JEREMY: still speaking (intervista a Mike McCready)

 

Jeremy: Still Speaking
PEARL JAM

Intervista a Mike McCready, 30.04.2003 dal Pulse Weekly. Traduzione a cura di Angpo.

 

Il Grunge è passato, la scena musicale di Seattle non è più così importante, ed I primi fan dei Nirvana ora sono occupati a comperare un SUV (sport utility vagon) e a portare i figli a giocare a calcio. Ma c’è ancora una cosa che non è cambiata molto dal buon vecchio 1991 – e questa cosa sono i Pearl Jam.

PULSE WEEKLY: siete riusciti a festeggiare la pasqua, o eravate occupati dal tour e da tutte le altre cose?

MIKE MCCREADY: Io l’ho festeggiata. E’ stato abbastanza casuale. Stavo passeggiando con la mia fidanzata ed un altro amico ed abbiamo incontrato Brendan O’Brian, il nostro produttore, e la sua famiglia. Così abbiamo fatto un brunch pasquale con loro al 4 season di Atlanta. E’ stato bello. Il cibo era davvero buono.

PW: Quando hai capito che eri una, aperte virgolette, Rock star, chiuse virgolette, se riesci ad andare con la memoria così indietro nel tempo?

MM: Penso appena dopo che il nostro primo disco era esploso e la gente mi chiedeva l’autografo e mi guardava in modo differente. All’improvviso mi sono ritrovato con un sacco di nuovi amici. Era interessante; è stato una cambio di vita. Prima suonavo solo in un gruppo e cercavo di farcela, facendo tour in pulman, e suonando in situazioni non soddisfacenti per anni. Lavorando in pizzerie o fast food. Passare da quello ad un disco che è piaciuto ed è stato comperato da milioni di persone, è stato strano... Quella è stata la prima volta che l’ho capito.

MM: Non molto. A volte si a volte no, capisci? Non è una cosa troppo folle, fortunatamente. E’ più una cosa che Ed deve sopportare. O doveva, ai vecchi tempi. Non penso che capiti ancora molto. Capita quando siamo in tour, ma non quando non siamo in tour, davvero.

PW: Come affrontate il blocco dello scrittore? Avete mai avuto dei problemi a fare qualcosa di veramente fantastico?

MM: Si, sicuramente. Penso che devi solo allontanarti per un po’. Fare dell’esercizio fisico – correre, o andare in palestra, o fare qualcosa che non abbia a che fare con la musica. Queste cose mi puliscono la mente e quando torno posso uscirmene con un’idea. Se quando sto facendo una canzone, forzo e cerco di farla a tutti i costi, non mi verrà. Se mi allontano, qualche volta semplicemente arriva. Questo è quello che succede di solito, Appare dal nulla.

PW: Non ti sei mai davvero stufato di suonare Jeremy e Daughter e dire non me la sento di suonarle questa sera?

MM: No, perche alla gente piace ascoltare queste canzoni, e quardare l’espressione dipinta sulle loro facce, vederli cantare un testo che sembra davvero importante per loro, questo mi ridà l’energia. Continueremo a farle, la gente vuole sentirle. In effetti abbiamo suonato Jeremy la scorsa serata e probabilmente è stata la canzone migliore del concerto. Jeremy non la suoniamo molto, ma quando la facciamo la gente sembra davvero amarla. Pensi che dicano ‘Oh cristo, ancora quella canzone’ ma invece la adorano. Abbiamo provato a cambiarla un po’ nel corso degli anni, ma non so se abbia funzionato. Ora la facciamo normale – Mi piace pesante.

PW: Perchè avete deciso di fare questo tour con Ticketmaster quando prima eravate così contrari a loro? Avete avuto qualche lamentela da parte dei fan per questo?

MM: La gente ci chiede il perché, ma non sono vere lamentele. La gente si lamenta con noi di molte cose, la su questo fatto chiede solamente. Se sono lamentele o meno, non lo so. Ci sono certi luoghi in cui siamo obbligati ad usare Ticketmaster. Specialmente per i fan in quelle città, in modo che ci possano vedere in palazzotti che sono comodi e vicini a loro. Se non lo facessimo sarebbe una scocciatura, dovremmo suonare fuori dalla città. Onestamente, la lotta contro di loro è finite. Non abbiamo più nulla contro di loro. E’ stato molto tempo fa, e non dobbiamo continuare a fare le nostre cose. E’ soprattutto per venire incontro ad i nostri fan.

PM: Qual è la storia più oltraggiosa che hai sentito riguardo al vostro nome? Ce n’è qualcuna davvero carina in giro.

MM: Le più oltraggiose sono quelle che ci siamo inventate noi – la storia della marmellata allucinogena della nonna di Eddie. Quel nome ci ì semplicemente venuto in mente, e suonava bene. Mi ricordo perfettamente, eravamo in quel locale a Seattle, il DNO, e gli altri mi hanno proposto quel nome ed io ho detto, sembra grande, usiamolo. Non c’è davvero nessun significato profondo sotto, a meno che tu non voglia che ci sia.

PW: Rolling Stone vi ha chiesto di fare una copertina per loro dopo l’usicta di Riot Act?

MM: Non penso. Ma Davide Fricke era qui, è il loro articolista principale, ed un paio di giorni fa stava parlando con Eddie. Se fosse o meno per una copertina non lo so. Dubito che ci vogliano sulla copertina --- non ho sentito nulla al riguardo. Era qui e si è goduto il concerto, qualcosa sta succedendo, e ne siamo felici.

PW: Sei mai stato davvero coinvolto in una rivolta?

MM: Questa è una buona domanda. Onestamente no.

PW: C’è qualcosa a cui tieni così tanto che saresti disposto a lasciarti coinvolgere in qualcosa di così politico come una rivolta?

MM: Dipenderebbe dal tipo di situazione. Ci sono delle cose a cui tengo molto e delle altre a cui non tengo. Per quanto riguarda la guerra, fortunatamente sarà presto finita. Vogliamo che i soldati tornino a casa sani e salvi. E sembra che stia succedendo. Ogni tipo di dimostrazione potrebbe essere controproducente ora, ma non so.

PM: Cosa fai quando sei a casa?

MM: faccio molto esercizio e leggo. E ovviamente guardo un po’ di tv.

PM: Che tipo di libri ti piace.

MM: Dipende dal mio umore. Mi piacciono sia i romanzi che i saggi. Ho appena letto un grande libro sull’Heavy Metal che era molto divertente. SI chiama Fargo Rock City, ed è piuttosto godibile. Qualche volta mi piace la storia, qualche volta mi piace Kurt Vonnegut (mattatoio N° 5 BELLISSIMO). Passo tutta la gamma, leggo qualunque cosa.

PW: Hai qualche personaggio preferito dei cartoni?

MM: (Ride) Non li seguo più molto. Anni fa adoravo Bugs Bunny. E’ divertente ripensarci. Sicuramente Bugs. Ho attraversato la fase in cui ero stufo dei cartoni, ma potrebbe passare, non si sa mai.

PW: C’è qualcosa che hai sempre voluto fare ma che a causa dei tour e dell’agenda piena d’impegni, non hai mai potuto fare?

MM: Probabilmente visitare la Grecia. Questa è una cosa, e ci siamo pure stati. Sono sicuro che avrei potuto farlo, ma quando non siamo in tour, non ho voglia di andare da nessuna parte. E’ come se dicessi: ok finalmente sto in un posto per un po’ e so dove sono tutte le mie cose. Ma adoro anche stare in giro con le valife, così ci sono due facce della medaglia, ma non sto rispondendo alla tua domanda. Ci sono molte cose che volevo fare e che ho fatto. La cosa principale che amo e che vogliof are è suonare.

PW: Nessun rimpianto?

MM: Onestamente no. Ho passato molti anni ad ubriacarmi e a farmi di droghe, ora non lo faccio più, così probabilmente rimpiango quello. Ma in definitiva anche quello mi ha portato ad essere quello che sono ora. Sicuramente però non lo rifarei nello stesso modo.