Pearl Jam: il Ten Club aderisce allo sciopero del 30 gennaio

Oggi, 30 gennaio, i Pearl Jam scelgono di prendere posizione aderendo al National Shutdown.

Oggi, 30 gennaio 2026, il Ten Club resta chiuso per l’intera giornata, partecipando a uno sciopero nazionale che sta coinvolgendo lavoratori, studenti, aziende e organizzazioni in tutti gli Stati Uniti.

Non si tratta di una semplice chiusura tecnica, ma di un’adesione consapevole a una mobilitazione che nasce dal basso e che oggi sta mostrando una portata ampia e trasversale. In numerose città scuole e uffici sono fermi, attività commerciali hanno sospeso le operazioni e molte realtà culturali hanno scelto di non “fare come sempre”, per rendere visibile un dissenso ormai diffuso.

Il motivo della protesta è dichiarato apertamente: solidarietà con la popolazione del Minnesota e opposizione alle azioni dell’ICE, dopo una serie di morti avvenute durante operazioni federali. Nel messaggio diffuso dal Ten Club vengono citati i nomi di Alex Pretti, Renee Good, Silverio Villegas González e Keith Porter Jr., diventati simbolo di una crisi che va oltre il tema dell’immigrazione e tocca direttamente i diritti civili e l’uso della forza istituzionale.

Il National Shutdown non è uno sciopero tradizionale, ma una chiamata collettiva a interrompere la normalità per affermare che senza giustizia non può esserci routine. Oggi, 30 gennaio, questa chiamata sta risuonando a livello nazionale.

In questo contesto, la scelta del Ten Club è coerente con la storia dei Pearl Jam. Da sempre la band rifiuta l’idea di una musica separata dalla realtà sociale e politica in cui esiste. Aderire allo sciopero significa collocarsi dentro il presente, non ai margini.