Articolo tratto da Rolling Stone, Novembre 1996

 

Grazie per la traduzione ad Angpo... e ricordatevi una cosa: CORPORATE MAGAZINES STILL SUCK!!!!!

Sin dai primi tempi come un popolare attore alla scuola superiore e dai suoi anni come quello che aveva i migliori contatti della scena musicale di San Diego. Eddie vedder dei pearl jam si è reinventato come la voce di una generazione alienata. Un’inchiesta speciale di Rolling Stone.


“Benvenuti al party per l’uscita dell’album dei REM”, dice un compassato Eddie vedder dal palco dello Shobox a Seattle “e al reunion tour dei Pearl jam”. E’ il 14 settembre 1996 e i Pearl jam si stanno preparando a lanciare il tour mondiale per il loro nuovo album, No Code. Questo concerto di riscaldamento dovrebbe essere il posto ideale per Vedder. Avendo a lungo espresso disprezzo per la sua fama da super rockstar. Affronta un pubblico di solo ottocento persone nella sua città adottiva, un pubblico da cui sono stati banditi giornalisti, PR di basso livello, fotografi e altri servi dell’industria. E’ una folla di fedeli scelta accuratamente, che hanno atteso a lungo per questo momento. Tranne che per le rare date del loro tour abortito nel 95, i pearl jam non sono stati in tour da più di due anni. La scena è stata preparata per il loro leggendario show, il trionfale ritorno del gruppo. Non lo immaginereste mai dallo sguardo torvo di Vedder. “Avete sentito il nuovo disco?” chiede con la sua voce baritonale. Gli applausi sono scarsi. “bè,” mormora Vedder “state per risentirlo” I pearl jam entrano in “sometimes”, la fragile ballata che apre Nocode. “cercando il mio ruolo” Canta eddie, facendo uscire le parole in un doloroso rantolo “mi consacro, il mio piccolo io, come un libro tra i tanti sullo scaffale”

La partenza in sordina sembra confondere il pubblico di ventenni devoti, che si aspettando qualcosa dalla teatralità di Vedder. Ma i fan oggi sono sfortunati. Anche quando il gruppo comincia “hail, hail” - la canzone che si avvicina di più ai classici da inni da stadio dei pearl jam in no code, - sembrano essere determinati nel ostacolare i momenti coinvolgenti della canzone. Il bassista Jeff Ament, famoso per i suoi salti volanti, rimane ancorato al suo posto su palco. Il chitarrista Mike McCready prova alcune pose, ma quando i suoi compagni non rispondono, anche lui affonda in un accigliato torpore. Stone Gossard, che non si è preoccupato di togliersi gli occhiali per questo concerto, lavora con la sua chitarra con la stessa passione di qualcuno che stia scavando una buca. E il batterista Jack Irons tiene un ritmo stabile anche se sottotono.
Poi c’è Vedder. Piantato sul microfono, sforna le canzoni con una noncuranza che confina col disprezzo. “Questa è la parte dello show che chiamiamo il jukebox umano” annuncia perima che i pearl jam si gettino nei pezzi infiammafolla di Ten Vs e Vitalogy. Le versioni di Evenflow alive e Whipping sembrano come il greve lavoro di una cover band e vedder sembra saperlo. “bè” dice prima di lasciare il palco “valeva quasi la pena di uscire di casa per questo”


Ultimamente sembra che Vedder cerchi sempre di più delle ragioni per lasciare la casa. Mentre gli altri quattro membri dei Pearl Jam sono regolarmente avvistati nei ristoranti e nei locali di Seattle, gli avvistamenti di Vedder sono pochi e distanziati nel tempo. E non solo nelle strade di Seattle. Evitando le interviste rifiutando di fare video e facendo tour monchi per via di una guerra senza possibilità di vittoria contro ticketmaster, ora tiene un basso profilo in città, vivendo nella sua grande casa a West Seattle, in un enclave di case della classe medio-alta su un pendio contornato da alberi che si affaccia sul Pugget Sound. La casa è controllata da due guardie del corpo che ispezionano persino il ragazzo della pizza che gli porta settimanalmente una pizza piccola con salsicce e peperoni. Spaventato dalle minacce di morte, inseguito dai fan che hanno scoperto l’altra sua residenza in città (nel quartiere del municipio), il cantante si è circondato da una manciata di rock star che non sono disposte a parlare di lui ai giornalisti, nemmeno off-record. Nelle rare occasioni in cui vedder parla ai reporter, usa ques’opportunita solo per lamentarsi senza fine del peso della fama e del successo.

Pubblicamente i Pearl jam si sono sempre descritti come una democrazia dove tutti e cinque i membri sono d’accordo sulle decisioni da prendere. Ma una fonte vicina al gruppo dice che Vedder è il leader indiscusso e che, mentre nel campo artistico tutti e cinque contribuiscono, il cantante stabilisce le crociate della band contro l’industria del rock “Gli altri membri del gruppo guardano a lui per le decisioni” conferma una fonte confidenziale nell’etichetta della band , la Epic. “tutti ricevono degli imput, ma è Eddie che indica la strada” Un’altra fonte conferma questa impressione in modo ancora più deciso, chiamando eddie un pazzo del controllo, attorno al quale il personale dei Pearl Jam “cammina come sulle uova”. E’ una dinamica intergruppo che deriva non solo dallo status speciale di eddie come una delle figure più carismatiche del rock, ma anche dal temperamento degli altri membri del gruppo.

Musicisti non pretenziosi, felici del loro successo dopo anni di lavoro nell’oscurità per-pearl jam, i compagni di Vedder sono tipi affabili non certodisposti ad agitare la barca con sopra il loro fragile cantante. Jeff Ament, il figlio di un barbiere cresciuto in una piccola città del Montana, vive ancora nello stesso appartamento a Seattle dove viveva prima dell’esplosione del gruppo. Stone Gossard, un nativo di Seattle e figlio di un avvocato locale ha fondato una piccola etichetta discografica, la Loosegroove, che sua sorella Shelly aiuta a gestire. Mick McCready, un ragazzo del luogo che ha cominciato a suonare in gruppi fin dalle medie, è stato quello più vicino a cader vittima dei pericoli del mondo del rock: E’ stato ricoverato in una clinica di Minneapolis per problemi di alcolismo nel 94, ma secondo tutti ora è pulito e sobrio. E’ anche comproprietario di un popolare sala da biliardo a Seattle, il Garage. Il nuovo batterista Jack Irons è un vecchio alleato di Vedder, è l’uomo responsabile per aver portato Vedder ai Pearl Jam in primo luogo, è quindi improbabile che tenti di sfidare l’autorità del cantante all’interno del gruppo.

L’autorità di Vedder fu chiara a tutti nel 94, quando il Batterista dave Abruzzese fu improvvisamente licenziato “Dave faceva troppo la rock star” dice una fonte vicina al gruppo “dava interviste da copertina per le riviste di batteria. Era felice, stava coronando il suo sogno, cosa che ha fatto dar fuori di matto Eddie. Ho visto Eddie disegnare dei baffi sulla faccia di Dave sulla copertina di Modern Drummer.”
Alcune fonti dicono che che la cacciata di Abruzzese era un messaggio per gli altri membri del gruppo “Penso che, ancora una volta, questo abbia a che fare con la personalità molto fragile di Eddie” dice la fonte “Penso che anche gli altri si sentano come se fossero prossimi ad andarsene”. Domandato quanto seriamente gli altri stiano pendendo questa minaccia la fonte dice “mettiamola in questo modo: Stone ha la sua etichetta; Mike sta lavorando ad un altro disco; Jeff ha la sua band i Three fish.”
Sin dai primissimi tempi con I Pearl jam Vedder ha affermato che il suo scopo era essere un tipo diverso di rockstar. Avrebbe resistito alla tentazione del potere, della ricchezza e dell’ego. L’enfasi, disse, deve essere sulla musica, un sentimento espresso interamente per tenersi al passo con ethos anticommerciale, ispirato dal punk di Seattle.
Vedder Sembrava un poster già pronto per la scontenta generazione del giunge: Un ribelle i cui testi agonizzanti e la cui voce grezza e piena di rabbia scaturiscono da un’infanzia infelice e da un’adolescenza alienata e solitaria. In un’ampia serie di interviste che concesse a rolling stone nel 93 Vedder perfeziona il suo mito di star riluttante - uno che ha lasciato le superiori che diventa surfista, la cui ascesa dagli umili inizi è avvenuta quasi contro la sua volontà. Anche questo, si incastra per ferramente con la dottrina del giunge, che ha respinto il carrierismo e l’ambizione delle ruffiane band metal di capelloni degli anni 80.

Ma a detta di quelli che conoscevano Vedder prima che diventasse famoso, il successo del cantante difficilmente può essere stato casuale. “Sapeva esattamente cosa fare, “ dice un amico dei giorni precedenti i Pearl Jam. “non è una piccola anima sperduta che scrive grandi canzoni” Secondo molti racconti, la scalata di Vedder fu uno sforzo concreto aiutato dal suo talento per l’auto-invenzione e per l’auto-drammatizzazione, dal suo incessante sforzo per essere ascoltato e dalla sua ferrea volontà nel controllare la sua immagine pubblica. “E’ un maestro nel manipolare le situazioni e la gente attorno a lui, “ dice una fonte all’Epic “ed è un maestro nel manipolare la sua immagine.”

La sua imagine – e la sua identità – è spesso nascosta dalla bizzarra situazione dei suoi genitori. Nasce come Edward Louis Severson III nel 64, a Evanston Illinois, figlio di un padre musicista che divorzia da sua moglie prima che Vedder compia due anni, cresce credendo che il suo padrigno sia il suo padre naturale e che gli altri tre figli della madre, avuti con il nuovo marito, siano suoi veri fratelli. Vedder, per le prime due decadi della sua vita, era conosciuto come Eddie Mueller.
In un’intervista al Los Angeles Times otto giorni dopo che il suicidio di Kurt CObain era stato scoperto, Vedder parla della sua natura depressa, descrivendo come da ragazzo, il pensiero del suicidio lo avesse visitato “spesso come il pranzo… ero completamente solo – tranne che per la musica.” Evitando persino di nominare la sua scuola superiore o di parlare dei suoi compagni, disse “Non mi trattavano bene.”


“Era molto popolare” ricorda Annette Szymanski-Gomez, un amica che era un anno avanti a Vedder. “era un tipo estroverso. Avrebbe fatto qualsiasi cosa per essere carino con tutti.” Un’altra compagna di scuola aggiunge “Era così gentile con tutti, trovava sempre un momento per chiacchierare. E’ per questo che non capisco tutte queste storie sull’essere miserabile. Per me non lo era affatto! Ed era così carino.” “Tutte le ragazze avevano una cotta per lui,” dice un alto amico che accarezza il ricordo di tutti i divertimenti da ragazzi con il piccolo Eddie Mueller, com’era affezionatamente soprannominato per via della sua scarsa statura. “Giocavamo a football ci arrampicavamo in questo edificio abbandonato. Mi ricordo che andavo a casa sua e lui suonava la chitarra col suo migliore amico.” I Mueller vivevano in un solido quartiere della classe media a Encinitas, un sobborgo di San Diego. “Era una bella casa” dice un amico “a due piani. Avevano un piano. Non era per nulla un infanzia piena di privazioni Mi ricordo che c’era una foto molto carina di Eddie da bambino. Aveva circa tre anni, sua madre diceva che era apparso in qualche spot televisivo”
Questo precoce incontro con lo show biz sarebbe stato solo l’inizio della carriera di attore giovanile. Anche se si sapeva che era un musicista la sua identità principale alla San Dieguito High era di essere la star del teatro della scuola. Cominciò come attore nel coro di Little Mary Sunshine. Passò presto a ruoli principali ed apparve in Bye Bye Birdie, ButrerfIies Are Free, Ourward Bound, and The World of Carl Sandburg.Nel suo ultimo anno, Mueller fu votato come il più talentuoso grazie alla sua abilità come attore.
“Era un attore fantastico, davvero eccezionali” dice un suo compagno dei corsi di recitazione “il suo idolo era Dustin Hoffman” Nel suo terzo anno ebbe una parte in una recita scolastica con Liz Gumble, una studentessa un anno indietro a lui. I due cominciarono ad uscire insieme nel marzo dell’81 e divennero, a detta di tutti, inseparabili. Quando la Grumble partì con la famiglia per una breve vacanza, Mueller espresse la sua tristezza nel suo tipico modo teatrale “Portò la sua sciarpa attorno al collo tutti I giorni sino a che lei non tornò a casa” dice un compagno di classe.
Mueller trovò un amico nel suo insegnante di teatro, Clayton Liggett. L’insegnante divenne un mentore ed un surrogato del padre per Mueller, che, dicono gli amici, non andava d’accordo con il patrigno. “mi ricordo che quando Eddie andava a scuola veniva spesso a casa nostra per parlare a Clayton di cose personali, “ ha detto la vedova di Ligget al San Diego Union Tribune nel 1995. “non so se Eddie stesse cercando una figura paterna. Ma so che aveva bisogno di qualcuno con cui parlare e Clayton c’era sempre per lui”
Una dei vecchi compagni di scuola suggerisce che Vedder sta “abbellendo” il suo passato per entrare nel personaggo che sta sviluppando, quello di portavoce dell’alienata e disfunzionale Generazione X “non credo che lui stia mentendo” dice in difesa di Vedder “Penso che la gente con capisca che tu non devi essere questo personaggio così miserabile nella vita reale, è un’arte, l’abilità di diventare il personaggio che canta queste canzoni torturate”
Ma se gli anni di scuola di Eddie Mueller furono meno drammatici di quanto ha affermato il cantante, non c’è dubbio che subì un grosso colpo emotivo nel suo quarto anno quando Liz Gumble lo lasciò. Gli amici ricordano che Vedder era inconsolabile dopo la rottura “le cose crollarono per lui nell’ultimo anno,” dice un amico “lascio le produzioni teatrali, e qualcun altro dovette prendere il suo posto, cos’ so che fu davvero una cosa grave, perché lui prendeva il teatro davvero seriamente” Mueller lasciò la San Dieguito High poco prima del diploma e torno nell’area di Chicago per stare con la sua famiglia. E prese coumque l’equivalente di un diploma. E’ stato in quel periodo che il piccolo Eddie Mueller, forse per un atto di indipendenza dal suo patrigno, prese il nome da ragazza della madre e divenne Eddie Vedder.

Anche se la musica dei Pearl jam è strettamente associate alla scena di Seattle e all’esplosione del Grunge nei primi anni 90 che aiutò il gruppo a scalare le classifiche, le radici musicali e le ambizioni di cariera di Eddie vedder nascono nell’idilliaca comunità della spiaggia di La Mesa (california), un sobborgo di San Diego dove si trasferì nel 1984 dopo due anni trascorsi nel MidWest.
In quel periodo le aspirazioni teatrali di vedder furono sostituite dall’ambizione di diventare un cantante ed un compositore. Infanzia come fan delle opere rock degli Who, Vedder divenne una presenza costante ai concerti rock di San Diego, accompagnato da un registratore, collezionò un gran numero di bootleg. Facendo lavori umili, come la guardia di sicurezza degli alberghi e benzinaio, scrisse un gran numero di canzoni mentre faceva il turno di notte ma non rese pubblico il suo talento fino al tardo 1986, quando rispose ad un annuncio sul San Diego Reader. Un gruppo rock influenzato dal Duran Duran, i Bad Radio, stava cercando un cantante che li aiutasse a andare nella direzione più alternativa dei Love e dei Rockets. Vedder spedì un nastro fatto a mano che includeva una cover della metadibonda Atlantic City di Springsteen.


All’audizione dal vivo, Vedder canto numerose cover, tra cui Paint it Black degli Stones. Dei tre cantanti che si erano presentati quel giorno “uno non era male” dice Valery Saifudinov, che dirigeva lo studio di prova ed era presente all’audizione. “Ma Eddie aveva qualcosa dentro, una certa energia. Tutti furono d’accordo che Eddie fosse la scelta giusta” Solo dopo che Eddie finì l’audizione i suoi compagni seppero che aveva un mazzo di canzoni già pronte. “Eravamo increduli” dice il bassista Dave Silva
Una demo delle prove del 89 rivela che il gruppo stava cercando di nescolare del blando, orecchiabile rock con I groove funky dei red RHCP. Vedder cantava in un registro più alto e più sottile di quello di oggi – almeno fino all’ultima canzone, una versione di “better man” che sarebbe poi apparsa su Vitalogy e sarebbe diventata uno dei maggiori successi radiofonici dei Pearl Jam. Qui, le capacità vocali di Vedder emergevano in tutta la loro potenza: pieno di testosterone, lo stile da baritono alla Davide Clayton-Thomas che sarebbe divenuto la sua firma. Passandosi costantemente la mano tra i lunghi capelli, facendo smorfie, sbattendo l’asta del microfono sul pavimento, Vedder portò tutta la sua esperienza teatrale sul palco.
“Eddie è stempre stato grande sul palco,” dice il suo amico di San Diego Mike Aitken, i cui genitori ospitarono Eddie per 4 anni e mezzo “Ero ai concerti e la gente diceva ‘Wow guarda quello’, la musica gli poteva piacere o meno, ma tutti dicevano “whoa, quel tipo è grande”

Se Vedder era il punto focale della band sul palco, lo era anche fuori. Anche se assunto semplicemente come cantante, diventò presto il direttore delle operazioni, diventando non soltanto il principale compositore dei Bad radio ma anche il loro manager, organizzatore e promotore. Fotocopiava elaborati volantini pubblicitari datti a mano e creava l’artwork per i demo del gruppo, che spediva alle radio locali- Dice Marco Collins uno dei DJ di San Diego che prendeva le chiamate di Vedder “era quello che cercava i concerti, era quello che spingeva.”
Vedder era, a detta di tutti, un promotore instancabile “Eddie promuoveva continuamente quel gruppo cercando di farlo diventare qualcosa” dice Il promoter dei Club di San Diego Tim Hall


Steve Saint, un veterano della scena della città, ricorda gli sforzi di Vedder: “il 90% della gente nei gruppi da garage se ne stanno lì. Aspettando di essere scoperti, aspettando che qualche agente discografico bussi alla loro porta. Eddie non aveva questo atteggiamento. Cercava costantemente di portare il suo gruppo in qualche posto dove potesse essere visto” Un’altra fonte nella scena musicale di San Diego dice semplicemente “era il miglior costruttore di contatti (traduzine che fa schifo lo so ) nel business.
La principale base delle operazioni di Vedder era il Bacchanal, un locale dove suonavano gruppi alternativi in crescita (E che sarà più tardi immortalato in Mankind). Vedder era una presenza costante con i suoi short verdi ed anfibi “Caricava l’equipaggiamento gratis solo per poter incontrare gli RHCP o questo e quell’altro” dice Saintl L’allora manager del Bacchanal Billy Buhrkuhl ricorda: “Faceva il roadie. Dava una mano sul palco, attaccava i francobolli. Sapeva di volere entrare nel mondo della musica ed era concentrato su quello che voleva ottenere… Mi chiedeva informazioni sui contratti, su quale fosse il modo migliore per firmare con una casa discografica, come trovare un agente” “Vedder vedeva tutto” conferma un altro della scena di San Diego.
Stando nel backstage Vedder “vedeva ogni singola rock star che passava per San Diego” dice un’altra fonte. L’abilità di vedder nell’ingraziarsi con i grossi nomi era leggendaria. Joe Strummer dei clash era una delle tante rock star che Vedder affascinò. Passo una notte a bere birra e a fumare con il chitarrista. In un’altra occasione Vedder e Silva andarono a Los Angeles per vedere il gruppo dell’ex batterista dei Police Steward Copeland suonare in un locale
Alcune Rock star però erano immuni al fascino di Vedder. L’amico surfista John Von Passenheim ricorda la notte in cui I Bad Radio aprirono per gli adorati alternative Lemonhead “fu presentato a Evan Dando e disse ‘guarda I volantini che ho fatto per lo show’ Evan lo guardò disse ‘oh’ lo lasciò cadere per terra e se ne andò.” Ma erano cose rare. “Vedder aveva una personalità per cui non ti sentivi minimamente minacciato da lui” dice Nick Wagner, un altro amico di vecchia data di San Diego. “Prendeva semplicemente un amplificatore ed intanto cominciava una conversazione”
Anche la sua vita sentimentale combaciapa perfettamente con le sue ambizione musicali, la sua ragazza (ora moglie) Bet Liebling, un prodotto dell’esclusivo North shore di Chicago, aveva dei buoni agganci con l’industria. Mentre frequentava i corsi della San Diego State University organizzava concerti al campus e nei weekend andava a Los Angeles, dove faceva un stage alla Virgin Record. Vedder e Liebling aiutarono a promuovere Red Tape, un raduno di gothic-rock settimanale che si teneva al Winter’s, un ritrovo della San Diego State University. “Avevano una visione completa del mondo della musica.” Ricorda Jay Thomas, un ex capo di Liebling “Prendevano i gruppi, li pagavano, andavano in giro a vendere i loro sevizi… sapevano esattamente quello che succedeva.” “Tra lei e Eddie” dice un veterano dei Club di San Diego “conoscevano tutti”

Uno dei più stretti confidenti di Eddie era il capo dello studio di prova, Saifundinov. Negli anni ’60 era stato il leader di un suo gruppo rock in russia “Parlavamo per ore dopo le prove” dice Saifundinov, che Vedder elenca come suo mentore nelle note di copertina dei demo dei Bad radio. “Gli raccontavo dell’Europa, di libri, musica, cultura. Gli donavo unpo’ di senso dell’umorismo. Era davvero interessato. Sapeva che avo fondato il primo gruppo rock in Russia. Provavamo una reciproca simpatia per l’un l’altro. Ero 18 o 19 anni più vecchio di lui, ma non sembrava” Secondo Saifundinov le origini delle posizioni anti rock star di ora possono essere ritrovate in certe lunghe chiacchierate dopo le prove “Gli dicevo ‘prima di tutto sei un musicista, sei un compositore. E’ questo quello che conta. Qualunque idiota può mettersi un salame nei pantaloni e mettersi in posa. O diventare uno stronzo perché ha molti soldi”
Nel frattempo Vedder lavorava duramente per far diventare i Bad radio un gruppo con una coscienza sociale. Portò il gruppo ad una fila di concerti di beneficenza, tra cui per Amnesty international e per una raccolta fondi per le foreste. E vedder aveva una canzone per tutte le occasioni “Le sue canzoni contenevano sempre uno spaccato di vita, che fosse un senzatetto o una situazione di razzismo” dice Saint “cosi quando si presentava l’occasione, Vedder aveva sempre una canzone adatta” La videocassetta di un concerto dei Bad Radio ad uno di questi show, mostra Vedder che annuncia dal palco “Eccone una che mi piace. Parla dei senzatetto”
Vedder non limitava il suo attivismo al palco del Bacchanal. Durante una riunione del consiglio comunale sulle case per i poveri, si sedette nel cortile con la sua chitarra acustica e cantò l’inno sociale, allora molto in voga, di Tracy Chapman “Talkin’ bout a revolution” In un’altra occasione, Lie e Liebling Parlarono ad un senzatetto che espresse il desiderio di ritornare nel suo nativo midwest. La coppia pagò un pasto all’uomo. Lo portò nell’appartamento di Liebling. gli fece fare una doccia, gli comperò un biglietto d’autobus e quindi lo misero su un Grayhound diretto verso casa. Liebling documento l’intera trasformazione con una Polaroid, Vedder in seguito portò le foto alla sala prove e orgogliosamente le mostrò a Saifundinov. Il bassista dei Bad radio, Silva si ricorda che Vedder tenne persino una delle foto di fronte a lui mentre registravano uno dei demo, come ispirazione.
Secondo alcuni, lo zelo attivista di Vedder scavò un solco tra lui ed il resto del gruppo. “Eddie era così incazzato” sice Pierce Flynn, un surfista amico di Vedder “voleva che suonassero alcuni concerti di beneficenza e il gruppo voleva andare da altre parti“ ma Silva dice che non era tanto il fatto che loro si opponessero all’attivismo di Vedder, quanto il fatto che lui li tenesse all’oscuro: “Non ci lasciava avvicinare abbastanza per poter decidere se volevamo essere parte di ciò. Diceva semplicemente ‘Faremo questo concerto i beneficenza’ Il giorno del ringraziamento comperava tutto quel cibo e dava da mangiare ai senzatetto. Ce lo diceva dopo, e noi dicevamo ‘Oh mio dio, avremmo aiutato se l’avessimo saputo’ non ci lasciava conoscere quello che aveva in testa” e c’erano anche altri problemi tra il gruppo ed il suo cantante. “Eravamo a livelli differenti” ammette Silva “Ci aveva già ampiamente sorpassato in termini di dedicare completamente la sua vita alla musica”
Nel tardo 89, tre anni dopo aver risposto all’annuncio dei bad radio sul San Diego reader, Vedder invitò Saifundinov al concerto dei Bad radio al Bacchanal “dopo facemmo una festa,” ricorda Saifundinov. “Eddie si sedette con me e mi disse ‘sto per lasciare il gruppo’ Io dissi ‘Perché? Che succede?’ e lui ‘Devo continuare a muovermi, sto cercando di andare e fare delle cose’”
La fermata successiva di vedder fu Los Angeles Liebling aveva trovato un lavoro nel dipartimento della pubblicità della Virgin Record dove Vedder divenne parte dell’arredamento. Trasferendosi a LA vedder era riuscito a posizionarsi nell’epicentro del mondo musicale della costa occidentale. Ironicamente, il suo destino – e quello del futuro della musica rock degli anni novanta – stava prendendo forma parecchie centinaia di miglia più a nord, a Seattle.
Cinque anni prima, circa al tempo in cui Vedder si unì ai Bad Radio, la scena di Seattle esisteva solo come una manciata di gruppi che suonavano di fronte a poche persone nei magazzini o nel retro dei locali. Tra questi gruppi cerano i Green River, che comprendevano due del gruppo base che avrebbe fondato i Pearl Jam: il chitarrista Stone Gossard ed il bassista Jeff Ament. I Green River erano un improbabile miscuglio di musicisti: Ament e Gossard non facevano mistero delle loro aspirazioni commerciali, il cantante Mark Arm, in seguito con i Mudhoney, non faceva mistero del suo disprezzo per la musica mainstream “Eravamo cinque persone differenti che suonavano cinque cose diverse,” ricorda Arm “per un po’ ha funzionato, ma poi no.”
Quando smise di funzionare, Gossard e Ament se ne andarono e formarono i Mother Love Bone, un gruppo glam il cui suono doveva molto alla musica orecchiabile del rock di LA: Secondo alcuni, la mancanza di credibilità che ha funestato i primi anni dei Pearl Jam, può essere ricondotta a quel periodo. “Mark Arm se ne andò e fondò la band figa (Mudhoney)” dice un membro di vecchia data dell’industria musicale di Seattle “Stone e Jeff formarono quella non alla moda” Gli MLB firmarono con la Polygram record, diventando uno dei primi gruppi di Seattle della loro generazione a firmare con una Major. Ma nel marzo del 90 pochi mesi prima che l’album di debutto del gruppo uscisse, il cantante Andrei Wood morì di un’overdose accidentale di eroina alla vigilia di un tour.
Gossard e Ament si mossero rapidamente per formare un nuovo gruppo, reclutando il chitarrista Mike McCready, che suonava fin da ragazzino negli Shadow. Come i suoi nuovi compagni, McCready ha le sue radici nel rock commerciale degli ultimi anni ’80.Si era trasferito a LA con gli Shadow in cerca di successo. Dopo un anno di stenti in città, dove aveva lavorato come commesso in un negozio di dischi, il gruppo ritornò, senza aver firmato un contratto, a Seattle, ed in breve tempo si sciolse. McCready, disilluso aveva abbandonato la chitarra, si era tagliato i capelli e aveva applicato a se stesso gli insegnamenti del ex governatore ultraconservatore dell’Arizona Barry Goldwater. Ma dopo aver ricominciato a suonare la chitarra in un nuovo gruppo, McCready fu visto da Gossard che impressionato dall’esplosivo lavoro del chitarrista, gli chiese di unisrsi alla suo gruppo ancora senza nome.
Con il batterista dei Soundgarden Matt Camion, i proto Pearl Jam registrarono una manciata di pezzi strumentali costruiti attorno ai riff di Gossard, ma mancava un cantante. Per riempire questo vuoto, il gruppo si rivolse al ex batterista dei RHCP, Jack Irons che suggerì loro un cantante che i RHCP avevano conosciuto a San Diego: un tipo affabile che lavorava al Bacchanal mentre cantava per la sua band, i Bad Radio. Iron si disse d’accordo a far pervenire i demo di Gossard al suo amico di San Diego.
Vedder ha detto che scrivere I testi e le linee melodiche per I demo di Gossars segnò una svolta sia dal punto di vista creativo che personale. “Cominciai ad affrontare alcuni problemi che in precedenza mi ero rifiutato di affrontare” Ha detto vedder a Rolling Stone nel 91. “era grande musica – mi tirava fuori delle cose che non erano mai uscite” Le cose che non aveva mai affrontato erano eventi che risalivano ai primi anni ’80, il giorno in cui sua madre gli rivelò che l’uomo che lui conosceva come un lontano amico di famiglia era in realtà il suo padre biologico – un uomo che Vedder ricordava vagamente essere stato ricoverato in ospedale per la sclerosi multipla che era morto quando Vedder aveva 13 anni” Vedder disse che mentre ascoltava la traccia di Gossard per una canzone intitolata “Dollar Shoer” senti venire alla luce emozioni a lungo sepolte. Più tardi, mentre faceva surf, Le parole gli vennero fuori “figlio, lei disse/devo raccontarti una piccola storia/quello che tu pensavi essere tuo padre/non era niente tranne che un…/metre tu eri seduto/a casa da solo a 13 anni/ il tuo vero padre stava morendo…mi spiace che tu non l’abbia visto/ma sono felice che abbiamo parlato” Vedder corse all’appartamento di Liebling, dove cantò sulla musica, intitolò la canzone Alive e spedì il nastro, con altre due canzoni, indietro a Seattle.
Mentre i singoli membri dei Pearl Jam erano veterani delle loro rispettive scene musicali, il gruppo, formato nel tardo 1990, dava la sensazione di qualcosa fatto la sera prima, almeno a Seattle.
Prima di volare da San Diego per il suo primo incontro faccia a faccia con i futuri membri dei Pearl Jam, Vedder gli chiese solo di non perdere tempo. Non lo persero. Dall’aeroporto, i membri del gruppo andarono direttamente alla sala prove. In cinque giorni, scrissero 11 canzoni. Il sesto giorno il gruppo fece il primo concerto in un locale di Seattle, dandosi il nome di Mookie Blaylock, dall’allora playmaker dei New Jersey nets. “mi ricordo solo di aver sentito di questo incredibilmente intenso cantante” dice Kim Warnick, cantante e bassista dei Fastbacks e regina incontrastata della scena underground di Seattle.” Il gruppo era sui blocchi di partenza ma Warnick ricorda che I Mookie Blaylock (Che cambiarono il nome in Pearl jam, dopo che il giocatore di basket si era lamentato) non erano popolari tra l’elite giunge di Seattle. “Fin dall’inizio” dice, “erano definiti dal loro pubblico, che non era punk. Erano i finti rocchettari dei sobborghi. Non li aiutava neppure il fatto che il gruppom completo con un contratto con una Major, era capitanato da un cantante che era stato importato da fuori la scena di Seattle dove così tanti avevano atteso a lungo nell’oscurità.
Ma Vedder, con uno schema che aveva già adottao a Seattle, si mosse per ingraziarsi la scena di Seattle. Dopo un concerto dei Fastback alla RKCNDY, si avvicinò a Warnick e la sommerse di complimenti. Il giorno seguente, Warnick ricevette una lettera, con la firma che luccicava, da Vedder e Liebling. Vedder, da allora, a fatto aprire ai Fastbacks parecchi concerti dei Pearl Jam (compreso questo tour mondiale), e Warnick è diventata uno dei più grandi difensori di Vedder “Lui è davvero reale” dice di Vedder “quando ti parla, è come se tu fossi l’unica persona nella stanza, ti si avvicina, aggrotta le sopracilia ed è davvero intenso”
Vedder fu altrettanto intenso, anche se meno accomodante, nei suoi primi incontri con i dirigenti della Epic “Quando l’ho incontrato per la prima volta, c’era qualcosa di diverso in lui” dice una fonte che ha incontrato Vedder all’etichetta “era tremendamente enigmatico e carismatico” Nel primo incontro Eddie parlò poco e tenne gli occhi fissi sulle sue gambe.” Diede l’impressione di una persona “ingénue circa l’industria”, secondo uno dei confidenti di lunga data di Vedder alla Epic, che si è mostrato sorpreso nell’apprendere del passato di Vedder a San Diego. “se siamo stati ingannati” dice la fonte “Io lo sono stato come tutti gli altri”

L’album di debutto dei Pearl Jam, Ten, che uscì nel agosto del 91, registrò appena un impulso nelle classifiche. Un mese più tardi, I nirvana uscirono con Nevermind, e per il gennaio 1992, l’album aveva raggiunto il primo posto nelle classifiche, aprendo la strada all’era della musica alternativa. I Pearl Jam furono presto raccolti nella mania di tutto ciò che proveniva da Seattle. Mentre i Nirvana stavano reinventando il Punk per gli anni novanta, stavano infondendo nel rock da radio degli anni 70 il loro tocco personale, toccanti i temi del divorzio, alienazione e rabbia – tutti portati da un cantante che sembrava rappresentare in pieno le paure e la rabbia esplosiva provate da milioni di giovano. In breve sia MTV che le radio trasmettevano Alive continuamente.
Fin dall’inizio I Pearl Jam furono perseguitati dagli scettici che li vedevano come poco di più di una versione addomesticata, adatta ad MTV dei genuinamente anarchici e pericolosi Nirvana. Tra quelli che dubitavano in modo più aperto dei Pearl Jam c’era Kurt Cobain dei Nirvana, che definì i Pearl Jam “come una fusione di musica alternativa, aziendale e cock-rock” e si indignava per il paragone con quel gruppo “Vorrei che la mia associazione con quel gruppo fosse cancellata” disse cobain a RS nel 92, quando sia i nirvana che I pearl Jam divennero entrambi gli strilloni dell’esplosione giunge di Seattle.
Vedder, forse per reazione a questo scetticismo, sembro determinato a provare la sua buona fede alternativa. Sin dal 1992 creò una serie di promozioni “alternative” per mantenere una connessione diretta con i fan dei Pearl jam: una serie di concerti non pubblicizzati solo per i membri del Fan Club, concerti trasmessi dalle radio in modo gratuito, gli album in vinile disponibili una settimana prima dei CD e delle cassette, e prezzi modici per i concerti. Nel documentario Hype! Che descrive la crescita commerciale della scena musicale di Seattle, Vedder assume il ruolo del portavoce del Giunge, la voce dell’ethos punk della città :” Se con tutta l’influenza che questa parte del paese e la sua scena musicale hanno…se non si fa nulla con esse…se finalmente arriviamo in prima fila e non ne dovesse uscire nulla, sarebbe ua tragedia” (questo pezzo è citato anche da No Logo)

Per Vedder, cambiare l’industria, voleva dire posizionare se stesso e il suo gruppo contro di essa. Evitando i mezzi convenzionali del marketing di massa, mise al bando, una cosa senza precedenti, i video e restrinse drasticamente l’accesso alla stampa. Ha sempre affermato che queste mosse rischiose dal punto di vista commerciale erano state fatte per prevenire una sovraesposizione. Ma altri suggeriscono che le crociate di Vedder vengono direttamente dalla sua testa per poter mantenere un rigido controllo su tutti gli aspetti dell’imagine dei Pearl Jam, esattamente come aveva fatto coi Bad radio.
Vedder divenne furibondo, per esempio, quando Una rivista di musica per ragazzi pubblicò delle sue foto scattate un anno prima. Una delle tante piccole indegnità che avrebbero portato al bando della stampa. Si indigno quando MTV mise in rotazione perpetua Jeremy privando la canzone della sua carica emotiva, un fattore che ha contribuito alla messa al bando dei video. Quest’anno Vedder sembra sospettoso di qualunque sforzo promozionale, anche il più innocente. Prima della recente esibizione dei Pearl Jam al Late Show di Letterman, Vedder telefono' personalmente al conduttore, chiedendo che la loro apparizione non fosse pubblicizzata in modo eccessivo sulla rete.
Per una generazione sospettosa della pubblicità le proibizioni di Vedder agirono come la definitiva tattica di promozione anti commerciale. Nel 1993 il Secondo album dei Pearl Jam, Vs, infranse il recod di vendite in una singola settimana, vendendo 950.000 copie nella sua prima settimana e vendendo 5,4 milioni di copie in totale secondo recordscan. Nel 94 uscì Vitalogy, che vendette l’impressionante numero di 877.000 copie nella settimana del debutto prima di raggiungere per cinque volte il disco di platino e facendo diventare COrduroy e Betterman elementi fondamentali della programmazione radiofonica.


Poi venne ticketmaster.
Forse spinto dal successo nel riscrivere le regole del successo, Vedder potrebbe aver creduto di ssere in grato di cambiare le regole dell’industra dei concerti.
Oggi la battaglia con Ticketmaster rappresenta la più pubblica sconfitta del gruppo – ed un esempio del fallimento di Vedder per aver voluto troppo. Il seme della discordia con Ticketmaster su piantato fin dal 1992, quando i pearl jam fecero un concerto per beneficenza a Seattle e chiesero al gigante dei biglietti di donare in carità un dollaro dei diritti che l’agenzia carica sul prezzo di ogni singolo biglietto. L’agenzia acconsentì e poi aggiunse un dollaro al prezzo di ogni biglietto. Secondo una fonte, vedder divenne furioso per questo tradimento personale e cominciò a parlare incessantemente di ticketmaster.
Per il tour di supporto a Vitalogy nel 1994, il gruppo cercò di procedere senza ticketmaster, ma non trovò posti che non avessero un accordo di esclusiva con ticketmaster. Il tour fu cancellato e la battaglia dei pearl jam contro ticketmaster si spostò ad un livello più elevato. “credevano realmente che la distribuzione dei biglietti in questo paese fosse diventata un monopolio e che i concerti erano tenuti in ostaggio da ticketmaster” dice Peter Scheniedermeier, cofondatore della ETM enterainment Network, la compagnia scelta dai Pearl Jam per il loro tour del 9. “pensavano di avere il dover di combattere per i loro fan”
E lottarono. Nel maggio del 94 il gruppo favorì un indagine del dipartimento della giustizia contro ticketmaster per posizione monopolista. Mentree rano Ament e Gossard a testimoniare davanti al congresso, quelli vicini al gruppo non avevano mai avuto dubbi del fatto che dietro alla controversia ci fosse Vedder. Infatti quado poi la band cercò un distributore alternativo per i biglietti, Vedder era l’unico mebro del gruppo presente agli incontri con la ETM. Con la piccola e senza esperienza ETM al timone, i pearl jam andarono avanti con un tour estivo nel 95, aprendo il vaso di pandora dei problemi burocratici, logistici, di sicurezza e climatici. Il tour comincio ad andare male fin dal primo giorno, la data di apertura del 16 giugno, a Boise in Idaho, dovette essere cancellata- il luogo, di proprietà pubblica, necessitava dell’approvazione del governo per poter utilizzare un sistema di biglietti alternativo- e fu spostata a Camper. alla seconda data a Salt lake City – dove la band era costretta a suonare in un posto all’aperto e fuori mano – una pioggia gelida si abbattè sul palco prima ancora che la band ci salisse. Il concerto fu cancellato e 12 fan rimandati a casa.
Il disastro si abbattè anche a casa di Vedder a San Diego, dove i Pearl jam dovevano suonare al Del Mar Fairgrounds nello stesso momento in cui c’era l’annuale festival della contea. Dei poliziotti troppo zelanti, temendo che i fan del rock travolgessero i visitatori della fiera ottennero che le due date venissero cancellate. Dopo una settimana di continue litigate circa i luoghi dei concerti, il manager dei Pearl jam Kelly Courtis annunciò che il gruppo, se costretto, avrebbe fatto un tour con ticketmaster. “E’ tempo che il gruppo torni a fare quello che sanno fare meglio” ragionava Curtis “fare musica e suonare per i loro fan” Ma pochi giorni dopo, un impassibile Vedder chiamò una radio di San Diego e sconfesso il proprio manager “se si dimostreràò impossibile fare tour senza ticketmaster” disse “allora ce ne torneremo a casa e faremo degli album”
La lotta stava richiedendo un pedaggio a Vedder. Il 24 giugno il cantante andò all’ospedale sofferente di problemi di digestione. Lo stesso pomeriggio affrontò una folla di 54.000 persone al Golden Gate Park a San Francisco. Ce la fece per 7 canzoni, poi si fermò per annunciare: “ho appena trascorso le peggiori 24 ore della mia vita” e con questo scese dal palco e non tornò indietro. In seguito vedder in privato avrebbe incolpato la sua malattia ad un avvelenamento da cibo per un panino al tonno avariato – una scusa che non spiegava la cancellazione di tutte le date rimanenti. La maggior parte delle date fu recuperata entro l’anno, ma ormai il danno era stato fatto.
Le reazioni nella stampa per la cancellazione del tour furono dure, specialmente nelle città lasciate senza concerto a causa della cancellazione. “Per un gruppo che urla così forte in favore dei propri fan” si legge su una colonna dell Austin American-Statesman “I pearl Jam ne hanno sicuramente lasciati un bel mucchio al freddo, compresi i 25.000 che avevano affrontato numerosi problemi per procurarsi un biglietto. La reputazione dei Pearl Jam è stata danneggiata, la mistica del gruppo infranta”

“ovviamente Eddie è ossessionato dai cattivi del business” aggiunge il manager di un altro gruppo multiplatino. “Ma a quanti dei tuoi fan glie ne frega davvero qualcosa? Alla maggioranza di loro non importa. Non glie ne frega nulla se è il luogo X Y o Z o quale sia la compagnia dei biglietti. Vogliono sentirti suonare della buona musica.” Anche gli alleati dei Pearl jam nella lotta con ticketmaster abbandonarono la crociata di Vedder. I rem che avevano appoggiato la lotta dei pearl Jam nel 94, firmarono con ticketmaster per il tour mondiale del 95. “Non mi piace ticketmaster, ma anche non deciderò di non fare un tour” ha ditto il chitarrista dei rem al Chicago Tribume. “non distruggerò il mio gruppo solo perché la società va nel modo in cui mi piacerebbe andasse. Il colpo finale ai pearl Jam arrivò il 5 luglio 1995 quando l’investigazione dell’antitrust contro ticketmaster fu lasciata cadere senza clamore. Vedder non ha mai commentato pubblicamente la sconfitta. Ma i sitomi di una nuova disillusione sono visibili. Il febbraio scorso i Pearl jam hanno fatto la loro prima apparizione televisiva in due anni alla cerimonia dei Grammy. Vedder, abbandonato il costume giunge fatto di magliette strappate, shorts e camice di flanella, è apparso alla cerimonia con in soprabito al ginocchio di pelle nera e occhiali da sole. Dopo aver visto la prima statuetta della serata, per la miglior performance di Hard Rock, il cantante non ha usato quell’opportunità per ringraziare i fan rimasti fedeli al gruppo ma per mormorare che quell’onore “non significa nulla”. Potrebbe essere stato un maldestro tentativo di attaccare la natura competitiva di quei premi. Ma ad alcuni spettatori è sembrato il comportamento stereotipato di una rock star.

Tra quelli che si sentirono in questo modo ci furono I suoi vecchi amici delle superiori. “Mi arrabbio quando lo vedo a queste premiazioni” dice uno dei vecchi compagni di recitazione “e vedo che immagine orribile si è cucito addosso” “Non so che cosa gli sia accaduto” dice un altro compagno di scuola “sepra uno dei va hallen”. Il manager del Bacchanal Billy Buhrkhr l’ha guardato anche lui quella sera e non riconosceva il cantante che aveva conosciuto a San Diego. “Se l’aveste conosciuto 10 anni fa, non potreste credere che abbia detto quelle cose. Ai vecchi tempi Eddie era grato per tutti e tutto”

Evidentemente I vecchi amici di Eddie non sono stati gli unici scontenti della sua performance quella sera o delle crociate senza fine dei Pearl Jam contro la loro stessa popolarità. La scarsa pazienza dei fan per il profilo quasi invisibile del gruppo sta cominciando a incidere sulle vendite. Uscito lo scorso settembre, No code ha debuttato al primo posto ma entro due mesi era già uscito dalla top 20, un destino ignominioso per un gruppo i cui tre album precedenti erano stati tra i dischi più venduti del decennio. E’ anche un destino ironico per un disco che è il lavoro migliore e più maturo della band fino a questo momento. – una raccolta di brani di una varietà accecante, che variano da canti di ispirazione buddista al glam-punk fino a ballate umorali.

Nonostante questo I pearl Jam non hanno mostrato segni di voler provare ad incrementare le vendite del cd: Il gruppo continua a rifiutarsi di fare video e rifiuta virtualmente tutte le richeste di interviste- Quando il tour arrivò nel tardo settembre a Randall’s Island a New York, Vedder reiterò la sua volontà di boicottare la stampa. Avendo avuto notizia degli sforzi investigativi di ROlling Stone per far luce sul suo nebuloso passato per Pearl Jam. Il cantante si è interrotto a metà della canzone “who you are” per fare un annuncio mirato “Io so chi sono davvero” ha detto dal palco. “E’ una lunga storia e non entrerà in una pietra rotolante”

L’obbiettivo dichiarato di Vedder nel combattere l’industria del rock era di mantenere l’enfasi sulla musica. In “Off he goes” da no code canta che “niente è cambiato tranne le stronzate che ci circondano”, ma alla vigilia del nuovo tour, che su insistenza di Vedder contiene solo 12 apparizioni, le “stronzate circonstanti” sembrano avere finalmente eclissato la musica. Dice uno dello staff della Epic “nessun gruppo è più grande del sistema stesso, e i consumatori li stanno punendo. Se fai solo 12 date allora hai bisogno di fare video per ricordare al paese come sei fatto.”
Il disincanto verso il modus operandi dei Pearl Jam non è confinato alla stampa ed al pubblico. Due settimane prima del lancio del tour, il bassista Jeff Ament ha confidato ad un amico che temeva il nuovo tour: “mi sono divertito così tanto di più in viaggio con i three fish” Il chitarrista Gossard è stato ancora più deciso. Dopo aver promesso di contattare un comune amico quando il tour raggiungerà l’Europa a metà autunno, Gossard ha aggiunto afflitto “se per allora saremo ancora insieme”

Che Vedder possa lasciare il gruppo, dicono le fonti, è una minaccia sempre presente che incombe sui Pearl jam e sul loro management. Domandato in un intervista del 94 se Vedder fosse tentato di fuggire, il manager Curtis disse “Credo che ci pensi ogni giorno” “Stavo davvero spingendo Eddie per fargli fare qualcosa che non voleva fare” dice una fonte che ha lavorato col gruppo “mi è stato detto: non spingerlo oltre il limite o se ne andrà” E questa è un’eventualità che nessuno associato coi Pearl Jam vuole contemplare “I pearl Jam senza Eddie Vedder” dice la fonte “sono i mother love bone con un cantante morto”

Ci sono delle prove che suggeriscono che Vedder stia ricercando le sue origini rivisitando il suo passato pre Pearl Jam e riallacciando vecchi rapporti. Nel 1995 arrivo inaspettato al funerale del suo vecchio insegnante di teatro, Clayton Ligget. Dopo la funzione raggiunste parecchi vecchi compagni alla casa del suo ex insegnante, dove parlarono fino alle 10 di sera e più tardi piombò inaspettato dai vecchi amici del basket a San Diego che trovano essere Vedder ancora uguale all’amico dei vecchi tempi. “Voleva solo andare al campo fare qualche tiro e bere qualche birra” dice uno “era così strano, perché era come se non se ne fosse mai andato”
Apparentemente Vedder, la pensa diversamente “quando esco con della gente che mi è mancata” ha detto ad un reporterin una lunga intervista “e con cui ero amica prima, cerco di condividere quei momenti che eravamo soliti avere… mi sento come se fossi un bambino mangiato dai dingo … mi sento in conflitto”

Intrappolato dalla sua celebrità, alienato dal suo passato, l’unico posto dove Vedder non sembra essere in conflitto è sul palco di fronte a migliaia di fan adoranti. E il 16 settembre 1996, due giorni dopo il concerto di apertura allo showbox di Seattle, ed il gruppo sta suonando il primo grosso concerto alla keyArena di Seattle, un luogo controllato da Ticketmaster dove la band ha accettato di suonare alla condizione che i proventi andassero in beneficenza. Grazie al bizantino sistema “alternativo” dei Pearl jam, la folla ha passato un’ora fuori dal palazzotto mentre tutti i 16.000 biglietti passavano sotto uno scanner di codici a barre-.

Dentro le cose non vanno molto meglio. Lavorando metodicamente sui loro strumenti, con le teste abbassate, zagolano senza gioia attraverso la setlist mentre Vedder , al centro di un riflettore sotto una struttura circolare a forma di corona di spine circondato da fasci di luce colorati, estende ripetutamente le sue braccia in una posa da cristo crocifisso.
E’ chiaro che il pubblico non vuole altro che ascoltare i vecchi successi. Ma Vedder sembra determinato nel voler deludere i propri fan, togliendo energia allo spettacolo con discorsi seri tra una canzone e l’altra. “Non abbiamo usato un promoter “ annuncia “odio dirlo, ma abbiamo fatto tutto da soli”. Presto la musica sembra essere solo poco di più che un paravento per i discorsi di Vedder, i fan sono poco più che ricettivi alle polemiche di Vedder. Continua così fino a concerto avanzato, quando i Pearl jam entrano in Alive. Quando le linee di chitarra di Gossard e McCready si uniscono ed il cantante si getta nel coro inneggiante alla vita, un ragazzo con una camicia di flanella arriva al bordo del palco. Vedder strappa il ragazzo dalle grinfie della sicurezza e lo porta sul palco, dove il fan si affloscia seduto e poi rotola sulla schiena. Vedder si inginocchia e dedica la canzone al fan. “Tu sei ancora vivo” canta Vedder aggiustando il testo della sua canzone più famosa, in un gesto di inclusione che sembra rappresentare al meglio quello che Vedder ha sempre detto essere la musica dei Pearl Jam. Il gruppo raggiunge le marce alte mentre i fan saltano al ritmo della batteria. Vedder urla quando il ragazzo si lancia dal bordo del palco e lui stesso si tuffa tra il pubblico. La folla rumoreggia e per la prima volta da oltre un anno, Vedder ed il gruppo stanno suonando in perfetta sincronia, violentemente, scambiandosi sorrisi stupiti.

 

Reazione di Courtney Love all' articolo:

"Aspettate un momento… mi state dicendo che Eddie Vedder si merita questo brutale stupro a mezzo stampa perchè:

1. Non ha voluto parlare con voi
2. Si è schierato contro una grossa impresa quando tutti gli altri gli avevano detto di non farlo
3. Voleva essere in un gruppo

A me sembra più Abramo Lincoln. E sullo stesso argomento, grazie per il vostro illuminante pezzo sulla crisi delle madri nel mondo del rock. Mi ero dimenticata che i musicisti maschi non procreano.

LE RIVISTE AZIENDALI CONTINUANO A FARE SCHIFO (si riferisce alla maglietta che Kurt aveva indossato con su scritto CORPORATE MAGAZINES SUCK! - n.d.angpo)".