Pearl Jam Satisfies Pent-Up Demand with Tour

 

Pearl Jam Satisfies Pent-Up Demand with Tour

Traduzione a cura di Acrobat.


Non scoraggiato dall’uscita di alcuni fan, al giro di boa il tour 2003 dei Pearl Jam continua col suo record di quasi tutto esaurito.

Concludendo le 22 date della prima metà del tour al Bryce Jordan Center allo State College, i 18 show riportati dal Boxscore di Bilboard hanno raccolto in media $434,050. l’affluenza totale è stata di circa l’80% della capacità totale delle arene, con una media di 11,974 persone per concerto.

La Creative Artist Agency ha prenotato il tour. Clear Channel Entertainment (CCE) ha promosso la maggior parte delle date.

“li voglio ancora assolutamente”, ci ha detto John Scheck, booking manager del Pepsi Center di Denver. Ovvero l’arena dalla quale circa due dozzine di persone sono uscite per protesta dopo la performance del cantante Eddie Vedder con una maschera del predidente Bush sul volto.

Scheck ci ha detto che nessuno ha chiesto rimborsi dopo lo show del 1° aprile, che ha incassato $463,866. Lui sostiene si sia trattato di “un non fatto, molto rumore per nulla”.

Come Scheck, il manager dei Pearl Jam Kelly Curtis spazza via l’incidente di Denver.

“credo che alla band piaccia sfidare la gente a parlare e reagire e dire quello che pensa, non tutti sono d’accordo, ma credo che a loro vada bene così”, ci ha detto.

Sebbene i concerti al Garden fossero esauriti ben prima dell’accaduto, Joel Peresman, Vicepresidente Senior al Radio City Entertainment, divisione del Madison Square Garden, è certo che le vendite per i concerti di luglio sarebbero andate benissimo anche dopo l’incidente.

Le recensioni sulla stampa locale sono state splendide. Molti hanno detto che uno dei fattori vincenti è la durata dei concerti, spesso oltre le due o le tre ore. Altri hanno notato che non ci sono due setlist uguali. Curtis stima che ogni sei o sette concerti venga eseguita “Bushleaguer”, la canzone nella quale Vedder protesta contro l’attuale amministrazione presidenziale.

Ai concerti all’AmSouth Amphitheater a Nashville e al Nassau Coliseum a Uniondale, N.Y., Vedder ha indossato la maschera di Bush durante la canzone.

“sarà ricordato come uno dei concerti più caldi dell’anno”, ci dice Kevin Ullstad, direttore dell’ Assembly Hall a Champaign, Ill., dopo il concerto dei Pearl Jam del 23 aprile. Ammette di essere stato preoccupato di possibili ripercussioni dopo le proteste anti-Bush, ma dice che “tutto è filato liscio”.

Dan Kemer, promoter della CCE che ha lavorato al tutto esaurito del 25 aprile alla Gund Arena di Cleveland, è rimasto entusiasta della cover della canzone “sonic reducer” della band locale dei Dead Boys fatta dai Pearl Jam.

“hanno fatto un omaggio ad una band di Cleveland. È stato magnifico. È bello vedere Eddie e i ragazzi sul palco, e in generale in tour”, dice Kemer. “credo che i fans siano vogliosi di vederli dal vivo”.

A marzo, il Madison Square Garden di New York ha registrato il tutto esaurito dei 20mila biglietti per i concerti dell’8-9 luglio in una sola giornata. La San Diego Sports Arena e l’Alltel Arena di North Little Rock, Ark. prevedono il tutto esaurito per i loro concerti del 5 e del 10 giugno.

“è una band fantastica che non suona qui da molto tempo”, dice Peresman. “credo che il prezzo dei biglietti sia basso...ma non ci sarebbero stata opposizione se fossero aumentati”.

Circa il costo dei biglietti relativamente basso, Curtis spiega che “è sempre stata tradizione, significa molto per loro. Ci hanno detto un milione di volte che potremmo fare molti più soldi, ma non è mai stato neanche in discussione”.

L’ultimo tour dei Pearl Jam è stato per l’album Binaural, e molti mercati non vedono la band da un po’ di tempo. Non suonano al Garden dal ’98. Hanno segnato la loro prima apparizione al First Union Center di Philadelpia il 28 aprile, un tutto esaurito che ha raccolto 15,259 persone e ha raccolto 553 mila dollari. Un altro esordio sarà il 15 giugno al Fargodome di Fargo, N.D.

Ci sono state anche fermate più morbide durante il tour. Lo show del 5 aprile al Verizon Wireless Ampitheater a Selma, Texas ha venduto solo 12 mila dei 20 posti disponibili. E solo 9,392 persone sono arrivate al concerto al Wireless Amphitheater di Charlotte, N.C, il che è poco più dei 18mila posti diponibili.

Ma la cosa più importante è che, come ricorda Sean Saadeh, direttore delle prenotazione e del marketing alla San Diego Sports Arena, “non importa quanti dischi vendano, vendono comunque un sacco di biglietti, un po’ come Jimmy Buffet. ce lo si può permettere. Molti dei loro fan oggi sono 30enni, e possono permettersi prezzi alti. Quindi sono molto fan-friendly”.

Le previsioni per le prossime 30 date, che cominceranno il 28 maggio all’ Adams Center di Missoula, Mont., e finirà il 14 luglio al PNC Center di Holmdel, N.J. sono di altri tutto esaurito sia nelle città più importanti che in quelle secondarie.

Per rispondere alle richieste represse, i Pearl Jam hanno riempito la seconda metà del loro tour di altre date. Hanno aggiunto un terzo show a Philadelpia al Tweeter Center a Camden, N.J., un terzo a Boston l’11 luglio al Tweeter Center di Mansfield, Mass., e altre visite ai territori vergini come l’Hersheypark Stadium di Hershey, Penn. il 12 luglio.

La band farà anche alcune date indoor. “cercano di arrivare ovunque e amano molto i palazzetti, sono più intimi”, dice Curtis. “l’ultima volta che sono stati in tour hanno fatto più posti chiusi, ma ora cercano di mischiare un po’ le cose”.

Oltre ad una probabile data in autunno all’annuale Bridge School Benefit alla Bay Area, Curtis dice che non ci saranno altre date per il 2003. il tour estivo sarà chiuso dai 3 concerti a Mexico City del 17, 18 e 19 luglio.

Comunque prevede che la band tornerà in studio per registrare e andrà in tour negli Stati Uniti e in Europa e/o in Asia con il nuovo materiale all’inizio del 2004. i Pearl Jam hanno completato il loro contratto con l’etichetta Epic e stanno valutando l’opzione di rimanere free agent.

I fan stanno dimostrando un crescente disinteresse per i lavori in studio dei Pearl Jam, il che rende i loro risultati dal vivo ancora più impressionanti.

Ten, l’album di debutto del 1991, ha venduto 9,1 milioni di copie, secondo la Nielsen Soundscan, confrontate con le 457 mila di Riot Act.

I cd live registrati dutante il tour del 2003 in Australia, Giappone e negli USA stanno vendendo bene, considerando che sono acquistabili solo via internet. Fino a maggio, sono stati acquistate 60 mila copie dei 37 concerti tenuti dalla band.