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Articolo
da VH1, febbraio 2003
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Grazie mille a Acrobat per la traduzione.
I
Pearl Jam sono i Ralph Nader del rock: gente che lavora sodo, non agita
le frange e si è ritagliata una personalissima,
rispettabile
nicchia per sè stessa.Sono
anche la Greta Garbo del rock: stelle impaurite dai riflettori che amano
il processo artistico, ma non i doveri di presenza
sui media.La
band - il cantante Eddie Vedder, i chitarristi Stone Gossard e Mike
McReady, il batterista Matt Cameron e il bassista Jeff Ament
- non produce più cifre alla Linkin Park. Ma non hanno mai smesso
di guardarsi intorno e prendersi rischi. Dagli esperimenti
con la world music su NoCode nel 1996 alla pubblicazione senza precedenti
di 72 doppi live dal loro tour mondiale del
2000, i Pearl Jam si sono opposti alle tendenze e aperto la strada.
Per tutto questo tempo, sono rimasti una delle poche bands
nelle quali cercare risposte - o quanto meno alternative.Il
loro settimo album da studio, Riot Act, è un disco sincero che
ha la drammaticità della vita vera dentro di sè. Sebbene non
faccia diretto riferimento agli avvenimenti dell'11 settembre come hanno
fatto i dischi di Bruce Springsteen e Bon Jovi, ha
certamente una grande drammaticità basata sulla vita reale. Le
parole di Vedder ribollono di ansietà. In "Can't Keep" ci mostra
il desiderio di chi vorrebbe liberarsi ma è ancora incatenato.
"Save You" è un rock grezzo che esplode nella rabbia
e nella
frustrazione di sentire un amico stretto scivolare via.Come
Heathen di David Bowie, il disco si interroga sulla mortalità e sui rimorsi, e va anche oltre, abbattendo la porta della duratura
e ben sorvegliata privacy di Vedder sulle proprie emozioni. La dolente
"Love Boat Captain" nasce da un canto da chiesa
per arrivare ad una gioiosa affermazione che "tutto ciò
di cui hai bisogno è l'amore". Lungo il percorso, racchiude ilo
dolore, la perdita e la redenzione che il cantante ha provato dopo la
morte di nove fans durante un concerto della band al
Roskilde Festival del 2000.La
semplice ballata acustica "Thumbing My Way" potrebbe essere
la più sincera registrazione del tumulto interiore di Vedder mai
realizzata. "I let go of the rope/Thinking that's what held me
back," canta, "And in time I've realized/It's now wrapped around
my neck." Vedder dice che la canzone non è direttamente
su di lui, ma la convinzione della performance suggerisce che lui
è almeno ben consapevole di quello che il protagonista sta attraversando.Riot
Act irrompe nella programmazione radio odierna con una tattica che è incredibilmente semplice. Indipendentemente da quanta
post-produzione ci sia effettivamente stata, le chitarre ora calde ora
sfuggenti si mischiano attorno al ritmo cadenzato,
jazzato di Cameron per creare un feeling di una registrazione diretta
ed intima che si armonizza con la passionalità delle liriche dell'album.Fuggendo
dalle batterie campionate e le aritficiosità da studio, canzoni
come "can't keep" suonano con la musicalità di cinque
musicisti legati a livello viscerale. Mentre Cameron tiene una cadenza
militaresca e Gossard e McReady avvolgono le loro
melodie elettriche ed acustiche le une alle altre, le note escono fuori
come in un lontano codice morse.Con
Riot Act i Pearl Jam dimostrano che sono ancora nel giro che conta.
In una rara intervista riguardo il disco, Ed, Mike, Stone
e Matt hanno abbassato le loro difese per spiegare a VH1 perchè hanno evitato di scrivere qualsiasi cosa esplicita come una
"canzone-messaggio", in cosa spendono i loro soldi le rockstar,
e perchè dovresti sempre tenere un luccheto sul tuo diario.VH1:
come compositori di musica, avete sentito il bisogno di commentare l'11
settembre? è vostro compito in quanto artisti farlo?Eddie
Vedder: ho una risposta definitiva ed è "no". Alcune
delle [nuove] canzoni potrebbero essere interpretate in quel modo, ma
è solo perchè stavo scrivendo da una prospettiva umana.
Non ho certamente sentito il bisogno di dire "beh, questo è quello che
penso, devo essere sicuro di scrivere come mi ha condizionato".
Questa era una delle cose strane dei tributi che ci sono stati
in quei mesi. Molti erano ben fatti, [dipingendo come] un eroe chi ha
lavorato a Ground Zero e ha perso la vita al Trade
Center. Ma io sentivo anche un sacco di "ecco come mi ha influenzato
come celebrità". Me ne sono accorto e non ho voluto
farne parte.Mike
McReady: Penso che abbia indirettamente influenzato le registrazioni
e tutti noi come musicisti e cittadini. Penso che siamo
tutti cambiati quel giorno. Ho scritto una canzone chiamata "last
soldier" che abbiamo suonato un po' di volte in quei tempi.
Non abbiamo mai parlato di farlo. Magari potremmo tirarla fuori di nuovo.Stone
Gossard: come band, abbiamo cercato di stare lontani da quel modo di
scrivere consapevole in termini di "qui è dove vogliamo
arrivare", opposto a "hey, guarda dove siamo finiti!".
penso che quell'evento ci abbia fatto riflettere tutti e abbia
aumentato la nostra consapevolezza della fragilità delle cose...e
noi eravamo tutti molto presenti a noi stessi durante la
realizzazione del disco. L'unico compito di un compositore è quello di esprimere cosa sta provando. Ci sono persone che possono
coscientemente decidere di scrivere una canzone su una determinata cosa...VH1:
Come Neil Young in "let's roll"?Gossard:
ma lui stava veramente pensando "devo scrivere una canzone su questa
cosa?", oppure se ne stava seduto così soverchiato
dalla visione su quanto era accaduto su quel volo? Scrivere un pezzo
è una cosa, sedersi e dire "scriverò una canzone
che avrà questo tipo di sentimenti" è un'altra.VH1:
Come la canzone che avete scritto per Layne Staley dopo la sua morte
per overdose?Vedder:
Sì. Sembrava quasi come qualcosa che avremmo potuto far passare
per radio quella settimana. Si chiamava "4/20/02" che era
il giorno in cui ho saputo. Non ce ne siamo accorti perchè avevamo
così tante canzoni. Ne abbiamo scelte alcune da 19 o 20
per creare un tutt'uno...se fai una barca vuoi che galleggi e non che
abbia troppa zavorra.VH1:
Parlando di barche, sembrano essere un tema per voi ultimamente. C'è
"Loveboat Captain", c'è un'altra barca in "Green Disease"...Vedder:
Davvero? Sono stato un po' in posti di mare ultimamente, cercando di
rientrare nella natura più che potessi. Probabilmente
ha molto a che fare con il modo in cui vedo il mondo. Fare surf su grosse
onde ti da umiltà, la forza della natura
e quelle forze con cui entri in contatto, ma con cui non comunichi.
Non puoi uscire da una brutta onda con le chiacchiere.
Un'onda di 20 piedi non rispetta le celebrità del rock. Al limite
la vedrebbe con sfiducia.VH1:
Siete stati - in mancanza di un termine migliore - rock stars per molto
tempo. Ma non agite come se lo foste: niente incidenti
in macchina, niente storie con spogliarelliste, ecc. Infatti molte persone
sanno a malapena qualcosa sulle vostre vite
private. Vi pentite mai di non aver afferrato una fetta più grossa
della torta?Gossard:
[Andare] ad Hollywood? Semmai credo che ci guardiamo indietro e diciamo
"grazie a Dio non l'abbiamo fatto!". Essere indulgenti
per un po' è divertente, specialmente se, come band, fai certe
esperienze insieme. Come ad esempio stare in un bell'albergo
e dire "non faremo soldi da questa parte di tour, ma guarda che
vista della piscina!". L'impulso di essere auto-indulgente
ed egoista tende a ferire le persone.McReady:
Ho avuto il mio periodo di eccessi, con la droga e con l'alcol. E' stato
divertente per un po', ma poi si è trasformato
in un incubo. Per quanto riguarda l'uscire con gente famosa ed essere
visti alle feste, non l'abbiamo mai fatto. Credo
di essere stato più di tutti quello che è finito nello
stile di vita rock n' roll.Vedder:
Non siamo rockstar. La cosa più vicina che abbiamo fatto è stato suonare davanti ad un po' di persone. Anche allora, ci
siamo sentiti solo musicisti. Penso che sia più sano in questo
modo. Penso che anche l'aver evitato tour di 2 anni ci abbia
aiutato. Ci ha mantenuto in contatto con la quotidianità. Penso
che essere uno qualunque abbia più a che fare con la mia
vita dell'essere una rock star. E' anche un buon punto di partenza dal
quale scrivere. Non so di cosa scrive una rock star.VH1:
I pericoli dell'essere una rockstar.Vedder:
Hmmm. Allora mi hai perso come ascoltatore se quello è il succo
del discorso. Mi ricordo di aver ascoltato Axl Rose cantare
delle sue frustrazioni con i suoi amministratori e i suoi legali e aver
pensato "non mi ci riconosco". Non mi ci riconosco
ancora.Gossard:
Beh, um, io ho frequentato una spogliarellista [ride]...ma non di recente.
E' un legame che ci unisce più che altro. Veniamo
fuori da un'era in cui la decadenza era connaturata all'idea stessa
di rock sia che si trattasse dello stile di vita di
Johnny Thunders o Keith Richards sia di quello di David Lee Roth. Anche
se ci piacevano quelle band ed i personaggi che vedevamo
alla tv, penso che i nostri ideali fossero quelli di fare tutto come
una band e di fare il possibile per rimanere una
band. Anche perchè ogni volta che uno dei nostri gruppi preferiti
si scioglieva noi dicevamo "Cazzo, perchè si sono sciolti?
Non potevano risolvere il tutto?" Questo modo di pensare ci ha
aiutati in un sacco di situazioni, ha stabilito come dovessimo
affrontare le cose. Tieni la testa bassa e ti lasci andare a momenti
di indulgenza e ne ridi senza prenderli come stile
di vita.Matt
Cameron: Sono entrato nei Pearl Jam quando erano già un gruppo
affiatato. E' una bella cosa che abbiano preso consapevolezza
subito e si siano fatti le loro regole. Penso che se una band riesce
a farlo e a sopravvivere nello show biz, beh,
onore a loro.VH1:
Se non con le spogliarelliste e i grandi entourage, in cosa spendete
i vostri soldi?McReady:
Mi piace comprare libri e fare sport. Ho un allenatore e gioco a tennis.
Sono abbastanza frugale.VH1:
Hai un buon fondo pensione?McReady:
Sì. sono molto conservatore.VH1:
Stai mettendo un pessimo standard per le rock star di domani. Fondi
pensione e tennis...McReady:
Non andiamo nei country club. Giochiamo sui campi di strada. Abbiamo
giocato proprio oggi, ed in effetti Stone mi ha colpito
nelle palle.VH1:
Avete fatto un'altra cosa rara, che è dedicarvi alla carriera
di artisti. Riesci ad immaginarti tra 20 anni mentre guardi
verso Eddie e dargli il segnale per suonare "Jeremy"?Gossard:
Cerco di non pensare troppo a quel genere di cose perchè se cerchi
di guardare così avanti finisci per spararti nei piedi.
Non sappiamo quali sfide si presenteranno nei prossimi anni. Siamo felici
di far parte di questa band per ora. L'idea di
essere ancora una band tra 20 anni è eccitante, se è reale
e basata su una continua crescita. Se guardi gli Stones e come variano
le loro scalette ti chiedi "perchè non l'hanno fatto negli
ultimi 20 anni?" E' bello vedere che lo stanno facendo adesso
e prendono dei rischi e sono aggressivi. Ecco quello che mi piace di
questo disco. Mi sembra che suoniamo aggressivi.Vedder:
Tutti nel gruppo scrivono, quindi per noi è più di un
posto dove mettere canzoni. Non penso che ci siano ruoli definiti
in questa band. Non penso che sia definito neanche l'essere in una band.
Diventerà il nostro obiettivo per i prossimi
sei mesi, fare concerti ed essere là fuori, ma non definisce
chi siamo. Abbiamo vite nelle nostre comunità che ci definiscono
di più come persone.VH1:
i R.E.M. dicevano che non avrebbero mai continuato se qualcuno del nucleo
se ne fosse andato. Al di là dei ricambi che avete
avuto nel ruolo di batterista, avete un patto simile?Gossard:
il batterista che abbiamo avuto per più tempo è ancora
con noi! Non ne abbiamo mai parlato. Non sai mai cosa può capitare.
Se mai uno di noi dovesse lasciare, starà agli altrio quattro
o cinque decidere il da farsi.McReady:
Il fatto che Matt abbia scritto tre canzoni per il disco lo ha reso
molto eccitato e mi sembra tutto abbastanza duraturo
e spero che così rimanga.VH1:
Matt, sei stato sorpreso che loro sono stati così aperti da usare
le tue canzoni?Cameron:
Ero veramente felice del modo in cui il mio materiale è stato
elevato una volta che la band l'ha fatto suo. A volte pensi
che ci sono alcuni elementi nelle tue canzoni che saranno resi più forti una volta che verranno presi dalla band, e a volte
questo non succede. Tutti in questo gruppo sono molto aperti mentalmente.Ho
suonato la chitarra in una canzone [You Are]
e loro volevano esattamente quel sound, gli è piaciuto.VH1:
Potreste prendere in considerazione l'idea di sperimentare e decostruire
le vostre canzoni come hanno fatto i Radiohead?McReady:Dovrebbe
essere più spontaneo che conscio. Se fosse una cosa voluta e
dicessimo "ora proviamo ad essere più sperimentali"
non funzionerebbe. La canzone di Matt "You Are" è in
quel filone.Gossard:
L'idea è molto interessante. Avere cinque persone che si muovono
tutte in quella direzione è un'altra cosa. Ad un certo
livello...potrebbe essere molto forzato. Sarebbe come una squadra abituata
a rallentare il gioco e giocare in difesa che
cerca di far girare la palla solo per sperimentare ciò che non
viene spontaneamente. Quando sperimenti spendi un sacco di tempo
in studio con una o due persone prendendo decisioni diverse da quelle
che prenderesti mentre state suonando tutti insieme
in una stanza.VH1:
In "Love Boat Captain" parli di perdere nove amici che non
conoscerai mai. chi sono?Vedder:
Non voglio aprire troppo il sipario su questo tranne che dire che riguarda
Roskilde. Il fatto è, abbiamo veramente conosciuto
alcuni di loro attraverso quell'evento. Un ragazzo, Anthony Hurley,
era autraliano. So molte cose su di lui ora che
ho incontrato sua sorella. Era il più grande di quattro fratelli,
che ho conosciuto. Li abbiamo invitati ai concerti a Seattle
alla fine dello scorso tour. E' bello aver saputo chi erano. Fa parte
del processo, l'ha reso più semplice, più umano.
E' stata una cosa difficile da digerire e lo è ancora. Non solo
suonare, ma per tutti gli aspetti, E' stata una cosa molto
salutare entrare in contatto con le loro famiglie.VH1:
Pensate che quella tragedia vi abbia cambiato?Vedder:
Sicuramente. Ha cambiato tutti: la maggior parte delle persone che lavorano
nella nostra crew era là quel giorno. Ha cambiato
il modo in cui i festival vengono realizzati...o almeno spero. Quello
che importa è che bisogna creare uno spazio sicuro
affinchè la gente si lasci andare e si diverta, sia che vogliano
bere troppo o altro. Non dovrebbe essere responsabilità
del puobblico mantenerlo sicuro. Se hai così tanta gente, devi
fare in modo di garantire siucurezza per loro e niente
dovrebbe essere lasciato al caso.VH1:
Quella canzone sembra dire che quando sei giovane a volte non vivi abbastanza
per rimpiangere quello che avresti potuto fare
diversamente. Credi veramente, come dici nella canzone, che "l'amore
è tutto ciò di cui abbiamo bisogno"?Vedder:
Credo sia un punto di partenza salutare. Il primo passo è l'amore;
la comprensione e la comunicazione arrivano subito dopo.
Ad esempio, dovremmo tutti cercare di capire i musulmani e capire perchè siamo odiati. Dopo Columbine, sono andato a questa
conferenza sulla sparatoria; c'erano sia studenti che insegnanti. La
migliore idea che ho sentito su come prevenire questo
genere di cose è andata ben al di là del mettere metal
detector alle porte. Questo ragazzo si è alzato e ha detto "credo
che se avessi provato a dire "ciao" ad uno di loro avrei potuto
essere d'aiuto". E' stato molto profondo. Dopo l'11 settembre,
tutti ci sentivamo in quel modo e parlavamo con gli altri per strada
e ci guardavamo l'un l'altro come americani. Ci
siamo uniti e subito dopo stavamo facendo una parata con le notre macchine
e le bandiere da 89 centesimi fabbricate in Cina.
Credo che lo abbiamo perso troppo in fretta. E' diventata voglia di
rivincita. E' comprensibile, ma non ci farà sentire meglio.VH1:
Credi che sia giustificato aggredire l'Iraq in questo caso?Vedder:
Assolutamente no - non se significa lanciare bombe indiscriminatamente.
Le ripercussioni sarebbero persone innocenti morte
e creeremmo solo nuove generazioni di odio verso di noi. Abbiamo istituito
sanzioni che non hanno funzionato e nello stesso
tempo Cheney stringeva accordi petroliferi con Saddam Hussein fino a
pochi mesi dall'accettare il mandato. Ovviamente non
ci dicono tutta la storia. Bush ha parlato alle Nazioni Unite pochi
giorni fa - non credo che abbia menzionato il petrolio
una singola volta. Mi stai dicendo che andremo in Iraq e che il petrolio
non ha niente a che vedere con questo?VH1:
"save you" sembra una canzone che poteva stare sul vostro
primo album, è così grezza e dura. Ma cos'è tutto
quel maledire
a caso? Perchè chiamare "stronzo" qualcuno che hai
così a cuore?Vedder:
E' un termine affettuoso. Lo è veramente, specialmente se sei
un po' frustrato.VH1:
E' nata da una situazione reale?Vedder:
E' una cosa che ho provato qualche volta e...è venuta fuori in
fretta. Non riuscivo a trovare altre parole oltre a stronzo
che avessero lo stesso impatto. Un'altra potenziale radio hit [ride].
L'ho ascoltata qualche volta abbastanza alta nel
traffico e mi sono sentito intimidito. Per quello e perchè avevo
una fottuta cresta.VH1:
Era moda o una temporanea pazzia?Vedder:
Poteva essere una dichiarazione contro la vanità, poi mi sono
accorto che per mantenerla e farla sembrare bella mi ci volevano
15 minuti più del normale ogni giorno. Ora sembro più tradizionale. Sono un lupo in abiti da pecora in questa fase.VH1:
In questo periodo sembra che vi dividiate i compiti di scrittura meno
che di solito.Gossard:
Matt ha scritto due testi e Jeff ed io uno a testa. Ed è un paroliere
fenomenale e la roba migliore ha il suo marchio
sopra. Da un punto di vista di rapporto il suo desiderio di incorporare
le idee di tutti nella band e i testi di tutti
è veramente eccitante. Non è necessariamente la norma
per uno con il suo senso artistico. Ha mantentuto l'idea di essere
un elemento della squadra e credo che siamo tutti migliorati grazie
alla sua apertura. Ma allo stesso tempo, lui dovrebbe
scrivere la maggior parte dei testi dei nostri dischi.McReady:
L'ultima volta più persone hanno provato a scrivere testi, ma
funziona veramente quando Ed è veramente preso. L'ho visto
correre su e giù dalle scale dello studio e battere a macchina
i testi e correre ancora a scrivere altri testi 20 minuti
dopo. Non l'avevo mai visto così prima. Ha questa vecchia macchina
da scrivere che usa da anni. Lo puoi sentire da sotto
le scale e ha tutti quei fogli di carta per terra attorno.VH1:
Matt, sei arrivato nella band dopo il suo apice. E' bello essere in
un gruppo dove non sei ostacolato, ma che è sufficientemente
importante da suonare ovunuque e davanti ad un grande pubblico?Cameron:
è quello che speri sempre. Se riesci ad avere successo alle tue
condizioni, che è raro, allora stai facendo ciò che è
giusto. E' la situazione che ho trovato qui ed è grandiosa. Avevo
i miei problemi con i soundgarden, cercavamo di risolvere le
cose e sfortunatamente non ci siamo riusciti.VH1:
hai un'idea di cosa hanno sbagliato i Soundgarden che i Pearl Jam hanno
fatto correttamente?Cameron:
Sono due percorsi di carriera differenti, una differente ondata di successo.
Il nostro è arrivato dopo molto tempo, così abbiamo dovuto passare attraverso il percorso promozionale tradizionale,
video, fare il simpaticone con tutti quelli che incontravi.
Non penso che eravamo così come persone, ma abbiamo provato ad
esserlo ed alla fine la cosa ci ha divorato. Non avevamo
più tempo per fare quello che ci riusciva meglio.VH1:
Quando ascoltate una canzone come "thumbing my way", che sembra
così personale, chiedete mai ad Ed di cosa parla?McReady:
Più o meno lo so. Credo di saperlo. Glielo chiedo a volte, ma
generalmente mi sento stupido a farlo. Voglio avere la mia
interpretazione della canzone, che potrebbe essere complemtamente diversa
dalla sua.VH1:
Pensi di conoscerlo abbastanza bene?McReady:
Sì e no. Lo conosco abbastanza bene...lo conosco da 12 anni.
Penso di conoscerlo nel contesto del gruppo, ma per quanto
riguarda le nostre vite personali, stiamo lontani gli uni dagli altri
quando non siamo in tour. Sono andato a fare surf
con lui un paio di volte, lo conosco abbastanza bene, ma forse non quanto
mi piacerebbe. Essere troppo coinvolti in altri
aspetti della vita degli altri non è sano, non adatto a fare
buona musica.VH1:
"thumbing my way" è una delle canzoni più personali
e nude che hai mai scritto. Parla dei rimpianti che hai avuto circa degli
errori che hai fatto?Vedder:
Sono abbastanza bravo a togliere me stesso dalla maggior parte delle
canzoni che scrivo. Una cosa dello scrivere canzoni
è che non devono per forza riguardarti. Quando riguardano sempre
qualcino, perdo interesse dopo un po'. Una volta ero con
Tim Robbins e abbiamo sentito una canzone per radio e le parole facevano
proprio schifo. Io ho detto "ecco a cosa servono i
diari", e lui ha detto "No, ecco a cosa servono i lucchetti
sui diari".
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