Intervista Mike McCready | Giugno 2003

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Pearl Jam still fearless after all these years
by Rod Harmon
Knight Ridder | 13 Giugno 2003

Traduzione a cura di Angpo

Durante i bis del concerto di apertura del tour nordamericano dei Pearl Jam il 1° aprile a Denver, Eddie Vedder ha indossato una maschera di Gorge W. Bush durante la canzone Bushleaguer.

Il cantante aveva già fatto la stessa cosa in Australia e Giappone eseguendo questa caustica canzone, che si fa beffe del presidente con versi come “Non è un leader è uno della lega del Texas … nato in terza base, invece pensa di aver fatto un triplo.” Ma questa volta alcuni fan se ne sono andati per protesta.

Il chitarrista Mike McCready non l’ha notato, ed ha detto che per la maggior parte, la reazione del pubblico è stata positiva. Ma gli si rizzano i capelli ogni volta che qualcuno è etichettato come “non patriottico” per aver esercitato il proprio diritto di parola.

I Pearl Jam non hanno mai avuto timore a lanciarsi contro lo status quo. Esplosi dalla scena grunge di Seattle all’inizio degli anni ’90, la combinazione di riff classici e testi introspettivi ha segnato la morte del pop superficiale che aveva dominato le classifiche nella decade precedente. Quasi tutto quello che hanno fatto è stato uno schiaffo in faccia a tutto quello che l’industria ha sempre ritenuto essere necessario per ottenere il successo, dal rifiutarsi di fare video a combattere contro Ticketmaster per i diritti di vendita.

A quel tempo era sfrontato. Retrospettivamente, probabilmente ha salvato il gruppo, dice McCready.

“Abbiamo certamente danneggiato la nostra carriera facendo così, ma siamo molto felici di dove siamo ora. Ci siamo tirati indietro perchè stavamo diventando troppo grandi, e se non l’avessimo fatto, avremmo potuto non essere più un gruppo. Voglio dire, te lo garantisco, non saremmo più un gruppo.”

Il settimo album dei Pearl Jam, Riot Act, riflette la maturazione dei componenti del gruppo, da giovani e arrabbiati rockers a riflessivi uomini di stato. Disperazione e speranza combattono per l’anima del disco attraverso canzoni come “All or Noone” (E’ una situazione senza speranza, e sto cominciando a credere/che questa situazione senza speranza sia quello che sto cercando di ottenere) e Love Boat Captain (“E’ già stato cantato, ma non è stato detto abbastanza/Tutto quello di cui hai bisogno è l’amore)

La morte è una tematica prevalente nel disco, che può essere percepita come un riflesso della perdita di alcuni amici del gruppo nel corso degli anni, tra cui Dee Dee Ramone, Joe Strummer dei Clash e Layne Staley degli AIC. Staley e McCready erano amici fin da ragazzini e hanno suonato insieme a metà degli anni ’90 nel progetto Mad Season.

“E’ stata dura vederlo uccidersi in quel modo,” dice McCready. “Non lo sentivo da molti anni, così presumevo il peggio, e ho avuto ragione. Era davvero una brava persona con una brutta dipendenza, una brutta malattia.”

L’overdose di Staley è stata l’ultima di una lunga serie di rock star morte a causa dell’abuso di stupefacenti, una lista che comincia a sembrare un elenco telefonico. McCready, che ha sconfitto i suoi demoni, si sente fortunato ad essere ancora vivo.

“Non ho mai usato gli aghi, ma è la stessa cosa,” dice. “Alcune droghe ti uccidono un po’ più velocemente, altre impiegano un lungo tempo e ti rendono l’esistenza miserabile. Se giochi con quelle cose ti aspettano solo la prigione, le cliniche o la morte. E’ stato provato più e più volte.”

Nonostante le sensazioni melanconiche di Riot Act, il disco ha anche alcune canzoni rock con un tocco di rithm&Blues anni ’60 dovuto al tastierista Boom Gasper, un amico di Vedder. L’aggiunta di un tastierista ha per la prima volta aperto nuove possibilità per il gruppo, ed ha aumentato l’energia che era già presente in studio, dice McCready.

“Siamo stati lontani l’uno dall’altro per circa un anno dopo l’ultimo tour, così eravamo eccitati dall’idea di rivederci e di suonare. Penso che una delle ragioni per cui siamo ancora in giro a molto a che fare col fatto che non stiamo insieme quando non siamo in tour. Non vediamo l’ora di tornare coi Pearl Jam, la nostra famiglia, e poi andiamo in vacanza. Non ci tiriamo pazzi l’un con l’altro.”

Come per l’ultimo tour, i Pearl Jam pubblicheranno un doppio cd per ogni concerto per colpire I venditori di bootleg. Un disco di rarità, B-side e materiale mai pubblicato è previsto per la fine dell’anno, ed il gruppo potrebbe ritornare in studio immediatamente dopo il tour invece di prendersi una pausa, dice McCready. Anche il contratto con la Epic è scaduto, così i membri del gruppo stanno giocando con l’idea di creare una loro etichetta.

Qualunque cosa i Pearl Jam facciano, il loro motto è sempre lo stesso: fallo perché vuoi, non perché qualcuno te lo dice. Così non pensate che Bushleaguer sparirà a causa di pochi fan scontenti.

“Eddie sta preparando una cosa alla Bowie,” dice McCready. “E’ pronto a portarla ad un altro livello.”

 

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