Intervista a Ed Vedder ad un magazine Australiano, 2003


Traduzione a cura di Angpo.

Eddie Vedder sta ridendo, raccontando una barzelletta- “quanti membri dei Pearl Jam ci vogliono per cambiare una lampadina?” chiede. “Uno, e non è divertente” strimpellando una chitarra e facendosi beffe dell’immagine di seriosi della suo gruppo, il cantante col taglio alla moicana è l’immagine di un uomo felice. Oggi i pearl jam si sono riuniti nella stanza di un albergo di Seattle per parlare del loro nuovo e settimo album, Riot Act, atteso per l’11 novembre, e il frontman è amichevole e disponibile a parlare. Si comporta come qualunque altra rock star chiacchierona, eccitato dall’ultimo gruppo di canzoni della band, il fatto che lui sia semplicemente qui dice già molto.

Nel 1993 quando “Jeremy” era messa sullo stesso piano di “Smells like teen spirits” e semprava che Vedder fosse in grado di superare Cobain, i Pearl Jam quasi soffocarono sotto il peso del successo, di fan rabbiosi. 10 anni fa non avresti potuto convincere il gruppo a farsi scappare un sorriso per le foto o a preoccuparsi di fare un video. Come sono cambiati i tempi. I pearl Jam sono scomparsi.

Fino ad ora. Registrato a seattle con Adam Casper, il produttore dei foo fighters e mixato dal vecchio compagno Brendan O’brien, Riot Act ha fatto eccitare il gruppo. E’ passato troppo tempo, dicono, e sono proti a far vedere ai Creed chi è il vero capo. Liberi dalla pressione degli ultimi 10 anni, i Pearl Jam si sono rilassate ed hanno imparato a divertirsi di più. C’è persino un video per il singolo “I am Mine” – una ripresa dal vivo ovviamente – e i piani per il tour sono in corso.

”ad un certo punto abbiamo smesso di fare molte interviste e poi, lentamente, abbiamo cominciato a farene qualcuna in più ogni volta, “ Gossard spiega della nuova disponibilità del gruppo ad aprirsi. “Penso abbia a che fare con l’eccitazione del nuovo album. Tutti siamo ben predisposti ed abbiamo voglia di parlare del disco, volgiamo che il disco faccia bene. Se dobbiamo suonarlo dal vivo, vogliamo che la gente sappia che è uscito e che lo ascolti. Speriamo che sia eccitante per loro quanto lo è stato per noi.”

Juice recentemente si è imbattuta in Vedder e, in una rara sincera intervista, ha esplorato la sua mente riguardo alla musica, l’inferno e Auckland.
Juice: hai notato che l’america è diventata un po’ troppo politicamente corretta, dall’11 settembre anche la musica è diventata troppo politicamente corretta?
Ed: Beh, l’industria musicale è esattamente quello – un industria, una cosa che vende. E indipendentemente da quello che vende, loro sono molto felici così ed hanno ogni diritto di esserlo. In questi tempi non è solo la musica che vende; la musica può vendere anche altre cose. Le giovani popstar vedono la coca e la pepsi ai ragazzini che faranno qualunque cosa il tipo o la tipa giusta con il vestito giusto dirà loro di fare.
J: Pensi che sia finito il tempo delle Boy/girlBand?
E: Spero di no. Ho appena comperato un mucchio di quei vestiti! (ride)
J: Potrebbe non essere l’abbigliamento adatto a te
E: Ero pronto al (Tube top non ho idea di che voglia dire ) (ride e si mette a strimpellare la chitarra)
J: Nel numero scorso di Juice è stato annunciato che il rock è tornato grazie a gruppi come i Vines, gli Hives, I white Stripes. Sei d’accordo?
E: Be’ I withe Stripes li conosco da tempo ed ho sempre pensato che fossero grandi. E’ affascinante che ora raggiungano così tanta gente, e spero che si trovino a loro agio con questo e che non siano troppo travolti perché dovrebbero continuare a fare dischi. Hanno davvero molto talento e fanno delle grandi cose. Mi fossilizzo un po’ per quanto riguarda i miei gusti musicali – Mi attacco alle cose che ho sentito per anni. Mi attacco a questi gruppi. Gli Hives… quail sono quelli svedesi?
J: gli Hives
E: gli Hives – li ho visti di recente e pensavo che non fossero male e poi il cantante mi fa una cosa alla Mick Jagger. Non l’ho mandata giù. Ma la musica era buona. Non posso lamentarmi. Almeno è vera musica – sono chitarre e batteria e vestiti che vanno d’accordo. Era abbastanza buono.
J: I pearl Jam non sono noti per autopromuoversi – raramente fate interviste o video. Allora perché adesso?
E: Possiamo ancora avere vite abbastanza poco complicate ed essere abbastanza anonimi – normali persone – ma lasciateci far sapere alla gente che abbiamo fatto un disco. Vogliamo farle sapere che ce né un altro, che abbiamo lavorato su un po’ di canzoni e che se vogliono possono darci un’occhiata. Non so se saremo sui canali musicali e non penso che saremo presto in qualche show di premiazione.
J: Ti interessa che tu venga considerato rilevante dal punto di vista musicale?
E: No
J: Ti ha mai interessato?
E: No, semplicemente non mi interessa. (Sorride) Siamo stati abbastanza popolari nei primi anni, specialmente in America, da rivoltare le nostre vite. E’ stato abbastanza per una vita intera. Ho avuto abbastanza input positivi e ho accesso ad altri musicisti con i quali ci piace suonare . siano essi Beck o Neil Finn. Non c’è davvero nulla che io voglia di più – Che sia un profilo più alto o maggior popolarità. Egoisticamente, che cosa mi darebbe? Assolutamente nulla.
J: Non farebbe vendere più dischi?
E: Se vendessimo più dischi, qualcun altro farebbe più soldi di noi, così se lavorassi duramente per vendere più dischi continuerei a vedere una percentuale inferiore di profitti.
J: Tornando a quello che dicevi riguardo all’anonimato, è difficile credere che tu possa camminare per strada, specialmente a Seattle, senza essere disturbato.
E: Ci riesco abbastanza bene
J: Indossi il cappello e gli occhiali?
E: Sembra che io abbia un livello molto salutare di anonimità e uno degli aspetti più importanti per cui vale la pena di preservarla è per poter mantenere una certa obbiettività come autore dei testi. Come chiunque altro scriva mi domando di cosa potrei scrivere? Di che cos’è essere una celebrità? (Ride) La tua percezione della realtà e dell’altra gente sarà questa se sei una celebrità, come potresti davvero capire quello che succede nel mondo reale? Scrivendo una canzone. Io sono solo un tizio con una macchina da scrivere. (indica una vecchia macchina da scrivere manuale, nera)
J: Non scrivi sulle cose vecchie vero?
E: (ride) si! 10 dollari, 10 anni!!!
J: non è ora di passare ad un computer?
E: No. Non so mettere a posto i computer (Te lo faccio io gratis!!!!! ) So come sistemare una macchina da scrivere.
J: Puoi chiamare qualcuno a farlo quando ne hai bisogno.
E: Ma io non voglio parlare con nessuno. (Ride) Comunque, quanto ci vorrebbe? Cosa succede se volessi chiamare qualcuno alle tre di notte? E’ quando faccio molto del mio lavoro. Cambio semplicemente il nastro o sistemo un tasto; io piaccio a questa macchina da scrivere (Sorride)
J: Cosa provi quando vedi gruppi come I Creed o gli Stain, che derivano molto dai pearl jam?
E: Beh dovresti chiedere a loro cosa provano, perché loro sentono i commenti che io sto sentendo qui, tre o quattro volte la settimana. Li sento da sconosciuti, e persino da zie e zii. Dovresti chiedere a loro come si sentono, se hanno qualche tipo di coscienza sporca. Potrebbero forse sentirsi meglio se mi mandassero il 5% dei loro diritti, ed io farei in modo che andassero in carità. (ride)
J: Guardando indietro ai primi anni ’90, faresti qualcosa in modo diverso ora?
E: (lunga pausa) Non lo so. Penso che abbiamo preso quasi tutte le decisioni giuste. Non importa quanto difficile sia prendere una decisione, puoi sempre prendere quella giusta. Una volta che ti sei impegnato, devi proseguire. Sono sicuro che ci siano strade diverse che avremmo potuto prendere, ma siamo abbastanza contenti di essere un gruppo oggi.
J: Come una lunga relazione?
E: si, è come una lunga relazione. Sai cosa provano tutti gli altri e sei capace di comunicare come prima con meno parole.
J: Come una relazione, pensi che capirai quando è ora di finirla?
E: (sorride) si, penso di si. Certamente non ci siamo ancora arrivati – nemmeno una volta. Nessuno di noi ha mai pensato che la propria vita sarebbe migliore senza il gruppo. Il gruppo non è la fine e l’inizio di tutto per nessuno di noi, penso che ci siano 5 individualità. Che il gruppo esista o meno, non cambierebbe molto nelle nostre vite. A questo punto, abbiamo fatto un disco ed il gruppo sarà il nostro scopo per i prossimi sei mesi. Dopo torneremo ad essere individui che conducono una vita abbastanza normale, ma privilegiata- perché facciamo quello che ci piace per vivere.
J: Sei sempre stata una star riluttante. Non hai mai considerato di andartene definitivamente?
E: Beh me ne sono andato per tutto l’anno passato. Tutti l’abbiamo fatto. Ci siamo praticamente ritirati senza dirlo a nessuno; poi alla fine dell’anno, eravamo pronti a fare ancora qualcosa. Non vedo nessuna ragione per fermare il gruppo. Gli Smashing pumpkins si sono sciolti, devono aver avuto qualche ragione; I RATM, ci devono essere state delle ragioni. I soundgarden, i Jane’s addiction…
J: I rolling stones sono insieme da 40 anni, ti piacerebbe che i pearl Jam fossero ancora in giro quando avrai sessant’anni?
E: Beh, loro suonano in posti giganteschi, io non voglio farlo adesso che sono nei trenta! (Ride) Preferirei suonare in un posto come St James –parlo ancora di Ackuland perché è stata una così bella esperienza giù in Nuova Zelanda. E’ una delle cose migliori delle sale, sentire realmente che la musica può riempire la sala sia che si tratti di una canzone lenta che di una veloce – Era una tale energia.
J: Ti andrebbe di esibirti a quell’età?
E: non nello stesso modo, ma forse si. Non ci sono ancora arrivato. Ma gli Who suonano in maniera aggressiva come sempre. Suoneremo ad uno show di beneficenza con loro la prossima settimana e Pete Townshend è ancora assolutamente incredibile, può ancora fare cose che io non ho mai visto fare prima. Se potessimo mantenerci a quel livello allora sarei interessato.
J: Visto che hai una vita privilegiata, pensi di non poterti lamentare riguardo a nulla? Non mi riferisco ad affari mondiali, ma agli aspetti della tua vita.
E: Potrei essermi sentito in questo modo anni fa. Siamo passati attraverso a tante cose, specialmente negli ultimi due anni, che se se ho un opinione su qualcosa dico quello che penso, e se qualcuno non è d’accordo con me ne ha tutti i diritti, ma finchè non si trova nelle mie scarpe non può capire. Penso che sia giusto formarsi un’opinione e sostenerla. Puoi sempre tornare indietro e rivederla, e forse questo ti farà dire delle cose che sembreranno molto di sinistra a qualcuno… uno dei miei migliori amici è un repubblicano fervente, è nei Ramones, Johnny Ramone (CHE???????)
J: Dovete avere delle discussioni parecchio interessanti.
E: oh si! (Ride) Ridiamo molto. Le nostre opinioni sono così diverse che finiamo sempre a ridere istericamente su qualche argomento, ma penso sia positivo mantere questo canale aperto. Non c’è nulla di sbagliato nell’avere un’opinione.
J: Quale pensi che sia l’idea più sbagliata che hanno di te?
E: Non so proprio come sia là fuori. Dimmelo tu.
J: Che sei mortalmente serio, cosa che non mi sembra oggi.
E: si lo so. Come, “Quanti membri dei Pearl Jam ci vogliono per cambiare una lampadina? uno è non è divertente.” (Ride) oppure “Quanti membri dei Pearl Jam ci vogliono per cambiare una lampadina? Uno ed è il mio assistente.” (Ride)
J: Come ti senti circa quest’immagine?
E: Non lo so. Ci sono sicuramente delle cose che ho letto con cui non ero d’accordo o che sapevo non essere vere. Hai un cerchio di amicizie e un cerchio di persone con cui lavori; al di fuori di questi non c’è nulla che tu possa controllare.
Una delle poche volte che sono stato su internet, forse cinque anni fa quando avevo un computer, la prima volta che l’ho provato – poi dopo 3 mesi è stato rubato – ho controllato il sito del nostro gruppo. Questo tizio diceva di avere il testo definitivo di una canzone, penso fosse State of love and trust, ed era completamente sbagliato. Gli ho scritto animosamente dicendo: “Ho un amico il cui fratello è il fratello di Eddie e lui ha il tesso giusto, eccolo.” Ho scritto il testo e l’ho corretto. Dopo due giorni ho avuto un email da questo tizio, pensavo mi volesse ringraziare- L’ho aperta e diceva solo “NO”. (Ride) quella è stata l’ultima volta che ho provato a correggere qualcosa che non era accurata.
J: Pensi che sia una cosa sbagliata. Il demistificare i musicisti rock?
E: beh, qualcuno dovrebbe farlo. Almeno sono divertenti invece che noiosi- ci sarebbe uan realtà ben peggiore da svelare. Tutti questi reality shows, sono tutti un po’ noiosi. Mi piacerebbe pensare che ci sia qualcosa di più profondo.
J: C’è qualcosa in cui sei interessato che la gente sarebbe sorpresa di sapere?
E: Sto dipingendo un po’. Sono migliorato. O onde o ritratti di gente all’inferno.
J: Qual è la tua visione dell’inferno?
E: Quella classica: fiamme e gente con gli occhi gialli. La mia versione dell’inferno è che la gente possa davvero pensare che l’amministrazione repubblicana di Gorge Bush Jr parli per l’intero paese.