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Intervista/Articolo a Ed Vedder dal NY Daily Mail
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Una Rivolta tutta loro
Mentre i Pearl Jam si
preparano all'uscita di "Riot Act", il loro settimo album, la band si
ritrova nel mezzo di una curiosa distorsione temporale incentrata su
Seattle ad opera delle stazioni radio rock. Come se il ruvido, grunge
sound di cui i Pearl Jam hanno favorito l'affermazione nei primi anni
'90 non fosse mai scomparso."I Am Mine" è uno dei Top 10 single sulla
classifica rock-moderno di Billboard. Si divide l'onore con il postumo
"You know you're right" dei Nirvana e canzoni dei Foo Fighters(con l'ex-Nirvana
Dave Grohl alla batteria) e gli Audioslave(caratterizzati dall'ex cantante
dei Soundgarden Chris Cornell). Certamente, i Pearl Jam sono l'unica
band importante di Seattle sopravvissuta intatta agli anni '90. E "Riot
Act" indica che l'ultimo importante veicolo di rock alternativo è ancora
dedicato agli ideali d'origine, musica che non concede nulla alle tendenze
e affronta temi sociali con una profondità oltre il limite dei gruppi
rock attuali. "Riot Act" è il primo album con nuovo materiale dopo il
disco uscito due anni e mezzo fa: "Binaural". Tra i due dischi, il gruppo,
schivo con la stampa, ha guadagnato parecchia attenzione, sia voluta
che indesiderata. Un punto d'attenzione è stata la decisione dell'anno
scorso di realizzare 72 album dal vivo, testimonianza del loro precedente
tour mondiale. Mentre la mossa è stata accolta con iniziale sbigottimento,
adesso viene salutata come una nuova tendenza commerciale del mondo
discografico, in grado di placare i fan più accaniti ed evitando i bootleg
di cattiva qualità che venderebbero comunque moltissimo. L'altro evento
è stato tragico, ma è diventato uno dei temi dominanti di "Riot Act."
Nel giugno 2000, nove fan morirono quando la folla si spinse violentemente
contro il palco durante il concerto al Roskilde Music Festival in Danimarca.
Quei "nine friends we'll never know" ("nove amici che non conosceremo
mai") è presente nella canzone "Love Boat Captain," e le immagini della
perdita e della mortalità dominano l'album in canzoni come "Ghost",
"I Am Mine" e "Thumbing My Way." "C'è tutto, dall'avere un padre che
muore quando sei un bambino a quando nove persone muoiono a Roskilde
fino all'osservazione dei fatti dell'undici settembre," dice il cantante
Eddie Vedder. "Ogni anno perdiamo un po' di gente a cui teniamo, gente
che stava dando qualcosa al pianeta. E' una delle cose che sembrano
piene di significato quando ti siedi a scrivere." L'altra preoccupazione
della band è la crescita di quello che appare essere un abisso tra le
nazioni ricche e tutti gli altri. E' un andamento del quale Vedder accusa
il presidente Bush di incoraggiare in "Bushleaguer" e "Green Disease."
Descrive il presidente come un "confidence man" ("un uomo di cui fidarsi")
che sta "drilling for fear." ("trivellando/estraendo la paura") "Lui
si vanta di essere un rappresentante della gente e allo stesso tempo
un ragazzo con cui poter andare a prendere una birra," dice Vedder.
"Ma rappresenta soltanto gli interessi delle multinazionali in maniera
assoluta. E' per questo motivo che prometto il mio supporto a Ralph
Nader." Sostenere Nader è difficilmente il tipo di brillante posizione
con cui la maggior parte dei gruppi rock vorrebbero essere associati.
Ma vista dopo la decisione di non fare video promozionali o provare(senza
successo) a sfidare il controllo sul mercato dei biglietti dei concerti
di TicketMaster, il nobile idealismo del gruppo è in sintonia con i
suoi fan. "I Pearl Jam sono l'unico gruppo importante ancora produttivo
venuto fuori dal movimento di Seattle," dice Howard Kramer, direttore
associato della Rock and Roll Hall of Fame. "Loro hanno sfondato su
una vastissima scala e i loro fan sono fedeli perché credono in loro."
Ma la questione aperta è se la musica dei Pearl Jam, intrisa dei classici
del rock degli Who e Led Zeppelin, affascinerà la nuova generazione
allevata con una mistura aggressiva di rock e rap. Questo potrebbe parzialmente
spiegare perché le vendite dei loro dischi sono scivolate dalle 8.9
milioni di copie del loro debutto del 1992 "Ten", alle 795,000 di "Binaural".
E il successo radio di "I Am Mine" potrebbe risultare solo un interesse
passeggero, dice Gary Cee, direttore musicale di WLIR(92.7 FM). "Qualsiasi
cosa pubblichi dei Nirvana o dei Pearl Jam, ottieni questo enorme fattore
di curiosità," dice Cee. "Ma ora il fattore curiosità si è spento. La
giuria è fuori nella nuova generazione che segue Korn e Limp Bizkits."
Ma il bassista dei Pearl Jam Jeff Ament vede il calo delle vendite come
una loro fonte di libertà. A suo giudizio la band si è scontrato con
il giudizio dei media agli inizi degli anni '90 e questo li ha portati
alla decisione di non produrre video, un quasi completo silenzio stampa
e un approccio molto diverso dalla cultura pop. "Ci siamo tirati indietro
abbastanza decisamente dopo il secondo disco," dice Ament. "Era come
stare al nell'occhio del ciclone e non riuscire a pensare in maniera
chiara. Ed ha sentito molto questa situazione. Ma una volta tirati indietro
ogni cosa è diventata più gestibile. Non stiamo vendendo lo stesso numero
di dischi, ma la gente non ti riconosce ogni tre metri per strada. E'
quasi meglio che vendere così tanti dischi." Orgogliosi di stare al
passo Quando il suono pesante del rock alternativo perse l'impatto commerciale
a favore di fenomeni pop come Britney Spears e i Backstreet Boys, Vedder
dice di non aver mai pensato allo stato del rock. Adottò un approccio
"abbassa la testa e proteggiti" che gli permise di continuare a sentire
band coraggiose - come gli Sleater-Kinney e i Melvins - semplicemente
ignorando i prodotti teen-pop. Ma ricorda di aver visto una volta o
i Backstreet Boys o gli 'N Sync in televisione. "Ricordo cinque ragazzi,
quindi ne avevo un'idea," dice Vedder. "Così provavo a immaginare i
nostri volti al loro posto e ci immaginavo ballare come loro. E pensavo,
'Oh Dio, sono così grato che non dobbiamo passare il nostro tempo a
provare i passi in uno studio di danza.' La sola idea mi sembrava un
inferno." |