Il cantante dei Pearl Jam racconta a Rolling Stone una band in piena trasformazione, già al lavoro e pronta a guardare avanti.

Matt Cameron ha lasciato i Pearl Jam a luglio dopo 27 anni. Un periodo lunghissimo iniziato nel 1998 e arrivato fino a Dark Matter, l’ultimo lavoro in studio della band. Si chiude così l’era più stabile e duratura della loro storia. Non è soltanto un cambio dietro la batteria. È la fine di un equilibrio costruito in quasi tre decenni.
A raccontare cosa sta succedendo adesso è Eddie Vedder, in una intervista via Zoom con Rolling Stone. Parlando della situazione della band, Vedder dice: “La frase era, credo, che i Pearl Jam sono tra due ere in questo momento“. E aggiunge: “Mi è sembrata una definizione davvero concisa“. È una presa di coscienza chiara. La band riconosce di trovarsi in una fase di passaggio, tra ciò che è stato e ciò che sta per nascere.
Quando gli viene chiesto se esiste già un nuovo batterista, Vedder sceglie la prudenza: “Se dovessi dire qualcosa, penso che vorremmo prima parlarne come band e decidere cosa dire o chi dovrebbe essere il messaggero o qualcosa del genere“. Nessuna conferma, nessuna smentita. Solo la conferma che ogni decisione sarà condivisa, come sempre è stato nella storia del gruppo.
La parte più significativa dell’intervista riguarda però il presente creativo. Vedder chiarisce che lui e gli altri membri stanno suonando insieme: “Siamo in ‘laboratorio’, stiamo provando, siamo entusiasti“. Poi aggiunge: “È stimolante pensare al cambiamento. Per quanto ci piacerebbe aver fatto le cose nel modo in cui le abbiamo sempre fatte — e potremo ancora farle così — credo che siamo tutti davvero entusiasti del futuro“. In queste parole non c’è nostalgia. C’è consapevolezza. La band sa di poter continuare a essere sé stessa, ma sceglie di non restare immobile.
L’uscita di Cameron non è solo un cambio tecnico. Il suo ingresso alla fine degli anni Novanta, dopo lo scioglimento iniziale dei Soundgarden, ridefinisce per anni la struttura ritmica dei Pearl Jam. Ora la sua partenza apre uno spazio nuovo. Un batterista diverso significa nuove dinamiche, un diverso groove, un altro modo di costruire le canzoni in sala prove. Nei Pearl Jam la batteria non è mai un semplice accompagnamento. È parte integrante dell’identità sonora.
Cameron conferma di essere ancora un musicista attivo e di lavorare a nuovo materiale dei Soundgarden utilizzando registrazioni vocali lasciate da Chris Cornell. Per i Pearl Jam, invece, il presente è fatto di prove, confronto e ricerca. Essere “tra due ere” non significa fermarsi. Significa scegliere consapevolmente la direzione. E dalle parole di Eddie emerge con chiarezza che il prossimo capitolo non nascerà per inerzia, ma dalla volontà di evolversi, con entusiasmo e con lo sguardo rivolto avanti.

Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Dal 2022, conduce due podcast: “Pearl Jam dalla A alla Z” e “Fuori Orario Not Another Podcast”. Ha collaborato con Barracuda Style, HvsR, Rolling Stone, Rockol e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.
Canzone preferita: Present Tense
Album preferito: No Code
Artisti o gruppi preferiti oltre i PJ: Tom Waits, Soundgarden, Ramones, Bruce Springsteen, IDLES, Fontaines D.C., Mark Lanegan, R.E.M., Radiohead, Cat Power, Dead Kennedys
