Intervista a Mike McCready alla radio WMMR, 26.11.2002

 

Grazie mille a Revillusion per la traduzione!

Musica trasmessa durante l'intervista: "I Am Mine", "Save You", "Bu$hleaguer", e "Baba O Riley" dal Bootleg 46 (Philadelphia)

Pierre Robert: “è la WMMR di Philadelphia, in linea con noi c’è Mike Mcready”
Mike: Salve
PR: Salve Mike
M: Come va?
PR: Bene grazie
M: Bene
PR: Quante ancora ne devi fare di queste (interviste-ndt) oggi?
M: Sembra ne debba fare un mucchio oggi.
PR: Oh, ok. Stai iniziando con me?
M: Sei il primo, quindi sono fresco e sveglio adesso, quindi si spera che sarò in qualche modo coerente.
PR: Bene. Mike, avete fatto un paio di apparizioni al Letterman la scorsa settimana, e ho trovato abbastanza interessante quando ti guardava. C’era una specie di gioco fra di voi quando ti ha detto “Hai dormito abbastanza?”?
M: Già (ride)
PR: Quando, in realtà, gli show sono stati girati lo stesso giorno, non so se vi siete cambiati i vestiti per il secondo o… (ride)
M: Mi sono solo tolto la giacca (Pierre ride) e sono stato sorpreso lo stesso quando si è avvicinato verso di me per dirmelo. E poi ovviamente non l’avevo capita. Ho riso perché era David Letterman, sai…
PR: Certo! (ride)
M: Poi ci ho pensato circa 5 minuti più tardi. Mi sono dett “ah, certo, non siamo tornati il giorno dopo”. E quindi…sapevo che le avevamo fatte tutte e due lo stesso giorno, ma è stato così…E’ così Letterman, dovevo iniziare a ridere.
PR: Bene. E non è nemmeno conosciuto per scherzare con i propri ospiti.
M: Non molto, si avvicina e ti dice “Ciao”, ti da la mano e tutte queste cose, ma finisce tutto lì, e…oh, sostanzialmente è buono con noi. Voglio dire, si prende cura di noi e tutto. E noi eravamo lieti di suonare ancora.
PR: Siete stati più accessibili per la stampa all’uscita di questo album. Sta andando bene? Ero curioso del perché vi siate tirati indietro da un sacco di copertura stampa negli anni passati.
M: Beh, in passato…quando tutto sembrava denigrarti/farti arrabbiare (ehmmm, qui non sono sicura! :P), negli anni novanta…e cose di questo tipo, cercavamo di tirarci indietro e cercare di mettere un po’ di ordine le nostre vite private. Specialmente Eddie, su questo punto, e ciò fu un grande incentivo a tirarsi indietro e non fare quel tipo di cose. Ora sembra ci troviamo più a nostro agio con il punto in cui siamo delle nostre carriere. Sai, siamo stati in giro per 10 e ci stiamo sentendo come fossimo tutti fieri di quest’album, quindi, facciamo un po’ di promozione. E la mia idea è stata “Hey, se facessimo tipo un decimo di ciò che gli U2 hanno fatto per il loro ultimo album, sai (ride), una stampa saggia o qualcosa di questo tipo, allora credo sia una cosa positiva”. Sembra quasi di trovarsi in uno stato migliore ora, non così matto come quando eravamo in quel periodo dove tutto ci faceva arrabbiare (beh, vada per arrabbiare!!).
PR: Stiamo parlando con Mike McCready dei PJ su WMMR, 93.3
M: Yep!! (dai, tradurlo con ‘si’ è riduttivo!!!!)
PR: E, voglio farti delle domande su alcune canzoni dell’album. Non abbiamo molto tempo, ma hai detto che “Ghost” è una canzone divertente da suonare.
M: Si, è un pezzo rock. Ed è divertente. Matt entra proprio in quella canzone. Ed è proprio una bella canzone da suonare insieme e per le jam. Ed è grande perché Matt Cameron è si è integrato nella band rispetto al passato, e questa è una bella cosa. Sai, avere il suo input qui, rende la rock band un po’ più dura, credo.
PR: Hai anche detto “Save you”, ovviamente è una canzone che comincia con un riff di chitarra che hai creato tu…
M: Si.
PR: …e sembra una specie di germoglio nell’intera canzone, e sono curioso di quale processo c’è stato dall’improvvisare un po’ e poi, all’improvviso allo sbocciare in una canzone intera.
M: Beh, questo è ciò che è successo. Ero seduto con Stone, e avevo due idee, e su un’idea ci stavo lavorando veramente tanto e pensavo che fosse assolutamente grande e l’ho suonata per lui, che mi fa “Bene, questa non…questa è ok. Hai qualcos’altro?” (ride, Pierre ride). E così, l’altra cosa che avevo in testa era il riff di “Save you”, e mi fa “Oh, questa è forte”. Sai, stavo lavorando molto per suonare quest’altra canzone, ma nessuno sembrava esserne molto eccitato…mentre lo erano per il riff di “Save you”. E’ qualcosa con cui sono andato avanti, io vivo in California, sono andato li con il riff, e poi io e Stone lo abbiamo provato e riprovato in studio prima di entrarci, e…ha una buona energia su di esso. Ed è stato più la sua eccitazione per il riff che lo ha fatto succedere. (ehm…sarà chiaro quest’ultimo concetto?)
PR: Ah. Sono curioso se l’altra potesse essere “Down”, visto che è diventata una b-side.
M: No, l’altra non è stata “Down”, ma “Down” era…”Down” è sì diventata una b-side, ed è una di quelle che è arrivata verso la fine della session, e dopo aver ascoltato tutte le canzoni insieme, ho sentito che “Down” non lo era…solo non si amalgamava in qualche modo con le altre canzoni. Non aveva lo stesso feeling che avevano le altre, così l’abbiamo relegata a b-side. Voglio dire, mipiace ancora, ma io non…non aveva…non suonava bene quando ascoltavamo tutte le altre canzoni in ordine.
PR: Canzoni che sono quasi come figli tuoi, che hai difficoltà a far andare via?
M: Sicuramente.
PR: Si, ci scommetto.
M: Si. Voglio dire…è qualcosa di egoistico anche. Speri sempre nel meglio, e poi se…una volta che entra in questa specie di ruota della fortuna o sfortuna, o quello che è, dei Pearl Jam, dove su ci sono i 5 ragazzi e le loro opinioni…ho solo dovuto accettare il fatto che qualcosa non è andato. E questo succede con le canzoni di ognuno, sai? Così, ho tentato di non avere aspettative troppo alti. Sono lieto che comunque sia venuta fuori.
PR: Si, è bello che sia uscita per i fans. Per quanto riguarda le canzoni, “Bushleaguer” è destinata ad essere una delle mie preferite, non essendo un grande fan di George W.
M: Ah ah.
PR: E’ una sorta di, la sua misteriosità che è una sorta di parlato in cui tutto poi confluisce. Sei d’accordo con la filosofia politica di Eddie, ossia di essere stato un fan di Nader e questo tipo di cose?
M: Sono stato dietro a Nader per un po’, ma sono…la mia politica, cerco di tenerla separata dalla band, perché è…ogni volta che diventi troppo politico in una band, credo che suoni troppo moraleggiante, e…può essere…solo che…non funziona – per me. E mi fanno cadere le braccia le band che lo fanno. Sebbene, sai, con “Bushleaguer”, penso sia abbastanza divertente, ci sono delle cose divertenti, così, quando è intinta di humor, mi piace. Ma se ce l’hai completamente in gola, del tipo, “io odio questo”, “io odio questo candidato”, o qualsiasi cosa, allora è…è come dire alle persone cosa pensare, e io non voglio…io rifuggo immediatamente da tutto ciò. Ci sono alcune band politiche come i Clash e altri che si sono comportati bene in passato, e io guardo con ammirazione questo tipo, ma penso che bisogna avere un senso dello humor, e credo che “Bushleaguer” lo abbia.
PR: Pensi che abbiate, o per lo meno che Eddie abbia occasionalmente alienato potenziali fans essendo così schietto com’è?
M: Non lo so proprio. Potrebbe aver…credo abbiamo alienato i fans nel modo in cui…quando abbiamo provato a tener testa alla Ticketmaster in passato, credo che causò un bel po’ di confusione su come prendere i biglietti, e abbiamo dovuto suonare in alcuni luoghi differenti, e ora stiamo di nuovo lavorando con loro, ma questo è stato uno dei fatti che so che ha alienato i fans, qualcosa del tipo “hey, vogliamo venire a vedervi, non vogliamo dover saltare attraverso tutti questi cerchi per vedervi, sai, in qualche sorta di luogo più schifoso”, e cose del genere, così…credo che questo sia quando li abbiamo alienati. Le sue opinioni politiche…non sono sicuro, non potrei dirtele.
PR: E poi, entrambe sono in un certo qual modo motivate da una sorta di nobili interessi. E’ il diavolo nei dettagli, credo.
M: Si. Penso che ogni volta che provi a affrontare una grande compagnia che vale miliardi di dollari, è molto difficile in realtà vincere quel tipo di situazioni, altre biglietterie vennero fuori all’improvviso, e le persone ne furono messe al corrente, e questo è tutto ciò per cui possiamo sperare. Siamo quasi stanchi di lottare per tutto questo, e vogliamo solo uscire fuori e suonare anche adesso…intendo dire che supportiamo ancora molte cause, ma le manteniamo un po’ più tranquille.
PR: Parliamo con Mike McCready qui alla WMMR. L’album è dedicato a Ray Brown e Dee Dee Ramone e anche a John Entwistle.
M: Mmhm.
PR: Non conosco molto di Ray Brown, devo confessarlo, ma Entwistle e Dee Dee Ramone sono figure leggendarie, che abbiamo entrambi perso quest’anno, e in particolare gli Who hanno avuto un forte legame con i Pearl Jam negli anni. giusto?
M: Si. Amo gli Who, tutti nella band li amano e specialmente Eddie. Gli Who ebbero una grossa influenza nella sua crescita. E poi Ray Brown…non sono veramente…sono nella tua stessa situazione, non lo so, penso sia un bassista jazz.
PR: Ok.
M: …e dovrei sapere queste cose (ride, Pierre ride). Ma, sicuramente, conosco gli altri due, e sì, gli Who ebbero un’influenza molto pesante sulla crescita di Eddie e su quella di tutti noi. Ricordo di averli visti a Wodstock quando ero un ragazzino e proprio la loro forza e la loro intensità e i testi delle loro canzoni, e John Entwistle era parte di tutto ciò…quindi, è stata una grande perdita quando è morto e sicuramente anche Dee Dee perché so che Jeff era pazzo di Dee Dee…egli ha avuto una grande influenza su Jeff agli inizi.
PR: Riguardo il tuo modo di suonare, Mike…hai detto che suoni sempre a orecchio, che non sei tecnicamente esperto. Pensi ancora che sia un giudizio corretto del tuo modo di suonare?
M: Si, la penso così…penso di aver imparato presto…ho preso lezioni presto, quando avevo circa 10 o 11 anni, e allora ho imparato qualcosa di tecnico…ma mi sono fermato, volevo imparare qualche canzone tipo dei Kiss e degli Aerosmith e ho imparato suonando dietro ai dischi…sai, suonando un disco degli Aerosmith o uno degli AC/DC, proprioi un gran modo di imparare la chitarra e poi suonare in una band per sempre, solo imparando da altri musicisti e ascoltando, e questo è quello che faccio ancora adesso. Se cercassi di diventare troppo tecnico, non suonerebbe bene, così cerco di essere il più possibile orientato al sentimento.
PR: Hai ancora il tuo Scottie, Maggie?
M: Ah, veramente ce l’ha la mia ex-fidanzata.
PR: Ok (ride, Mike ride), mi dispiace sentirlo!
M: No, tutto apposto (ride)
PR: E’ che amo i cani, così…
M: Beh, sta bene
PR: Ok
M: L’ho vista circa tre mesi fa, quindi.
PR: So che vai di fretta, quindi l’ultima domanda che ti farò è, il successo, la band che passa da alti e bassi, alti tremendamente alti e bassi incredibilmente bassi, sei arrivato a una calma con il successo che tu e il resto dei ragazzi avete raggiunto?
M: Credo di si. Sono proprio…ora vedo tutto come…sono grato di essere ancora in giro ovviamente, molte delle bands che venivano da qui non ci sono più, e io…ancora sono spiazzato dal fatto che siamo amici, innanzi tutto, e che in secondo luogo suoniamo della musica, e terzo, che piace alle persone, quindi…sono grato…sono grato che siamo ancora in giro, quindi è…si, possoi dire alla fine che è veramente un gran bel lavoro e mi sento molto fortunato che lo stiamo ancora facendo.
PR: Sei eccitato all’idea del prossimo tour?
M: Non mi tranttengo (Pierre ride). Sono molto eccitato di andare. Sono stato abbastanza annoiato, quindi…(ride)
PR: Eccellente. Beh, tecnicamente siamo fuori tempo, quindi, ti ringrazio moltissimo per aver trovato il tempo di parlare con noi.
M: Grazie a te, Pierre.
PR: Siamo sulla MMr, e di “Ciao a Stone, lo abbiamo avuto qui con i Brad un paio di settimane fa e abbiamo trascorso dei gran bei momenti con loro.
M: Lo farò.
PR: Bene. Ti auguro tutto il meglio.
M: Ok.
PR: Grazie
M & PR: Ciao.