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Perle
Di Saggezza, Intervista a Mike McCready, febbraio 2003
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Perle di saggezza, grazie mille per la traduzione ad Angpo. Dei pearl Jam più vecchi, meno seri si godono il raggiunto equilibrio mentale e la loro longevità. Una nuvola nera sovrastava la prima visita dei pearl jam a Melburne, quasi otto anni fa. La loro schietta nemesi, Kurt Cobain, era stato seppellito dieci mesi prima, e con keith Richards e Nick Cave fuori da quella crita lista, il problematico, introverso Eddie vedder era considerato da molti essere la prossima vittima del rock. Sul palco di Perth, si era lamentato della finestra chiusa della sua camera d’albergo. “siamo preoccupati che tu ti possa suicidare”, si lagnava “forse hanno ragione”. La folla di Melbourne era stata spaventata da un improvviso scoppio di rabbia dal palco quando il cantante, molto nervoso aveva rimproverato i “macho con la testa vuota della sicurezza” per avere usato le maniere forti la sera precedente. Le cose sono cambiate. L’album di quell’anno, Vitalogy, fu il momento più buio dei Pearl Jam, in studio almeno. E’ stato anche il loro maggior successo, infrangendo il record di vendite americano nella prima settimana con quasi un milione di copie (Balle è stato Vs) Le loro uscite seguenti, da No Code nel 96 a Riot Act dell’anno scorso, hanno visto un diminuire delle vendite e contemporaneamente della pressione, e, parzialmente, come risultato uno può immaginare un declino rabbioso. Abbracciando uno spettro musicale ed una gamma di emozioni più ampi, questi quattro album possono essere quasi visti come il diario della riabilitazione personale di Eddie vedder. Pubblictà. “Quando
Ed voleva rallentare, noi eravamo un po’ riluttanti a farlo. C’era una
parte di me che voleva uscire e fare qualche altra data, dare più
interviste, ma penso che se lo avessimo fatto, potremmo non essere più qui. L’insistenza di Vedder per un Blackout quasi completo con la stampa fu una cosa veramente rara per una band che era sulla bocca di tutti. In assenza di contatti con la stampa, l’immagine che emerse fu quella di 5 giovani senza senso dell’umorismo, che sopportavano il loro dolore in un silenzio stoico, in breve la definizione dell’enciclopedia del rock di seri. “onestamente, rompevamo molto le palle, “dice McCready. “Spero che ci siamo alleggeriti un po’ nel corso degli anni. Siamo piuttosto contenti di dove siamo ora, resi saggi dalla vita, e siamo eccitati, davvero, anche solo dal fatto di esserci ancora. Penso che siamo meno seri di quello che eravamo. Ed io sicuramente lo voglio” Dietro
il velo della sobrietà, come spesso capita, ci furono abbastanza
stupidaggini da vecchio Rock’’roll da creare a Mike almeno tanti quanti
problemi aveva Vedder. “Oh io, di sicuro. Sono sobrio da quasi tre anni ora, ma sono passato attraverso a tutti i casini. Ho fatto tutte le cose che hai sentito, bevevo troppo. E’ stato divertente per un periodo, poi mi è scappato completamente di mano. Sono stato vicino all’ammazzarmi alcune volte, con le pillole e cose così. Ero entrato con tutto me stesso nello stile di vita del Rock, e alla fine l’unica cosa che fa è ucciderti. Così non lo raccomando a nessuno. Voglio dire, alcune persone riescono a gestirlo. Io no. Sono sobrio ora e molto felice. Non sbaglio le note, non mi dimentico le introduzioni, non salto per il palco. E va sempre meglio. Sfortunatamente, prima è diventato molto peggio. La disperazione immaginata dei primi anni novanta è diventata insignificante quando 9 fan morirono calpestati durante il loro concerto al festival di ROskilde in Danimarca nel gigno (non era luglio?) del 2000. McCready descrive quell’evento come “il periodo più buio, più terribile delle nostre vite”. Una parte del processo di guarigione è stata tornare a suonare dal vivo pochi mesi dopo la tragedia, ma alle loro condizioni. “Non voglio assolutamente più suonare in un festival, punto,” dice. “Non ne vale la pena” I tre anni tra Binaural e Riot Act sono stati l’intervallo più lungo, e senza dubbio il più doloroso tra un album e l’altro dei Pearl jam dal loro debutto nel 1991. Vedder dedica alla tragedia di Roskilde almeno tre brani: Love Boat captain, il primo singolo I am Mine ed il lamento senza parole di Arc, anche se ha anche un pesce più grosso da friggere, Gorge Bush nella satira parlata di Bushleaguer. Contro tutte le previsioni, o forse proprio grazie a queste previsioni, Roit Act rappresenta una rinascita che colpisce ed un nuovo impegno per una band che ha avuto la sua buona dose di dolori. Sono pronti i piani per un album di B-sides quest’anno, e sono state annunciate 50 date americane dopo la partenza australiana. Qual è il segreto di questa resurrezione? “Penso che fossimo semplicemente eccitati nel rivederci. Perché non eravamo stati insieme per due anni e mezzo,” dice McCready. “E’ cominciata nel momento in cui ci siamo incontrati. Ognuno di noi è entrato nello studio a Seattle con cinque o sei pezzi di canzoni che si sono unite facilmente. E’ stata una sensazione di ritorno a casa, fare le stesse vecchie battute, giocare di nuovo a ping pong…” Battute? Ping Pong? Chi è il campione?” “in questo momento? Devo dire che è probabilmente Eddie.” mmmm.
Sembra che i ragazzi staranno bene.
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