La band condivide la dichiarazione degli Obama del 25 gennaio 2026 e la trasforma in una chiamata all’azione: contattare i legislatori e sostenere il Minnesota con donazioni.

I Pearl Jam hanno pubblicato sui loro canali social la dichiarazione firmata da Barack Obama e Michelle Obama (25 gennaio 2026), scegliendo un approccio netto: non una condivisione neutra, ma un messaggio apertamente orientato all’azione.
Nel testo di accompagnamento, la band scrive: “Siamo onorati di condividere le parole dell’ex Presidente Obama e di Michelle Obama. Fate sentire la vostra voce e contattate i vostri legislatori su 5calls.org. Sostenete con donazioni su standwithminnesota.com.” Il punto è tutto qui: non restare spettatori, ma fare pressione in modo diretto e offrire supporto concreto.
Mike McCready ha rilanciato il tema dal suo profilo e ha aggiunto una citazione di Hannah Arendt che centra il cuore del problema quando il racconto pubblico prova a coprire i fatti: “La sincerità non è mai stata annoverata tra le virtù politiche, e le menzogne sono sempre state considerate strumenti giustificabili nelle trattative politiche“.
Nelle stesse ore è intervenuto anche Jeff Ament. Sul suo account ha condiviso un post definendolo così: “Le migliori parole che ho letto oggi. Di Matt Moberg, cappellano dei Minnesota Timberwolves“. Un testo duro, che rifiuta la retorica comoda della “pace e unità” quando diventa un modo per evitare la realtà: non si può scambiare il silenzio per pacificazione, né chiedere calma mentre la verità viene messa da parte. Il messaggio, in sostanza, è che una pace che rifiuta la verità non è pace: è una bugia. E l’unità, se serve a non chiamare la violenza con il suo nome, non è neutralità: è scelta di campo.
Dentro questo quadro si inserisce la dichiarazione degli Obama, ripresa integralmente dai Pearl Jam: una presa di posizione durissima su quanto sta accadendo in Minnesota nelle ultime settimane e, in particolare, sulle modalità operative attribuite all’ICE e agli agenti federali. Il testo parte dalla morte di Alex Pretti e la colloca in un contesto più ampio: secondo Barack e Michelle Obama il tema non riguarda soltanto un episodio, ma legalità, trasparenza e responsabilità nell’operato degli agenti federali. Pur riconoscendo la complessità del lavoro delle forze federali e dell’immigrazione, insistono su un punto non negoziabile: quel lavoro deve essere svolto in modo legale e rendicontabile, in collaborazione con autorità statali e locali.
Secondo gli Obama, invece, in Minnesota si starebbe vedendo l’opposto: escalation, metodi che aumentano tensione e rischio, e una gestione politica che non disinnesca ma spinge. Nel testo si citano le proteste, si menzionano le uccisioni di Alex Pretti e Renee Good e si accusa l’amministrazione di offrire spiegazioni pubbliche non sostenute da indagini serie e, a loro dire, contraddette da evidenze video. La chiusura è netta: questa spirale deve fermarsi, e l’uscita passa da responsabilità, collaborazione con le autorità locali e sostegno alle proteste pacifiche come strumento democratico.
La scelta dei Pearl Jam – e il fatto che McCready e Ament abbiano rinforzato il messaggio in prima persona – conta non solo per ciò che viene condiviso, ma per come viene spinto: due azioni immediate (pressione politica e sostegno economico) e un rifiuto esplicito dell’idea che restare zitti sia una posizione accettabile. In momenti così, il silenzio non è neutralità: è resa.

Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Dal 2022, conduce due podcast: “Pearl Jam dalla A alla Z” e “Fuori Orario Not Another Podcast”. Ha collaborato con Barracuda Style, HvsR, Rolling Stone, Rockol e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.
Canzone preferita: Present Tense
Album preferito: No Code
Artisti o gruppi preferiti oltre i PJ: Tom Waits, Soundgarden, Ramones, Bruce Springsteen, IDLES, Fontaines D.C., Mark Lanegan, R.E.M., Radiohead, Cat Power, Dead Kennedys



