Pearl Jam: “Ritorno” Al Futuro

Billboard.com | 31 luglio 2009
by Jonathan Cohen
Traduzione a cura di BodhiSurfGuru

“Super Poppy”
“Solo mero divertimento”
“Sorprendentemente ottimistico”
“Tremendamente orecchiabile”

Questi non sono aggettivi usati spesso per descrivere i Pearl Jam, i rappresentanti, da 30 millioni, di guitar rock pieno di paure esistenziali che stanno approcciando il 19° anno di esistenza. Tuttavia sono proprio queste le parole usate nei blogs per descrivere “The Fixer”, la prima canzone pubblicata dal nono album della rock band di Seattle, “Backspacer”. L’ondeggiante rocker stile anni ’80 scritto da Matt Cameron, debutta questa settimana al n° 2 della classifica “Canzoni Rock” di Billboard, un’indagine di tutte le “rock-nations” basata sul pubblico.

Non si puó rimproverare a Cameron, il cantante Eddie Vedder, il bassista Jeff Ament o i chitarristi Stone Gossard e Mike McCready che stiano sorridendo piú del solito. Il Presidente G. W. Bush, che é stato maledetto dalla band sul palco e su canzone per 8 anni, se n’é andato. La band continua a essere un grandissimo evento dal vivo, é headliner nei festivals piú importanti del pianeta, ha guadagnato qualcosa come 42 millioni di dollari nei 51 concerti registrati nel Billboard Boxstore tra il 2006 e il 2008. Vedder ha vinto un Golden Globe per la colonna sonora di “Into the Wild” nel 2007. Anche la vita privata é molto piú tranquilla ora: 4 dei 5 membri della band hanno figli.

Ma i Pearl Jam stanno anche festeggiando perché finalmente hanno visto avverarsi un desiderio che avevano da tanto tempo, quello di pubblicare musica da soli, senza l’aiuto di una major. “Backspacer” uscirá il 20 Settembre negli Stati Uniti attraverso una ragnatela di accordi tra distributori fisici e digitali. Il piú famoso, tra i distributori, é Target, che ha l’esclusiva per la grande distribuzione. Fuori dagli Stati Uniti, sará la Universal l’etichetta che distribuirá.

La collaborazione con Target aveva confuso parecchio i fans della band quando la notizia uscí a Giugno. All’inizio puó sembrare contradittorio per una band che nel suo spirito “do it yourself”, nella sua etica “il fan prima del business” fece crociate contro colossi come Ticketmaster o AT&T. Ma piano piano che sono emersi piú dettagli è diventato chiaro che i Pearl Jam sono riusciti nell’intento di siglare un accordo che soddisfa la band e i fans cosí come i negozi che vendono musica.

Target ha accettato di lasciar vendere “Backspacer” anche ai distributori di musica indipendenti, della Coalition of Independent Music Stores Junketboy Division. “Backspacer” sará venduto anche tramite il sito web dei Pearl Jam e sull’ Apple iTunes Music Store.

“Ci abbiamo investito un mucchio di riflessioni e alla fine abbia fatto qualcosa che crediamo porti vantaggi a tutti,” dice Vedder. Lui comprende perché alcuni fans siano confusi per l’accordo, ma dice, “Non mi viene in mente nulla di ció che abbiamo fatto in passato che prima non sia stato attentamente esaminato dal nostro personalissimo barometro morale. Target ha supearato il nostro esame. I fans devono avere fiducia i noi.”

Gossard la mette cosí, “Se qualcuno, 15 anni fa, ci avesse detto che ci sarebbe stato chi ci paga un sacco di denaro lasciandoci in sostanziale libertá e senza porci alcun limite, avremmo detto: Suvvia! Questo é il miglior accordo possibile immaginabile! Abbiamo lottato per 8 dischi con Sony e J per metterci in una posizione in cui possiamo fare accordi che ci portino 5$ a disco invece di 1,50$ o 2$ a disco. Per questo nostro album é stato il compromesso piú giusto e credo che ci dará anche molta piú flessibilitá in futuro. Spezzeremo qualche altra catena – credo che sia la nostra prerogativa farlo. Con noi ci portiamo un sacco di negozietti piccoli.”

L’ amministratore di Junketboy Distribution A&R, Scott Register, spera che la natura coopearante dell’accordo ispiri “tutti gli artisti, le etichette e i manager lá fuori a pensarci due volte prima di tagliare fuori i negozi indipendenti. Questa é la nostra opportunitá per far vedere che la nostra comunitá – negozi, distributori, etc. – é capace di sostenere lavori anche grandi e di poter influire in meglio sulla vita di un disco.”

Quando i Pearl Jam chiusero la loro cooperazione con la Epic nel 2003, la band non era ancora pronta per procedere senza la protezione di un’ etichetta. Per questo Kelly Curtis sigló un accordo di joint venture, per un solo episodio, con la J Records per pubblicare il disco omonimo Pearl Jam nel 2006. Quel disco produsse tre successi radiofonici e vendette 760.000 copie negli Stati Uniti (cf. Nielsen SoundScan). Questo numero superó di paracchio le vendite del disco d’addio dalla Epic del 2002, “Riot Act”, che vendette 508.000 copie.

Curtis dice che era entusiasta del lavoro della J Records negli Stati Uniti, ma che fuori dal paese “fu un incubo. La Sony si era appena fusa con la BMG e non potemmo concludere nulla.” Con questo ricordo si sentí sicuro che i Pearl Jam potessero trovare un modo per distribuire il prossimo disco da soli negli Stati Uniti, ma sapeva anche che avrebbero avuto bisogno di qualche aiuto per il resto del mondo.

Il primo passo fu quello di concettualizzare una nuova infrastruttura. “L’abbiamo approcciato in maniera molto aperta,” dice Curtis, anche se la proprietá dei master era un prerequisito. “Abbiamo sempre saputo che avremmo avuto bisogno di tanti partner. È semplice fare accordi unici con Target, Best Buy o Wal-Mart. La parte difficile è trovare un modo per includere anche gli altri ingredienti: le indies, il mobile, l’online, il fan club.”

Per testare le acque, Pearl Jam hanno siglato il loro primo accordo per la telefonia con Verizon nel 2008. L’accordo rese possibile l’ingresso dei leggendari bootlegs live della band nella V Cast Service dell’ azienda. La collaborazione venne resa possibile da Michael Anthony, il vecchio presidente della Sony Music Label Group US, che era stato accanto alla band nei loro piú grandi successi degli anni 90.

“Il nostro obiettivo era di essere capaci di dare ai fans tutte le modalità di accesso alla musica che desiderano avere,” dice Anthony, il quale fu ispirato a lanciare una presenza nella telefonia per i Pearl Jam dopo che Curtis vide quanto è gigantesco questo tipo di mercato musicale sui cellulari in Cina. La campagna dei bootleg sui cellulari ha avuto un successo cosí grande che i Pearl Jam si sono di nuovo uniti alla Verizon per includere nell’offerta suonerie e risponderie della riedizione di “Ten”. L’accordo è poi stato esteso anche alle canzoni di “Backspacer”, che saranno disponibili alla frequenza di una a settimana fino alla data di uscita del disco, cosí come anche per i bootlegs su cellulare della tournee autunnale della band.

Secondo Curtis e Anthony, pubblicare l’album esclusivamente mediante il Fan Club non poteva essere preso in considerazione per meri motivi di logistica. Alla fine la spuntò Target semplicemente perché, dice Anthony, “nelle nostre trattative con le grandi catene di distribuzione loro sono stati gli unici a capire per davvero la filosofia della band e il nostro bisogno di prenderci cura anche del Ten Club e delle indies e di provare anche altre piattaforme di distribuzione.”

Curtis conferma. “Un giorno mi chiamò qualcuno di Best Buy dopo che avevamo giá annunciato l’accordo con Target dicendomi: “Perché non l’abbiamo preso noi?”. “Era semplicemente perché non ci avevano pensato nemmeno un attimo a garantire i nostri interessi per queste piattaforme alternative.”

Curtis interruppe ogni trattativa anche quando si prospettava uno spreco relativo alla necessità di creare versioni differenti di “Backspacer” per i diversi partner, una richiesta comune nelle trattative per diritti di distribuzione esclusivi. Al contrario, il disco sará codificato con la tecnologia DAC’s eBridge della Sony, che permetterà al compratore di accedere a contenuti extra inserendo il disco nei loro computer.

Tramite i dischi comprati da Target, si accederà a una batteria virtuale di 11 concerti risalenti a tutto l’arco della carriera della band. Di questi, se ne potranno scegliere due. La band creerà anche T-shirts in cotone organico che verranno vendute esclusivamente nei Target, i cui proventi andranno in beneficienza a “Feeding America”. A settembre, andrá in onda uno spot televisivo diretto da Cameron Crowe che presenterà del materiale girato durante una performance privata della band nel Showbox di Seattle lo scorso Maggio.

Per Vedder, un “drogato” del vinile che ancora assapora i ricordi di quando andava a comprare dischi dei Jackson 5 da preadolescente a Chicago, Target non è esattamente l’ambiente che preferisce per comprare musica. “Puó essere che cambierà, ma non riusciró mai a trovare le Headcoatees in un Target”, dice, evocando l’oscura band britannica con una sonora risata. “Ma se anche hanno solo 300 dischi al Target, e tu puoi essere uno di quei dischi, e tramite questo ci sará gente che arriverà ad ascoltare la tua musica, ci devi pensare per forza.”

Questa non è l’unica cosa a cui Vedder sta pensando. Mentre bands come gli AC/DC e gli Aerosmith acquisivano nuovi fans con le loro versioni firmate di “Rock Band” e “Guitar Hero”, rispettivamente, i Pearl Jam erano ancoraimmobili sul fronte dei videogames. Alla fine si sono decisi ad entrare in gioco anche lí, mettendo a disposizione per il download su “Rock Band” tutti i pezzi di “Ten” lo stesso giorno in cui la ristampa del disco è arrivata nei negozi. Curtis rifiuta di dire i numeri di vendita ma fonti di MTV dicono che le canzoni di “Ten” hanno generato piu di 800.000 downloads.

Anche “Backspacer” sará disponibile su “Rock Band” lo stesso giorno in cui uscirà nei negozi, e Target ha un’esclusiva su un’ edizione dell’album che permetterà il download anche per il “Rock Band” su Xbox Live e Playstation Network. Sará un precursore di un videogioco tutto dedicato ai Pearl Jam che uscirà nei negozi nel 2010. Anche se MTV non conferma i dettagli, è giá stato sollecitato l’input dei fan su PearlJam.com per determinare quali versioni live delle canzoni della band saranno inserite nel catalogo del gioco.”

Per quel che concerne la promozione in radio, Curtis ha ingaggiato un team di radio indipendenti per promuovere “The Fixer” in formati differenti. Tra questi è inclusa l’ex adetta alla promotion della Epic Laura Curtin, che lavorò su “Ten” 20 anni fa. Stazioni radio “alternative”, “active rock” e “AAA” hanno trasmesso il singolo durante la settimana fino al 26 luglio, con la KROQ di Los Angeles in testa con 58 volte, W´la WAAF di Boston con 45, le KISW e KNDD di Seattle con 44 e 43 volte (cf. Nielsen BDS).

Osservatori dell’industria sono chiaramente molto curiosi sull’esito del piano dei Pearl Jam. Se avrá successo potrebbe ispirare un nutrito gruppo di bands affermate a tentare un approccio simile, secondo quel che dice il presidente di Tsunami Entertainment Bruce Kirkland, il quale ha aiutato a negoziare numerosi accordi per esclusività tra artisti e grandi distributori, incluso i Pearl Jam con Target.

“Qualunque artista che puó andare in tournee senza supporto e che ha una sua base è molto ben servito da questo sistema,” dice, alludendo agli accordi tra Wal-Mart e Eagles a Garth Brooks. “Per questi, il disco è uno strumento di marketing per altre opportunità di generare ricavi. È a prova di bomba. È un accordo perfetto in tal senso. Il ritorno finanziario taglia fuori un sacco di intermediari. A me questo modello piace perché fondamentalmente investe piú denaro in marketing, che è qualcosa che manca molto nelle etichette di oggi, e produce migliori condizioni per l’artista.”

Altri osservatori sono impressionati dalla capacità dei Pearl Jam di creare sinergie tra cosí tanti partners. “Stanno giocando a palla con i pezzi grossi,” afferma un ex-dirigente di una major. “Questo non è come nel caso di altre bands che hanno pubblicato per conto proprio online ma poi hanno avuto bisogno di qualcuno per distribuire nei mesi successivi. Loro hanno scelto partners tra le major perché sono ancora una major band.”

“È davvero un periodo interessante,” dice Anthony. “è un periodo di opportunità in cui molte piattaforme di marketing e distribuzione sono aperte direttamente agli artisti. Questo non è mai avvenuto prima d’ora. Anche sei anni fa, non importava che tu fossi una grande artista. Semplicemente non potevi metterti a trattare direttamente con Wal-Mart, Target o Best Buy. Adesso, puoi crearti le collaborazioni che fanno piú al caso tuo.”

Cosí come i Pearl Jam hanno reinventato il loro modo di fare affari, hanno invece scelto una faccia conosciuta all’ora di registrare il disco: Brendan O’Brien. La band ha registrato “Backspacer” a Los Angeles e ad Atlanta con il produttore di “Vs.” e “Vitalogy” ma che non aveva piú prodotto un loro disco dal 1998, con “Yield”.

I membri dei Pearl Jam si sono accorti ben presto a cosa avevano rinunciato in passato, visto che O’Brien ha fornito un input cruciale sugli arrangiamenti; ha suonato il piano, le tastiere e le percussioni. Ha anche messo assieme le orchestrazioni per le canzoni piú delicate di Vedder come l’acustica “Just Breathe” o il finale “pugno alla stomaco” “The End”.

“Queste cose melodiche le fa prima con il suo cervello da musicista e poi le sistema all’interno delle musiche con il suo cervello da produttore,” dice Cameron. “Utilizza entrambi i suoi set di capacità in un modo di cui molti produttori non sarebbero nemmeno capaci.” L’efficienza di O’Brien si è trasmessa anche sulla band, secondo Gossard. “Abbiamo fatto questo disco con piú rapidità che ogni altro nostro disco,” dice. “In totale siamo stati in studio per 30 giorni, includendo il missaggio. Penso che il 90% del disco l’avevamo pronto dopo i primi 9 giorni.”

Con 11 canzoni in 37 minuti, “Backspacer” è il piu corto e scarno album della band ad oggi. “Ad uno dei nostri concerti, senza effetti pirotecnici ed elettricità, c’è solo cosí tanto spazio per quei pezzi piú difficili da ascoltare, “dice Vedder ridendo. “Questa è stata l’unica ragione per cui abbiamo tenuto gli arrangiamenti cosí semplici. Le canzoni vengono fuori piú come dell’acqua frizzante che della zuppa di fagioli, e penso che sia un bene per la nostra band in questo momento.”

“The Fixer” è diventato il fondamento dell’album dopo che Vedder si presentò con una rielaborazione di un arrangiamento fatto dalla band senza di lui. “La mia interpretazione personale è che parla di come Vedder fa le sue canzoni, “dice Gossard. “Quando qualcuno lo ispira, è un collaboratore incredibile.”

Altri momenti clou di “Backspacer” sono “l’ uno-due” (un’espressione pugilistica, ndt.) “Gonna See My Friend”, una furiosa esplosione garage alla Stooges, e la propulsiva, alla “Police”, “Got Some” presentata il 1° giugno scorso durante la prima puntata stagionale del “Tonight Show With Conan O’Brien”.

Per quel che concerne il lato piú soft, “Just Breathe” è una stupenda ballata basata su un pezzo strumentale di Vedder di “Into the Wild”, mentre “The End” è una struggente canzone d’amore che chiude il disco con un curioso verso: “My dear (mia cara)/I’m here (sono quí)/ but not much longer (ma non per molto piú tempo)”.

“Sai, ammetto che anch’ io ho percepito un certo impatto ascoltandolo sino alla fine per la prima volta, e non sapevo nemmeno capire da dove mi veniva,” dice Vedder sulla canzone che ha debuttato davanti al pubblico durante la sua tournee solista quest’estate. “Molte delle canzoni su quest’ album sono canzoni di cui ho semplicemente cercato di sbarazzarmene, per evitare di doverle arrangiare da solo.”

Vedder ha intitolato l’album in onore dell’ omonimo tasto per macchine da scrivere caduto in disuso negli anni ’50. Il frontman, che ancora usa macchine da scrivere per i suoi testi e la sua corrispondenza privata, dice che si arrabbiò molto vedendo che tasti per macchine da scrivere “vintage” venivano usati come gioielli. “Per me è come la zuppa di pinne di squalo: uccidi macchine da scrivere per ricavarne braccialetti!” dice.

Da sempre conosciuti per le elaborate confezioni dei loro album, i Pearl Jam questa volta si sono rivolti al disegnatore “politico” Tom Tomorrow, che Vedder incontrò durante la campagna elettorale di Ralph Nader nel 2000, per creare l’artwork visivo dell’album. Nove lavori di Tom Tomorrow sono sparsi per il web su vari siti internet affinché i fans li cerchino e ci ricompongano, mediante “copia-incolla”, una griglia sul sito dei Pearl Jam. Una volta ricomposta si ottiene il download gratuito della demo di “Speed of Sound,” altra canzone del nuovo disco.

I Pearl Jam suoneranno dal vivo per la prima volta dopo un anno l’8 Agosto al Virgin Festival di Calgary, Alberta. Dopo una breve scappatella in Europa per 4 date (5, ndt), la band andrá a Toronto (21 Agosto) e Chicago (23-24 Agosto) prima di fare da headliner all’ Outside Lands Festival a San Francisco il 28 Agosto. Show multipli a Seattle, Los Angeles e Philadelphia seguiranno tra Settembre e Ottobre, con gli show di Philadelphia che saranno anche gli ultimi per lo “Spectrum” (venue, ndt).

In programma ci sará anche la loro presenza da headliners all’Austin City Limits Festival il 4 Ottobre, e una carrellata di shows in Australia, Nuova Zelanda e alle Hawaii tra Novembre e Dicembre. Curtis afferma che il programma di tournee per il 2010 deve ancora essere compilato e che la band sta decidendo se suonare in anfiteatri all’aperto o nelle arene, cosa che preferiscono.

E nonostante adesso siano soddisfatti, Vedder e soci insistono nel dire che sono motivati come sempre a sfidare sé stessi, sia a livello di band che a livello di affari. “Uno vorrebbe essere capace di andare a lavoro e avere tutto che fila liscio come l’olio, ma ci deve essere un qualche strano gene artistico in alcuni di noi, “ dice Vedder, riallacciandosi al tema di “The Fixer”. “Puó anche sembrare una maledizione, perché ti spinge a migliorare le cose e a non farle mai diventare facili. È cosí che ottieni roba buona.”