Riot Act: Lo special di PearlJamOnLine.it

Titolo Riot Act

Prodotto da Pearl Jam con Adam Kaspar (già con i Soundgarden in Down On The Upside e con i Foo Fighters in There’s Nothing Left To Lose).

Mixato da Brendan O’Brien

Data di uscita 8 novembre 2002 in Italia. 12 novembre 2002 in U.S.A.

 

Tracklist

1. Can’t Keep (Vedder)
2. Save You (Vedder, McCready, Ament, Gossard, Cameron)
3. Love Boat Captain (Vedder, Boom)
4. Cropduster (Vedder, Cameron)
5. Ghost (Vedder, Ament)
6. I Am Mine (Vedder)
7. Thumbing My Way (Vedder)
8. You Are (Vedder, Cameron)
9. Get Right (Cameron)
10. Green Disease (Vedder)
11. Help help (Ament)
12. Bu$hleaguer (Vedder, Gossard)
13. 1/2 Full (Vedder, Ament)
14. Arc (Vedder)
15. All Or None (Vedder, Gossard)

Durata totale: 54:35.
Curioso notare che nemmeno una canzone duri più di 4 minuti e 37 secondi (All Or None). Al seguente link le canzoni alle quali i PJ hanno lavorato in questi mesi.

Primo Singolo il primo singolo tratto da “Riot Act” è “I Am Mine” con le b-sides inedite “Undone” e “Down”.

Secondo Singolo il secondo singolo tratto da “Riot Act” per gli U.S.A. è stato “Save You” (sul lato B, l’inedita “Other Side”) mentre per l’Europa è stato “Love Boat Captain” con le seguenti b-side: “Love Boat Captain” (Live at the Showbox, 2002), “Other Side” e il video di “Love Boat Captain” live al Chop Suey di Seattle.

Promo di Bu$hleaguer circola su eBay un promo di Bu$hleaguer con “Down” come b-side

 

Video i Pearl Jam hanno realizzato un film di sei pezzi allo Chop Suey (locale di Seattle), i primi giorni di settembre. Non è destinato a MTV ma alla promozione in Europa del nuovo album. I pezzi registrati sono I Am Mine, Thumbing My Way e altre 4 nuove songs mai proposte prima live. Due sono mid tempo, una è rock e della quarta non si sa nulla. Il video è stato diretto da James Frost. Danny Clinch si è occupato invece di fotografare la band. I video di “I Am Mine” e di “Love Boat Captain” sono disponibili qui.

Ospiti Boom, amico di Vedder, suona il piano, le tastiere e l’organo sul nuovo album.

Songs le canzoni inedite finora eseguite dai Pearl Jam o dal solo Vedder dopo la fine del Binaural Tour, sono le seguenti:

Last Soldier
I Am Mine
Satellite
You’re True
Can’t Keep
Broken Hearted
Thumbing My Way
Longing to Belong
Goodbye
(titolo non confermato)

Altri titoli circolati di canzoni che sarebbero potute entrare nell’album: The Other Side, Undone (pubblicata come b side di I Am Mine)Blackout (diventata poi Bushleaguer), Anything In Between e Sad. Vi sono poi altre varie canzoni risalenti alle session di Binaural ma che non sono mai state pubblicate: Letter to the Dead, In The Moonlight, Sweet Lew, Education, Fatal (la preferita dal produttore Tchad Blake).

RIOT ACT TRACK BY TRACK

Clicca sul banner per leggere l’articolo in cui tutti i membri della band commentano i pezzi che compongono il loro settimo album, Riot Act.


Recensione in esclusiva per Pearl Jam OnLine di Claudio Todesco

Grazie mille Claudio!

“Questo sarà il nostro ultimo concerto… almeno per un bel pezzo”, aveva detto Eddie Vedder due anni fa a Seattle. Qualcosa finiva quella sera, complici il dramma di Roskilde, il ritorno a casa dopo una lunghissima tournée e il decennale appena festeggiato. Vedder aveva poi girato il paese armato di chitarra acustica e ukulele a sputare parole di fuoco contro Bush, gli altri Pearl Jam avevano continuato a fare musica per conto proprio. Riot Act – che uscirà l’11 novembre e abbiamo ascoltato in anteprima grazie a Luca, webmaster del bellissimo sito pearljamonline.it – è il disco nel quale le energie dei cinque (Matt Cameron a quanto pare è coinvolto nella scrittura di due pezzi, ma non abbiamo i crediti dettagliati per verificarlo) riportano a casa le forze. Ad ascoltare l’album, prodotto da Adam Kasper e mixato da Brendan O’Brien, si nota la voglia di cercare nuove soluzioni musicali: spesso le chitarre acustiche s’intrecciano con le elettriche, le timbriche sono ricercate, il lavoro al basso di Jeff Ament è particolarmente dinamico, le melodie sono in evidenza, la costruzione di certe canzoni è anomala, alcuni arrangiamenti sono volutamente spiazzanti, la presenza sempre discreta delle tastiere aggiunge qualcosa a un sound a dir poco collaudato.

La chicca più evidente è forse il singolo I Am Mine, brano dagli accenti folk proposto dal vivo nel corso degli ultimi dodici mesi in veste sia elettrica, sia acustica (per i collezionisti: il singolo conterrà l’inedita Down). Nel febbraio e marzo di quest’anno Vedder aveva presentato, accompagnandosi rispettivamente con l’ukulele e la chitarra acustica, anche Can’t Keep e Thumbing My Way. Su Riot Act rinascono. La prima, che si sviluppa su un ritmo battente con un incrocio tra chitarre elettriche e acustiche, è una canzone di liberazione esistenziale molto “vedderiana”, un inno a scrollarsi di dosso ogni immobilismo e “fare” fino a trascendere la finitezza umana. Thumbing My Way è una ballata acustica dolcissima, una delle più poetiche incise dal gruppo: immaginate una Off He Goes ancora più delicata. Ma i “rally” di Eddie a base di chitarre acustiche e ukulele non traggano in inganno: Riot Act non è un album morbido. Save You – epica e sostenuta da un riffone monumentale alla Habit e dall’organo del misterioso Boom – sembra essere l’altra faccia di Off He Goes: se il protagonista di quella canzone lascia che il proprio amico si dilegui nel mistero e lo guarda impotente andarsene, quello di Save You affronta i problemi a muso duro e implora: “Aiutami ad aiutarti”.

Singolo potenziale, Love Boat Captain è un po’ la nuova Light Years, solo più dura. Dedicata ai 9 ragazzi di Roskilde, cresce come un’onda per ricordarci che “tutto ciò di cui abbiamo bisogno è amore” e che il dolore ci fa sentire “insignificanti” davanti all’universo. You Are, scritta da Matt Cameron e basata su echi, riverberi e un suono “grasso” di batteria, è il momento “sperimentale” di Riot Act, così come Sleight Of Hand lo era di Binaural: come quella, spiazza ai primi ascolti, ma affascina col passare del tempo. Get Right è al contrario un rock’n’roll viscerale di cui non è difficile prevedere il successo dal vivo e fa il paio con 1/2 Full, uno dei pezzi più convincenti dell’album, fate conto una Red Mosquito più dura con un formidabile solo hendrixiano di McCready. È lui il figliol prodigo dell’album, un po’ sottotraccia su Binaural, impazza in tre, quattro brani nuovi con assoli che oramai faceva solo dal vivo. Meritano un discorso a parte Bush Leaguer, brano sinistro in parte recitato che si prende gioco del Presidente degli Stati Uniti, e Arc, un minuto di puro incanto in cui il canto senza parole di Vedder echeggia quello tradizionale dei nativi americani. Cropduster, coi suoi cambi di tempo, poteva stare benissimo su Binaural a fianco di Insignificance e Grievance, anche se non possiede la medesima forza, mentre Ghost farà forse parlare per la parziale somiglianza del suo riff con la celebre Bohemian Like You dei Dandy Warhols. Se Help Help sembra francamente una b-side, All Or None è un altro dei grandi finali di album cui sono capaci i Pearl Jam: pura bellezza.

Ma Riot Act è, fin dal titolo, anche un disco politico, figlio della lettura di “cattivi maestri” nelle quali s’è immerso Vedder e d’un clima globale mutato dopo l’11 settembre. Le Torri, la guerra, Roskilde: colpisce ma non stupisce la presenza ricorrente della morte, uno spettro che aleggia in almeno metà delle canzoni.
Non è, questo, un album per chi ai Pearl Jam chiede solamente rabbia o, peggio ancora, “grunge”. Pur non contenendo solo composizioni di prima qualità, e pur avendo una seconda parte inferiore alla prima, dimostra che alla soglia dei 40 anni si può fare musica vibrante e poetica, che si può cambiare restando fedeli a se stessi, che si può giocare in raffinatezza senza perdere in spirito. Sì, i Pearl Jam sono ancora una band viva.”

Rumors Vecchie voci sul possibile titolo dell’album.

Voci parlano di questo possibile titolo: Elements. Sono circolate le nuove t shirt dei PJ con questo continuo richiamo ai 5 elementi… Fuoco, aria, acqua, terra… Il quinto elemento: la musica… i Pearl Jam…

Altra ipotesi: Sweet Lew (outtake di Binaural). Sono in vendita gli stickers chiamati Sweet Lew stiker sheet…

Certo che se la canzone verrà inclusa nell’album, il titolo dell’album difficilmente sarà questo tenendo conto che la band non ha mai intitolato un album con il nome di una canzone. Ultima ipotesi: Seven. Io azzardo questa soluzione per la scritta: SE7EN.

Il nuovo lavoro sarà l’ultimo per la Epic, dopodiché gira insistentemente voce che la band firmerà per la J Records, etichetta semi-indipendente americana.

Track list false circolate prima di quella definitiva:

Track List N 1
Track List N 2
Track List N 3 (Joke)
Track List N 4
Later, Tchad
Green Disease
Loveboat Captain
Levels
No Good Reason
Had Enough
Can’t Keep
Half Full
Ghost
Thumbing My Way
I am Mine
Bushleaguer
Searchlight
Backfire
Blackout
Searchlight
I Am Mine
Undone
Down
Love Boat Captain
Island
The Other Side
Green Disease
Thumbing My Way
Bushleaguer
Can’t Keep
Brokenhearted
You’re True
Goodbye
Longing To belong
Satellite
Missing
Can’t Keep
I Am Mine
Making Believe
Broken Hearted
BushLeaguer
Fight
Love Boat Captain
The Eye
Sleeping Man
Down
Forget Me
Thumbing My Way
I Would
Thumb
Longing To Belong

Can’t Keep
Leaves
Down
Thumbing My Way
I Am Mine
Love Boat Captain
Fatal
Satellite
Bushleaguer
Crimany
Knee Deep
Once More