Il chitarrista ha iniziato a scriverlo nel backstage del concerto a Santiago dei Pearl Jam nel 2018. In quel momento, nessuno del gruppo stava pensando al nuovo album, infatti Stone non capiva se come canzone sarebbe potuta entrare in un prossimo disco del gruppo. Poi decise di proporla, per provare ad allargare gli orizzonti musicali del gruppo. Per completarla, è stato indispensabile l’apporto di Eddie e Jeff. Stone ha aggiunto che “se questa fosse l’ultima canzone che scrivo per i Pearl Jam” sarei più che soddisfatto che fosse proprio questa.

Comes Then Goes

E’ un onore per Gossard avere una canzone del genere su Gigaton perché è diversa da tutte le altre e quindi aumenta la differenza di tipologie di canzoni presenti nel disco. Pensa che tra vent’anni, Comes Then Goes sarà una delle canzoni preferite dei fan del gruppo e che si stupirebbe parecchio se ciò non accadesse. Per Stone, questa traccia è la più potente dell’intero lavoro nonostante sia una canzone solo voce e chitarra acustica.

Retrograde

Per Gossard, Retrograde è un instant classic della band, forse la migliore canzone mai scritta da Mike McCready. Il gruppo era felicissimo di come suonava durante le prove del tour. Stone è sicuro che diventerà un pezzo che non mancherà mai nelle prossime setlist dei Pearl Jam.

River Cross

Per Gossard, River Cross è la miglior chiusura possibile di Gigaton. A detta del chitarrista, nel pezzo si sente chiaramente l’influenza di Bob Dylan, specie a livello di tematiche affrontate da Eddie. Il chitarrista ha inoltre rivelato di aver sentito il demo originale inciso nel 2017 da Eddie con il pump organ e di essersene immediatamente innamorato, intuendo da subito il suo potenziale anche per una possibile versione full band. Gossard non vede l’ora di suonarla dal vivo perché pensa che creerà un forte legame tra il gruppo e il pubblico.