Dal primo ascolto di Kill ’Em All a Hit the Lights suonata insieme a Los Angeles.

A distanza di un anno, un video pubblicato sul canale YouTube ufficiale dei Metallica, e segnalato dal nostro amico Artur L., ha riportato l’attenzione su uno dei momenti più intensi del Helping Hands Concert & Auction, andato in scena a Los Angeles il 13 dicembre 2024. Il filmato documenta l’intervento di Jeff Ament, bassista dei Pearl Jam, chiamato sul palco non solo come musicista ma come fondatore della Montana Pool Service, organizzazione no profit sostenuta in quella serata dalla fondazione dei Metallica, All Within My Hands.
Nel suo discorso, Ament ha raccontato apertamente quanto i Metallica abbiano inciso sul suo percorso personale e musicale. Il primo incontro con la band risale ai primi anni Ottanta, quando si era appena trasferito a Seattle dal Montana con la sua band hardcore. Jeff Ament ha detto: “La prima volta che ho sentito i Metallica era più o meno il 1983. Kill ’Em All aveva lo spirito di una gang che cercava di fare il rumore più forte, più tosto e più pesante possibile.”
Parlando di quel disco, Ament ha sottolineato come non lo percepisse come un album metal tradizionale, ma come qualcosa di immediato e vitale: “Era potente, ma non troppo pensato o iper-prodotto. Si sentiva davvero l’entusiasmo saltare fuori dagli altoparlanti.”
Un’attitudine che, secondo lui, si inseriva perfettamente nel contesto della scena hardcore e punk che frequentava in quel periodo: “Si incastrava benissimo con tutte le band che amavo allora, come SSD, Black Flag e Discharge.”
Ament ha ricordato anche il legame tra i Metallica e il mondo dello skateboarding, elemento centrale nella sua formazione: “Alcuni ragazzi della band andavano in skateboard, e l’arte sulle tavole era di Pushead, il mio vicino dell’Idaho. Faceva parte dello stesso mondo.”

Uno dei passaggi più evocativi del racconto riguarda il primo concerto dei Metallica visto dal vivo, durante il Ride the Lightning Tour del 1985 al Moore Theatre di Seattle. Ament ha detto: “Ero proprio davanti a Cliff. Era come un vortice di energia.” Il ricordo di Cliff Burton è carico di ammirazione: “Era una via di mezzo tra Geezer Butler e il punk più radicale. Suonava con colore e abbandono. Era totalmente originale.”
Il discorso si è poi spostato sul presente e sull’impegno sociale. Ament ha ringraziato i Metallica per il sostegno concreto alla Montana Pool Service, che in quella serata ha ricevuto una donazione di 50.000 dollari. Ament ha spiegato: “Questo regalo ci aiuterà a costruire skate park più grandi e migliori, ma soprattutto a dare visibilità a persone che vivono in alcune delle zone più isolate del nostro paese.” Ha poi chiarito il senso profondo del progetto: “Avere qualcosa che ti fa sentire vivo salva delle vite.” Guardando al futuro, ha aggiunto: “Abbiamo sei skate park in lavorazione nel Montana rurale e nativo per il prossimo anno.”
La serata non si è chiusa solo con le parole. Jeff Ament è salito sul palco anche come musicista, suonando con i Metallica Hit the Lights, brano tratto da Kill ’Em All, il primo disco in studio dei Metallica del 1983. Un momento altamente simbolico, che ha messo in comunicazione diretta il ragazzo che nel 1983 scopriva quella musica e l’artista che, oltre quarant’anni dopo, la condivide sul palco con chi l’ha creata.
Rivedere oggi quel video, a un anno di distanza, restituisce il senso pieno di quella serata: non solo un evento benefico, ma un punto di incontro tra musica, memoria e responsabilità sociale. Come ha detto lo stesso Ament nel finale del suo intervento: “Quando vedi il mondo come l’abbiamo visto noi, ti viene solo voglia di fare meglio. Ora più che mai.”

Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Dal 2022, conduce due podcast: “Pearl Jam dalla A alla Z” e “Fuori Orario Not Another Podcast”. Ha collaborato con Barracuda Style, HvsR, Rolling Stone, Rockol e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.
Canzone preferita: Present Tense
Album preferito: No Code
Artisti o gruppi preferiti oltre i PJ: Tom Waits, Soundgarden, Ramones, Bruce Springsteen, IDLES, Fontaines D.C., Mark Lanegan, R.E.M., Radiohead, Cat Power, Dead Kennedys

