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Grazie
mille a Milena Ferrante.
FRESH
GRUNGE
JEFF AMENT RENEWS THE SEATTLE SOUND WITH RIOT ACT
Intervista
di Karl Coryat
Non molte band cambiano quattro batteristi in un periodo di dieci
anni. Questo ti ha reso le cose più difficili o è stata
una buona
cosa?
Mi
chiedo che tipo di interesse avrei per i Pearl Jam se avessi
suonato con un solo batterista. E' straordinario che uno come Geddy
Lee riesca a suonare con lo stesso batterista per 25 anni ed
emozionarsi ancora. A un certo punto Ed ha detto che Jack Irons ha
salvato il gruppo. Non è che Jack avesse queste straordinarie
qualità
di guaritore; è solo che avevamo bisogno di un cambiamento. A
quel
punto, tutto era diventato stressante, eravamo in qualche modo sotto
esame - e lo sapevamo. Quel cambiamento ha allentato la tensione e ha
fatto in modo che tornassimo alla musica.
Quali
sono le differenze di approccio dei batteristi che hanno
suonato con i PJ?
Jack
ha un groove e un approccio unico quando si tratta di creare le
parti. Qualcuno arrivava con una canzone e lui si assicurava di avere
i tom adatti e il suo suono era esattamente quello che ci voleva - e
questo per parlare solo delle prove. E si assicurava che ciascuna
delle sue linee si potesse sentire chiaramente. Ci sono alcuni pezzi
su Yield e No code che mi piaceva suonare con lui, specialmente Given
To Fly e In My Tree. Dave Abruzzese era un grande batterista per
quanto riguarda i suoni "duri"; con lui ho cercato di essere
più un
tipo di bassista alla Geddy Lee, cercando di seguire le sue sferzate.
Con Dave Krusen cercavamo solo di suonare i pezzi. Il nostro primo
disco, Ten, è stato frutto di un lavoro piuttosto duro in studio.
Tutti i batteristi hanno un tipo di approccio radicalmente diverso.
Dave Abruzzese tirava fuori il meglio da un pezzo come
Rearviewmirror, ma con Jack non mi è mai sembrata buona, e quando è
arrivato Matt era di nuovo grandiosa. Evenflow non è mai stata
granchè con Dave Abruzzese. E' interessante il fatto che ti abitui
al
modo in cui la canzone suona; spesso è quello che mi piace di
più in
un pezzo - il groove di Jack in In My Tree, per esempio. Talvolta
rinnovi una canzone trovando un nuovo approccio, ma qualche altra
volta non funziona.
Quali
erano le tue mete personali quando sei entrato in studio per
Riot Act?
Quando
abbiamo cominciato a provare sentivo che le mie parti dovevano
essere più scarne - anche se non sono mai stato un bassista
particolarmente impegnato in parti complesse. Così c'è un sacco di P-
bass con flatwounds (tipo di corde) sul disco. Si trattava di trovare
il suono giusto per ogni pezzo invece di fare qualcosa di stravagante
o sperimentale. La cosa più importante è considerare come
suonavano
le chitarre o il kick drum: se un pezzo aveva un suono del kick drum
più chiaro, sceglievo un colore più cupo e sordo.
La mia altra intenzione era di riuscire a trovare un punto d'incontro
con Matt nel modo più naturale possibile. Abbiamo suonato con
Matt
per un paio di tour e anche su Binaural così questa volta abbiamo
cercato di produrre delle vere e proprie take della sezione ritmica.
Eccetto per un paio di cose, abbiamo registrato quasi tutto dal vivo.
L'ultima
volta che i PJ hanno registrato in quel modo è stato per Vs.
del 1993.
La
cosa che accomuna Riot Act e Versus è il fatto che abbiamo provato
i pezzi per un paio di settimane. Tutti conoscevano i pezzi già un
mese prima di registrare. Da Vs. in poi abbiamo imparato i pezzi in
studio, così a volte è stato davvero difficile. Avevamo
tra le mani
un pezzo solo per quattro o cinque ore e dovevamo cercare di metterlo
in forma definitiva e a volte non trovavamo l'approccio giusto. A
volte devi avere il tempo di assimilare una canzone per un paio di
settimane per capire come le parti vocali si adattino al pezzo. Nei
nostri ultimi tre o quattro dischi finivo spesso per rientrare in
studio da solo e rifare completamente la mia parte. Questo è successo
su forse metà dei pezzi dei nostri dischi precedenti.
Ti
sei ritrovato a dover cambiare intere parti o si trattava solo di
trovare il giusto feel?
Inizialmente
volevo trovare la sensazione giusta ma in seguito potevo
anche decidere che era la parte a non essere adatta. Qualche volta
poteva sembrare buona a me ma non a Ed o Stone. Qualche volta buttavo
giù tre approcci completamente diversi per le linee di basso
- una
parte molto ricca, una molto semplice, e qualcosa di davvero
sperimentale - per vedere come reagivano gli altri. Questa volta, a
parte qualche tempo forte qui e là, le tracce base sono rimaste
le
stesse - eccetto che per You Are, che è stata un copia incolla.
Generalmente abbiamo fatto cinque o sei take; di solito la migliore
era la seconda o la terza. Il modo in cui registriamo nel nostro
studio è basato di solito sul copia incolla - ma per Riot Act
ci
siamo imposti come sfida di essere una live band. Molta della musica
che ascolto oggi non suona come se fosse realizzata da un gruppo che
suona dal vivo; non so se c'è un modo giusto o uno sbagliato
per fare
un disco, ma è più stimolante per tutti concentrarsi allo
stesso
momento e cercare di fissare un pezzo suonando insieme.
Di tutti i pezzi, All Or None è stato quello su cui ho dovuto
lavorare di più. All'inizio suonavo fondamentali per tutto il
pezzo,
ma non era granchè; sembrava noioso. Poi mentre gli altri erano
in
pausa pranzo, ho suonato il pezzo più volte nella sala controlli
finchè non ho ottenuto una parte che mi convinceva. All'inizio
Stone
pensava che la parte fosse troppo ricca, ma alla fine si è convinto.
Hai
dovuto lavorare duro per sviluppare un intesa con Matt?
Il
groove naturale di Matt e il mio sono molto diversi. Di solito
preferisco che le cose siano più libere o variazioni di ritmo,
mentre
lui arriva esattamente sui tempi forti, è quasi metronomico.
Mi ci è
voluto un po' per abituarmi al suo senso ritmico.
Nei primi due tour americani che abbiamo fatto con Matt, alcune cose
suonavano davvero bene, altre meno. Ma dopo aver registrato Binaural
insieme e durante il tour europeo cominciò davvero a funzionare.
Ci
potevamo sentire e ho avuto la sensazione di essere in linea con Matt
per la prima volta
Hai
dovuto adattarti anche mentalmente?
Non è che ci abbia pensato, nel senso che non mi dicevo, "devo
assolutamente arrivare al momento della battuta qui". E' solo una
sorta di tira e molla tra noi. Il mio ego sta cercando di imporgli un
certo rilassamento e lui invece cerca di farmi suonare più a
tempo.
Hai
detto che hai usato più spesso un Precision Bass per le session
di Riot Act. Perché hai cambiato il tuo strumento preferito il
Jazz
Bass?
Avevo
il mio Jazz Bass in studio ma per qualche motivo non suonava
bene - era un po' troppo leggero o suonava troppo "raffinato" per
questi pezzi. Ho questo P-bass bianco del '64 o '65 da anni; penso
che sia il terzo basso che abbia mai avuto. Non penso di averlo
suonato fino a Binaural. Non appena ho tirato fuori quel P-bass tutto
è diventato più corposo assumendo la tessitura giusta.
E' incordato
con vecchie flat-wounds nere di nylon. Penso che siano Rotosounds; le
usavo quando ero nei Mother Love Bone e non le ho mai cambiate da
allora. Sono un po' consumate in alcuni punti. Ho suonato la maggior
parte dei pezzi con quel basso o con un P-Bass del '58.
Ho usato un contrabbasso elettrico Azola Acoustic Baby Bass per All
or None e Thumbing My Way. L'Azola suona benissimo - ha un sacco di
toni bassi. Metà di quello che si sente in Thumbing My Way è stato
registrato con due microfoni. Ci siamo disposti a semicerchio con
strumenti acustici. Avevo un amplificatore nella stanza ma era
supersilenzioso. Ho usato un Les Paul Signature Bass per Save You e
Cropduster. E per You Are ho usato questo brutto Ovation Magnum con
un enorme pickup - è lo stesso tipo di basso che Bill Laswell
usa
qualche volta per quel suono dub dai toni molto profondi. Ho
accordato l'ultima corda in Do per quel pezzo.
La maggior parte dei pezzi è stata registrata attraverso un impianto
STV del '73 microfonato e abbiamo anche collegato una linea diretta
in un preamplificatore Avalon U5. Come distorsore ho usato un pedale
Fulltone Bass Drive. L'ho collegato a un impianto SVT ed è
incredibile - posso regolare la grana sonora girando una manopola.
Green
Disease ha il suono di basso più incisivo dell'album
Quella è stata interessante. Ed ha portato un demo con questo bel
suono di basso che suonava come se fosse stato registrato con un
amplificatore con uno speaker di due pollici. Volevamo riprodurre
quel suono così mi sono collegato a un amplificatore per chitarra
Fender Dual Showman e a uno speaker cosa che ha finito per
risucchiare tutti i toni più profondi.
Sei
coinvolto nelle session di missaggio?
Un
po'. Generalmente chi ha portato originariamente il pezzo si
occupa di supervisionare il missaggio. Per Riot Act ho scritto
Helphelp, Ghost e la musica di ½ Full. E' probabilmente la cosa
che
mi piace di più -finire i pezzi e portarli al gruppo, e sperare
che
agli altri ne piacciano una o due.
Con
quale strumenti scrivi?
Principalmente
con la chitarra acustica, ma uso qualunque cosa, il
basso, il pianoforte e la chitarra elettrica. Di solito scrivo un
riff e lo butto giù con la drum machine o suono la batteria e
faccio
andare un loop. Nel nostro ultimo tour ho comprato un 8 piste
digitale Boss così quando siamo in tour porto quello, un microfono
un
Pod Line 6 e una drum machine. Ho scritto Ghost in quel modo. Se
abbiamo un giorno libero e siamo in un posto che non è granchè
è una
buona occasione per scrivere.
Sei
ancora attivo con i tuoi progetti paralleli come i Three Fish?
Il
progetto Three Fish non è più attivo, anche se registro
tutt'ora
con Richard Stuverud tre o quattro volte l'anno. Abbiamo un bel po'
di materiale. Non so cosa succederà. Recentemente Doug Pinnick
(dei
King's X) è venuto a Seattle per registrare alcune cose con me.
Ogni
volta che lo vedevo gli dicevo, "Ehi, quando faremo quel disco
R&B o
quel disco gospel?" Sono sempre stato interessato a vedere cosa
succederebbe se Doug facesse un disco non necessariamente heavy,
concentrandosi solo sulla voce. Probabilmente ne verrebbe fuori
qualcosa come i Three Fish nel senso che dopo esserci ritrovati
alcune volte e aver registrato una dozzina di buoni pezzi, lo faremo
uscire. Per me è un'occasione di suonare con qualcuno che tengo
in
grande considerazione per quanto riguarda il songwriting e la
competenza musicale.
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