A quasi due anni dall’uscita di Dark Matter, il chitarrista racconta a Safe Mode Radio come l’incontro con Andrew Watt abbia riacceso urgenza e spirito di band. Un disco nato per rompere la comfort zone e riportare i Pearl Jam a suonare con energia istintiva e collettiva.

A quasi due anni dalla pubblicazione di Dark Matter, Stone Gossard è tornato a parlare dell’ultimo album dei Pearl Jam durante una conversazione approfondita con Jamie Hall dei Tigercub nel nuovo episodio di Safe Mode Radio. Le sue parole offrono una lettura retrospettiva importante su un disco che, col tempo, appare sempre più come un momento di riallineamento creativo per la band di Seattle.
Parlando di Dark Matter, Gossard ha spiegato che la genesi del disco è stata guidata da un’esigenza precisa: cambiare mentalità. Dopo lavori più stratificati e meticolosi, i Pearl Jam sentivano il bisogno di recuperare immediatezza e tensione collettiva. L’arrivo del produttore Andrew Watt ha rappresentato l’elemento decisivo in questa transizione.
Secondo Stone, Watt ha spinto la band a suonare insieme nella stessa stanza, privilegiando prime take energiche rispetto a lunghe rifiniture. L’obiettivo non era costruire un album “perfetto”, ma catturare un momento. Meno sovraincisioni, meno analisi paralizzante, più impatto emotivo. Per una band con oltre trent’anni di carriera, questa scelta ha significato esporsi nuovamente al rischio creativo.
Nel dialogo emerge un concetto chiave: il pericolo della comfort zone. Gossard sottolinea come per un gruppo storico il rischio maggiore non sia fallire, ma ripetersi. Dark Matter nasce proprio per evitare quella trappola. Le strutture dei brani sono rimaste essenziali, le idee sviluppate con rapidità, lasciando spazio all’istinto e alla dinamica interna.
A distanza di tempo, il chitarrista sembra considerare l’album come un reset necessario. L’energia registrata in studio si è poi riflessa anche nei concerti del 2024 e 2025, dove i nuovi brani hanno trovato una dimensione naturale dal vivo. Per Gossard, questo è il segnale più chiaro: quando le canzoni funzionano sul palco, significa che l’approccio in studio era quello giusto.
Le dichiarazioni rilasciate a Safe Mode Radio confermano quindi che Dark Matter non è stato un semplice nuovo capitolo discografico, ma una scelta consapevole per mantenere i Pearl Jam vitali e in movimento. A quasi due anni dall’uscita, il disco si consolida come uno dei momenti più significativi della fase recente della band.

Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Dal 2022, conduce due podcast: “Pearl Jam dalla A alla Z” e “Fuori Orario Not Another Podcast”. Ha collaborato con Barracuda Style, HvsR, Rolling Stone, Rockol e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.
Canzone preferita: Present Tense
Album preferito: No Code
Artisti o gruppi preferiti oltre i PJ: Tom Waits, Soundgarden, Ramones, Bruce Springsteen, IDLES, Fontaines D.C., Mark Lanegan, R.E.M., Radiohead, Cat Power, Dead Kennedys
