Soundgarden nella Rock and Roll Hall of Fame: ecco com’è andata

Con i Soundgarden si sono esibiti Taylor Momsen dei Pretty Reckless, Brandi Carlile, Mike McCready dei Pearl Jam e Jerry Cantrell degli Alice in Chains.

Sabato 8 novembre 2025, al Peacock Theatre di Los Angeles, i Soundgarden sono stati ufficialmente introdotti nella Rock and Roll Hall of Fame. Una cerimonia attesissima e carica di emozione, che ha reso omaggio a una delle band più influenti della scena di Seattle e del rock alternativo degli anni ’90.

A presentarli è stato Jim Carrey, da sempre grande fan del gruppo, che ha introdotto la band con un discorso pieno di passione. “Quando la scena musicale di Seattle è esplosa, per me è stata la resurrezione del rock and roll. Band come i Mother Love Bone, gli Alice in Chains e i Pearl Jam hanno riportato in vita qualcosa che credevo perduto.”

Ha poi ricordato di quando introdusse la band al Saturday Night Live nel 1996, e di quando Chris Cornell, proprio in quell’occasione, gli regalò una sua chitarra firmata da tutta la band. “Lunga vita a Chris Cornell e lunga vita ai Soundgarden”, ha concluso. Parole che hanno sintetizzato perfettamente lo spirito della serata: un tributo non solo ai Soundgarden, ma all’intera generazione di artisti che ha ridefinito il rock in quegli anni.

A chiudere la parte più emozionante dell’introduzione è stata Lily Cornell Silver, figlia di Chris Cornell e di Susan Silver, storica manager dei Soundgarden e degli Alice in Chains. “Mio padre viveva per la musica. Vi amava tutti, e amava fare musica. Stasera celebriamo lui e la band che ha contribuito a costruire. Grazie per mantenere vivo il suo spirito.


I discorsi dei componenti del gruppo

Il bassista originale Hiro Yamamoto ha detto: “Chris Cornell, ci manchi stasera su questo palco. Ti vogliamo tutti bene e non saremmo qui senza di te.” Ha poi parlato della sua famiglia, ricordando i genitori, cittadini americani di origini giapponesi internati in campi di detenzione durante la Seconda guerra mondiale: “La loro storia ha influenzato profondamente la mia vita. Risuona ancora oggi. Non aggiungiamo un’altra storia del genere alla nostra storia.

Il batterista Matt Cameron ha tenuto uno dei discorsi più toccanti della serata. “Vorrei ringraziare la mia musa, la mia ragazza, la mia donna speciale, April Cameron, e i nostri splendidi figli, Raymond e Josie. Ai miei genitori, grazie per avermi fatto scoprire Count Basie e per avermi permesso di suonare la batteria in casa per un decennio.

Cameron ha poi rivolto un pensiero ai compagni di band e a tutte le persone che hanno accompagnato i Soundgarden nel loro percorso, tra cui Kelly Curtis, Jonathan Poneman, Bruce Pavitt, Jack Endino, Terry Date, Adam Kasper, Brendan O’Brien, i Pearl Jam, i Nirvana, i Melvins, i Wipers, gli Alice in Chains “e tutte le band con cui abbiamo condiviso la scena negli anni ’80 e ’90”, ha detto.

Ha concluso il suo intervento con parole dedicate a Chris Cornell: “Accetto questo onore a nome dei fan della nostra musica — e anche dei disadattati, solitari e introversi che hanno trovato conforto e sollievo nei testi e nella musica del mio eroe e compagno di band, Chris Cornell. Ti voglio bene, Chris.

Il chitarrista Kim Thayil ha ricordato il processo creativo condiviso con Cornell: “Se qualcuno di noi esitava a proporre un’idea, Chris era sempre il primo a dire: ‘Proviamola e vediamo.’” Ha poi continuato: “Mi manca. Lo amo, e amo tutti i miei fratelli dei Soundgarden. Avere i nostri amici e collaboratori di Seattle qui con noi significa moltissimo.

Ben Shepherd, da sempre più riservato, ha voluto dedicare il riconoscimento ai fan: “Questo onore è per loro. I nostri sostenitori finalmente ricevono il riconoscimento che meritano. Dobbiamo tutto a Chris e a chi è rimasto con noi.


L’esibizione dal vivo dei Soundgarden

Dopo l’introduzione, Kim Thayil, Matt Cameron, Ben Shepherd e Hiro Yamamoto si sono esibiti insieme a quattro ospiti d’eccezione: Mike McCready dei Pearl Jam, Jerry Cantrell degli Alice in Chains, Taylor Momsen dei Pretty Reckless e Brandi Carlile.

La formazione ha proposto due brani simbolo dei Soundgarden — Rusty Cage e Black Hole Sun.

La prima è stata cantata da Taylor Momsen con McCready alla chitarra, la seconda da Brandi Carlile alla voce, Jerry Cantrell alla chitarra, Taylor Momsen ai cori e Hiro Yamamoto al basso. Una performance intensa e commovente che, grazie a McCready e Cantrell, ha riportato per una notte lo spirito della Seattle degli anni ’90 sul palco della Hall of Fame.

Dopo l’introduzione del gruppo, Toni Cornell, figlia del cantante, ha eseguito un’intensa versione di Fell On Black Days, accompagnata alla chitarra da Nancy Wilson delle Heart — band introdotta nella Hall of Fame nel 2013 proprio da Chris Cornell.


Un’eredità che continua

Tra il pubblico era presente anche Jeff Ament dei Pearl Jam, che si è fatto fotografare con Flea e John Paul Jones, e che indossava una versione aggiornata della celebre t-shirt con i nomi delle band e degli artisti ancora da introdurre nella Hall of Fame — la stessa che aveva sfoggiato nel 2017 durante l’introduzione dei Pearl Jam.

Sul suo profilo Instagram, Ament ha scritto di essere “super entusiasta per i nostri fratelli dei Soundgarden, che stasera hanno ricevuto il riconoscimento che meritano per essere una delle band più grandi e originali di sempre”, elogiando altri introdotti nel 2025 come i Bad Company e i grandiosi White Stripes.

L’ingresso dei Soundgarden nella Rock and Roll Hall of Fame non è solo un riconoscimento alla loro carriera, ma un tributo alla scena di Seattle nel suo complesso — quella che, come ha ricordato Jim Carrey, “ha resuscitato il rock and roll.”

In quella sala, tra vecchi amici e nuove generazioni di fan, è riecheggiata l’anima di un’epoca irripetibile: quella di una città che, con band come Pearl Jam, Alice in Chains, Nirvana e Soundgarden, ha cambiato per sempre la storia del rock.