Prima che Eddie Vedder diventasse il cantante dei Pearl Jam e una delle voci più riconoscibili della sua generazione, il suo percorso musicale si era già intrecciato con diverse band locali di San Diego. Tra la fine degli anni ’80 e il 1990, Vedder fece esperienza in piccoli gruppi, incise demo su cassetta e sperimentò diversi generi musicali. Quelle registrazioni, circolate in poche copie e poi diventate oggetto di culto tra i fan, raccontano il periodo di formazione di un artista che di lì a poco avrebbe cambiato la storia del rock.

Surf and Destroy
Una delle primissime esperienze di Vedder fu con i Surf and Destroy, un gruppo punk attivo a San Diego nella seconda metà degli anni ’80. Poco si sa di questa band: non sono mai emersi demo ufficiali e non è nemmeno certo che abbiano registrato qualcosa in studio. Rimane però una tappa importante nel percorso di Eddie, che muoveva i primi passi nel circuito underground locale.
The Butts
Successivamente Vedder entrò nei The Butts, altra formazione minore e quasi dimenticata. Di loro circola soltanto una canzone, Plenty of Time, che in realtà era una cover di un brano degli Indian Style, altra band in cui Eddie avrebbe militato a breve. Anche in questo caso, non ci sono registrazioni ufficiali né tracce di un vero e proprio demo.
Indian Style (1988 – maggio 1990)
Gli Indian Style furono uno dei progetti più longevi di Vedder prima dei Pearl Jam, coevi e paralleli ai Bad Radio.
La band comprendeva:
- Eddie Vedder – voce, chitarre
- Kyle – chitarre
- Matty Goodman – basso
- Brad Wilk – batteria (futuro membro di Rage Against The Machine e Audioslave)
Nel 1990 incisero un demo di tre brani:
- Time
- 100 Souls Strong
- Smooth Talkin’ Daddy
Registrato da Jim Wood dei Dishwalla, il tape resta l’unica pubblicazione ufficiale degli Indian Style. Il gruppo rimase attivo fino al maggio 1990, poco prima che Vedder ricevesse da Jack Irons la cassetta con i demo di Stone Gossard che avrebbero dato vita ai Pearl Jam.
Di recente è emerso anche un brano inedito, 1000 Souls Strong, proveniente dagli archivi della band.
Eddie Vedder – Summer Demo Tapes (1988)
Parallelamente alle esperienze di band, Vedder incise anche alcuni demo solisti nell’estate del 1988.
Il primo nastro, conosciuto come Summer Demo Tape ‘88, contiene:
- One Step Up (cover di Bruce Springsteen)
- Crossroads
- Believe You Me
- Reggae Woman
Un secondo nastro, mai circolato, includeva gli stessi brani con l’aggiunta di Stand By (la futura Better Man) e di una cover di Elvis Costello.
In queste registrazioni casalinghe, con voce, chitarre, basso e batteria elettronica, emerge già la vena compositiva che Vedder svilupperà negli anni successivi.
Bad Radio (1988 – 1990)
La band più importante della fase pre-Pearl Jam fu senza dubbio Bad Radio, gruppo semi-progressive/funk/rock nato a San Diego nella seconda metà degli anni ’80.
Componenti (periodo Vedder):
- Eddie Vedder – voce, chitarre
- Dave George – chitarre
- Dave Silva – basso
- Joey Ponchetti – batteria
Le registrazioni principali:
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Tower Records Demo (1988) – quattro brani, tra cui Answer e Stand By (prototipo di Better Man).
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The Funk Demo (1989) – con Believe You Me, Homeless, I’m Alive e What The Funk. Homeless venne risuonata da Eddie in un benefit nel 1993.
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Altre tracce live come Money e Waste My Time, mai incise in studio.
Nel 1989 i Bad Radio raggiunsero l’apice della loro popolarità: vinsero la Battle of California Originals organizzata dalla radio di San Diego 91X, ottenendo passaggi radiofonici e tempo in studio. Nonostante ciò, non firmarono mai un contratto con una major (anche se la MCA mostrò interesse, senza mai concretizzare).
Dichiarazioni della band
Dave George, chitarrista, raccontò nel 1997:
- Sul nome: “Pensavo che, vista la situazione della radio di allora, la nostra musica non sarebbe mai arrivata in onda. Da lì il nome Bad Radio.”
- Su Eddie: “Eravamo titubanti perché non sembrava un frontman. Ma aveva una voce fortissima e ottimi demo, così decidemmo di dargli una possibilità. È stato un colpo di fortuna.”
- Sulla fine del gruppo: “Alla fine ci eravamo trasferiti a Hollywood, ma non stava funzionando. Con quella lineup non sarebbe successo.”
Un mosaico di esperienze
Tra demo casalinghi, band dimenticate e piccoli trionfi locali, Eddie Vedder costruì il suo bagaglio musicale ben prima di arrivare ai Pearl Jam. I Bad Radio gli diedero visibilità e lo misero alla prova come frontman, mentre gli Indian Style ne mostrarono il lato più alternativo e sperimentale.
Quando, nel 1990, ricevette la cassetta con i brani di Stone Gossard e Jeff Ament (tra cui Dollar Short, futura Alive), era già un musicista con alle spalle anni di palco, demo e ricerca artistica.
Queste esperienze furono le fondamenta di una carriera che avrebbe ridefinito il rock degli anni ’90.

