Intervista a Stone Gossard, 18.04.2003

 

Intervista a Stone Gossard da parte della fanzine N4U. Grazie ad Angpo!

 

Il gruppo rock definitivo sta facendo un tour negli USA in supporto di Riot Act. La band sta toccando tutte le città maggiori che sono indicate più in basso, così potrete scegliere a quale concerto andare.

Ho Avuto la possibilità di parlare con uno dei membri fondatori dei Pearl Jam,il chitarrista Stone Gossard (che non è tanto lead). Potevo a malapena contenermi in quanto questo gruppo è di gran lunga il mio preferito.

N4U: vedo che vendete I bootleg per tutti I vostri concerti di questo tour. E’ veramente figo. Nessun altro fa questo per i propri fan.

Gossard: si, non so. Ora è così poco costoso registrare I concerti e con la tecnologia digitale abbiamo la possibilità di mixarli nel momento in cui vengono registrati e quindi di trasmetterli su una linea dsl appena il concerto è finito. Tutte le informazioni vanno a Seattle dove la notte stessa viene fatto il master e quindi questo viene spedito via computer all’impianto di produzione e abbiamo il prodotto finito il giorno seguente. E’ bello quando tutto questo funziona. E’ davvero un modo economico per permettere alla gente di ascoltare un concerto dopo che l’hanno visto, se gli è piaciuto. Se quella serata è stata speciale, o se qualcuno non ha avuto la possibilità di andarci, ha comunque la possibilità di sentirlo. Certamente non è per tutti; è per quelli a cui piace davvero il nostro gruppo dal vivo. Aiuta il fatto che cambiamo scaletta tutte le sere e che abbiamo un catalogo piuttosto ampio, anche se non enorme, da cui scegliere. Non penso che gli arrangiamenti cambino così tanto, ma credo comunque che è bello per la gente poter scegliere quale concerto prendere.

N4U: Rigurdo agli album, Riot act è l’ultimo, ma è una volta ancora un grande disco. Continuate a farlo, Album dopo album continuate costantemente a fare grandi dischi. Sembra che abbiate davvero un talento per farlo.

S: Penso che ci siano alcune canzoni davvero belle su Riot Act. In genere me ne accorgo quando abbiamo finito di fare un disco. E’ difficile rendersi conto di quello che è buono di un disco quando ci sei dentro. Puoi apprezzare certe cose che ti stanno a cuore e che ti piacciono, ma capire perché alla gente piace un disco e non ne piace un altro, o perché pensi che un disco dia meglio di un altro e come la gente entri in rapporto con un certo disco è difficile e confuso. E’ bello sapere e sentire che la gente pensa che noi stiamo facendo dei buoni dischi; Continuo a pensare che in questo abbiamo fatto alune delle nostre cose migliori, anche se è un po’ un cliché dirlo. Ma è vero nel senso che tutti nel gruppo compongono e più stiamo insieme maggiore è la nostra capacità di fare dischi migliori. Spero che questo si manifesti da solo, così potrò dire che abbiamo fatto dei dischi brillanti invece che sbagliati.

N4U: Sono stato a molti dei vostri concerti e devo ancora vederne uno dove tutti stanno seduti.

S: Penso che ci sia una certa eccitazione tra i nostri fan che impedisce al pubblico di stare seduto per molto tempo. Possiamo avere dei concerti difficili, o averne uno dove la gente non risponde, ma in genere siamo davvero fortunati ad avere dei fan che si eccitano a sentirci suonare dal vivo. Siamo davvero fortunati a questo riguardo. In questi anni siamo stati in grado di scrivere alcune buone canzoni che fanno davvero esaltare la gente. Non so perché, ma è interessante.


N4U: Ecco una domanda stupida. Molti gruppi rock famosi sono sempre sulle riviste e suelle tramissioni sulle celebrità, ma quasi non ricordo di averci visto uno di voi. Non ricordo di aver visto le vostre case su “Cribs” di MTV. Nei vostri video non mostrate mai la vostra ricchezza. In pratica dov’è ìl … (scusate bling non ho idea di che voglia dire) dei Pearl Jam?

S: (ride) ah la domanda che tutti si fanno.

N4U: E’ che nessuno di voi sembra catere nel tipo di vita delle rock star.

S: Penso che ognuno di noi sia stato coinvolto in ambienti simili a quelli di cui tu parli… La gente potrebbe non aver visto le foto, ma puoi essere una,.. bè, celebrità, per mancanza di una parola migliore, per il fatto che vai alle veste dei VIP o che ti viene presentato qualcuno famoso, e puoi farlo; e di tanto in tanto succede, e sono sicuro che tutti nel gruppo abbiamo beneficiato di questo tipo di occasioni, quando qualcuno vuole incontrare il gruppo e così ci hanno fatto un favore tipo permetterci di andare sulla loro barca o cose del genere. Ognuno di noi ha sperimentato qualcosa del genere, ma alla fine tutti siamo giunti alla conclusione che non è mai così bello come tu vorresti che fosse. Stando al di fuori dei pettegolezzi, è divertente leggere le riviste americane e scoprire le star e vedere quello che faranno, ha un certo valore di divertimento. Visto da dentro, l’esperienza mi ha sempre dimostrato che ogni volta che cerchi quel tipo ti celebrità non è mai quello che pensi potrebbe essere in termini di soddisfazione. Per la maggior parte è un evento vuoto, falso. Penso dipenda dal fatto che noi siamo stati lontani dai riflettori per un bel po’, per quanto riguarda la nostra consapevolezza circa quello che volevamo fare, e che questo ci è piaciuto. Ora siamo arrivati al punto in cui penso che ha nessuno fregi nulla. Così non ha alcuna importanza.

N4U: Tu e gli altri membri del gruppo in passato avete collaborato con altri artisti e musicisti, C’è una persona con cui avete suonato che ha avuto più importanza?

S: Sicuramente Neil Young. Avere fatto un disco ed un tour con lui, e non essendo stato un suo fan da ragazzino, anche se tutti gli altri del gruppo lo erano, ma avendo imparato a conoscere la sua musica negli ultimi dieci anni, mi ha davvero aperto gli occhi. Mi piace molto la sua musica ed il suo approccio alla musica. Nella sua giovinezza, il suo modo di suonare conteneva così tante lezioni, una specie di dono fanciullesco con cui lui affronta anche il problema più semplice e che sembra legare in una grande quantità di energia emotiva. Illumina la musica ed è semplicemente naturale per lui.

N4U: Come scegliete I vostri supporter? Sembra che evitiate le scelte più popolari per orientarvi su gruppi talentuosi che non sono noti.

S: E’ sempre stato un piccolo dramma scegliere i supporter perché ci sono gruppi che ci piacciono che non possono perché stanno facendo un disco o perché non vogliono e noi abbiamo sempre voluto che i nostri spettacoli fossero qualcosa di più che solo il nostro concerto, abbiamo sempre voluto qualcosa che più gente apprezzasse. Od una differente esperienza musicale così che la cosa sia sempre interessante.

N4U: Pensate di fare dei video per Riot Act, o li avete già fatti?

S: Abbiamo registrato le nostre canzoni dal vivo in un piccolo locale a Seattle, e penso che ci sia un video, una versione dal vivo di I am Mine, ma non so se sarà mai trasmesso. Sono il tipo di cose che probabilmente finiranno presto sul sito web.

N4U: Tutti quelli a cui ho detto che avrei intervistato qualcuno dei Pearl Jam hanno avuto una loro piccola avventura col gruppo… come stare seduti con voi a guardare Wayne’s World o avervi visto suonare in qualche piccolo locale e poi, dopo il concerto, fermarsi a parlare col pubblico. Tutti sembrano avere con voi una storia leggermente più intima rispetto a quelle con altri grandi gruppi. Presumo che i vostri spettacoli a Seattle fossero piccoli?

S: Si, erano circa 1200 persone. É divertente e ci divertiamo sempre. Non penso che nessuno di noi voglia suonare in piccoli locali tutte le sere, ma è davvero bello – puoi prenderti delle libertà che sono più difficili prendersi in posti più grandi. Ci sono così tante persone e la musica deve arrivare anche a quelli più lontani, ma quando il posto è piccolo puoi permetterti certe cose con la scaletta è puoi anche suonare più a lungo… è bello.

N4U: Come scegliete le canzoni che suonerete ogni sera? C’è uno schema particolare?

S: In genere cerchiamo di non suonare le canzoni che abbiamo fatto la sera precedente. Le ruotiamo. Penso ci piaccia fare qualcosa da ogni disco. Tenendo sempre in mente che vogliamo che la scaletta abbia una certa progressione e che quindi le canzoni devono andare bene insieme. Non facciamo sei ballate di fila – anche se a qualcuno piacerebbe. In generale proviamo a fare in modo di avere un’energia continua, senza che ci siano cadute.

N4U: Parliamo della tua esperienza da solista. Ho avuto il tuo album per circa un mese prima che il mio compagno di stanza me lo rubasse. E’ un disco eccellente. Ho letto sul tuo sito che in questo momento non sei molto interessato a fare un tour in supporto dell’album….

S: Non so, non sai mai quello che potrebbe succedere. Scrivo canzoni tutto il tempo ed è davvero qualcosa a cui sono molto appassionato. Per quanto riguarda il tour, la mia passione non arriva ancora a questo. Per me, una vera vacanza è essere in grado di scrivere canzoni e di registrarle, ma non ho abbastanza fiducia per fare un tour, non sono ancora arrivato a quel livello e non so se ci arriverò mai. Ma non si sa mai. Non ho registrato un nuovo disco, ma continuo a registrare nuove canzoni che potrebbero finire su un disco…

N4U: Quando scrivi una canzone sai se sarà per I pearl jam, per Stone Gossard o per I Brad?

S: E’ indifferente. Io semplicemente scrivo canzoni. Quando iniziamo a fare un disco dei Pearl jam o dei bread gaurdo la lista e dico “Ok ho questa e quella”. Questa canzone potrebbe andare bene per questo album. Posso non aver pensato che fosse per i Bread o i Pearl jam quando l’ho scritta, ma forse sarebbe grande per questo album. E’ una specie di teoria…

N4U: L’Internet Movie Database ha alcune informazioni su di te e dice che i tuoi genitori erano avvocati.

S: Mio padre era avvocato, ma ora è in pensione.

S: (ride) Mi hanno appoggiato. Anche se non capivano davvero. Mia madre suonava da giovane ed ha sempre amato la musica, quando suonavo in gruppi punk non penso che avessero delle idee precise, a parte il fatto di sapere che io mi stavo divertendo. Ovviamente per me era eccitante così loro erano entusiasti del mio entusiasmo. Mi hanno sempre appoggiato, non è che hanno dato testate hai muri quando ho lasciato la scuola per unirmi ad un gruppo chiamato Green River. Mi hanno appoggiato; l’hanno sempre fatto.

N4U: Sei sempre con Conservation International e Climate Neutral (gruppi ecologisti)?

S: Si, il Conservation International ha lavorato con I Pearl Jam per fare in modo che questo tour fosse climaticamente neutro. Vuol dire che abbiamo fatto una stima di tutto il biossido di carbonio che avremmo emesso. Sarà circa 7 tonnellate! In circa 4 mesi, considerando tutti i viaggi aerei e l’energia che sarà utilizzata negli spettacoli. Per neutralizzarlo, ed essere sicuri di non aggiungerne altro, noi, con l’aiuto del Conservation International, abbiamo trovato una foresta nella Guiana Francese. Questa foresta doveva essere abbattuta e sostituita con una piantagione di palme da olio, erano circa 800 ettari… Questo più che pareggia la quantità di CO2 che immetteremo nell’atmosfera, ora quella foresta è messa da parte per noi come bilanciamento alle nostre emissioni di CO2. Almeno ora sappiano che siamo riusciti a dimezzare la quantità d CO2 prodotta dal nostro tour. Ci sembra un po’ di responsabilità globale. Penso che le industrie debbano cominciare a pensare in questo modo – Siamo eccitati da quest’idea. Penso che tutti debbano prendere in considerazione tutti gli aspetti dei loro affair ed in che modo questi influenzino il pianeta. Noi immetteremo sicuramente del CO2 nell’atmosfera e questo è il nostro modo per provare a neutralizzarlo.