Mike McCready saluta il leggendario Ozzy Osbourne

Il chitarrista dei Pearl Jam rende omaggio al frontman dei Black Sabbath, scomparso il 22 luglio a 76 anni.

Foto: Henry Ruggeri

Ieri – 22 luglio 2025 – è morto Ozzy Osbourne, leggendario cantante dei Black Sabbath e figura centrale della musica heavy metal dagli anni ’70 fino ai giorni nostri. Aveva 76 anni. La notizia ha scosso profondamente il mondo della musica, generando un’ondata di cordoglio planetaria.

A darne l’annuncio è stata la famiglia Osbourne con un comunicato ufficiale, colmo di dolore ma anche di amore: “È con una tristezza che va oltre ciò che le parole possono esprimere che dobbiamo annunciare che il nostro amato Ozzy Osbourne è venuto a mancare questa mattina,” ha dichiarato la famiglia. “Era con la sua famiglia, circondato dall’amore. Chiediamo a tutti di rispettare la nostra privacy in questo momento. Sharon, Jack, Kelly, Aimee e Louis.”

Tra i primi a rendergli omaggio pubblicamente c’è stato Mike McCready, chitarrista dei Pearl Jam, che ha condiviso un messaggio toccante: “Mi rattrista sapere che Ozzy è morto. Quando ero al liceo scoprii i Sabbath. War Pigs era al tempo stesso terrificante e ipnotica. È stata la voce di Ozzy a trascinarmi via, in un universo oscuro. Una grande via di fuga. Poi, quando uscì Blizzard of Ozz, divenni subito un fan. Randy Rhoads fu una delle influenze che mi spinsero a suonare la chitarra solista. Per fortuna ho avuto la possibilità di suonare nel brano Immortal del suo ultimo disco. Grazie per la musica, Ozzy. Ha reso migliore il nostro viaggio nella vita.”

Parole che raccontano l’impatto di Ozzy non solo come musicista, ma come figura capace di spalancare mondi alternativi attraverso la sua voce — mondi oscuri, intensi, liberatori. McCready, da adolescente curioso, si lasciò catturare da brani come War Pigs, e da lì iniziò un legame che lo avrebbe accompagnato per tutta la carriera. Non è un caso che negli anni, anche durante il recente Dark Matter World Tour, il chitarrista abbia taggato proprio quel capolavoro dei Sabbath durante l’outro di Alive.

Nel 2022, Mike McCready ha suonato la chitarra nel brano Immortal, contenuto in Patient Number 9, l’ultimo disco in studio pubblicato da Ozzy e prodotto da Andrew Watt, già al lavoro su Dark Matter dei Pearl Jam e su Earthling di Eddie Vedder.

Nel medesimo anno, Jeff Ament è apparso in un tributo ai Sabbath voluto dalla Vans suonando il pezzo su una potente cover di Sweet Leaf, incisa insieme agli Harshmellow, una band estemporanea formata dal bassista dei Pearl Jam con O. (voce, chitarra), Sarah Linton (chitarre) e J Mascis dei Dinosaur Jr. alla chitarra solista. Non è finita qui. Ricordate quando 19 anni fa al festival di Reading, Eddie Vedder improvvisò alcune note all’ukulele della classica Iron Man? Clicca qui per guardare il video.

Ozzy Osbourne non è stato solo un cantante: è stato un linguaggio, uno stile, una dimensione a parte. E da ieri, chi lo ha amato, seguito o anche solo ascoltato, sente di aver perso un pezzo di sé.

Ma come scrive McCready: “Grazie per la musica, Ozzy. Ha reso migliore il nostro viaggio nella vita.” E questo, nessuno potrà togliercelo.