A Breath And A Scream: il primo concerto dei Pearl Jam, trent’anni dopo

Iniziamo a festeggiare i trent’anni dei Pearl Jam con lo special intitolato “A Breath And A Scream: il primo concerto dei Pearl Jam, trent’anni dopo“.

Foto: Karen Mason-Blair
Può un live d’esordio essere già una rinascita? Sì, è successo ai Pearl Jam. Trent’anni fa, sul palco dell’Off Ramp Cafè.

Ho un tatuaggio sul polso sinistro. È uno stickman con capelli folti e le mani alzate al cielo. È lo stickman simbolo dei Pearl Jam. Da sempre è connesso alla genesi del primo album, Ten, e mi è capitato di vederlo spesso impresso sulla pelle dei fan, accompagnato dal titolo o dai versi delle loro canzoni. Ecco, sotto il mio “omino” c’è una scritta diversa.

Uno slogan che notai in qualche flash del documentario sui vent’anni di carriera del gruppo di Seattle, Pearl Jam Twenty: “Cultivate the Pearl”. Il motto recitato dai volantini attaccati sulle vetrine dei negozi di dischi, dei locali, sui pali della luce, alla rete dei campi da basket. Coltivare, far crescere, prendersi cura di qualcosa di prezioso, come una perla, come un nuovo progetto, un nuovo sogno.

Colpita dalla forza di questo messaggio, provai a ritrovare l’immagine sul web. Non trovai niente, tanto che, per riprodurla, fermai la proiezione al secondo esatto e mi misi a ricalcarla su un foglio, da portare direttamente al tatuatore. Un messaggio che doveva girare in città, a quei tempi. A maggior ragione perché la band, una volta formata, nemmeno si chiamava così…

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https://www.youtube.com/watch?v=SbAs4g2Lw8k