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JAM
SESSION - Intervista a Mike McCready
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JAM SESSION 04/25/03 John
Soeder Traduzione a cura di Acrobat. Se c’è stato un contraccolpo per i Pearl Jam, è una novità per il chitarrista Mike McCready. Sì, alcuni tizi sono andati via dal concerto del 1°aprile a Denver dopo che il frontman Eddie Vedder ha fatto alcune dichiarazioni contro la guerra ed ha “impalato” (come è stato detto in una cronaca) una maschera del Presidente Bush sull’asta del microfono. Ma per quello che può importare alla band, i media hanno ingigantito il fatto con molto rumore per nulla. “è stato tutto gonfiato,” dice McReady. “abbiamo suonato quella canzone, Eddie ha detto qualche parola, alcuni tizi se ne sono andati”. Vedder ha usato la maschera di Bush come aiuto durante la performance di Bushleaguer, una canzone particolarmente politica (“non è un leader/è un rappresentante del Texas”) dal loro ultimo album, Riot Act. “il discorso dal palco di Ed parlava dell’importanza della libertà di parola e dell’importanza di supportare i nostri soldati, e anche della tristezza che si prova nel non poter esprimere i due sentimenti simultaneamente in pubblico,” hanno detto i Pearl Jam in una dichiarazione fatta dopo il concerto a Denver, che ha raccolto circa 12,000 fans. Era la serata d’apertura del tour americano di quattro mesi, che fa tappa stasera alla Gund Arena. Il Rocky Mountain News ha riportato che “dozzine” di persone se ne sono andate durante i bis a Denver. Secondo i conteggi della band, l’abbandono ha riguardato due dozzine di persone al massimo. “io supporto le nostre truppe” ci dice McReady al telefono da Atlanta. “la nostra canzone non era assolutamente un attacco verso di loro”, dice “facciamo solo un po’ di ironia su George Bush, il che secondo me è legittimo in una società democratica, da quello che so sulla libertà di espressione”. Bushleaguer non è il pezzo principale delle setlist della band, anche se è stata suonata ancora l’altra notte a Nashville. “la maggioranza delle persone sembra gradirla”, ci dice McReady, 37 anni. “la suoneremo qua e là durante il tour, dipende da come ci sentiremo”. “non vogliamo sentirci tipo ‘OK, non suoneremo mai più questa canzone perchè ha offeso delle persone’.” Infastidire alcune persone fa parte dell’essere una rock and roll band, aggiunge. Oltre a Vedder e McReady, i Pearl Jam includono Stone Gossard alla chitarra, Jeff Ament al basso e Matt Cameron alla batteria. Con l’ultimo album si è unito a loro il tastierista Boom Gaspar. “anzichè fare le stesse cose ogni sera, cerchiamo di mischiarle un po’”, dice McReady. “Ci mantiene interessanti”. La band si è lanciata in una devastante versione di Sonic Reducer dei Dead Boys di Cleveland un paio di volte. I Pearl Jam hanno eseguito la cover di questa canzone punk degli anni ’70 per un singolo a tiratura limitata. Quando Vedder & Soci hanno suonato questa canzone l’altra sera a Nashville sono stati raggiunti sul palco dall’ex chitarrista dei Dead Boys Cheetah Chrome. Ha suonato “ad una velocità pazzescha” afferma McReady. “ho cercato di stargli dietro, punk rock immagino”. Chrome ha una differente versione della cosa. “Penso di aver rallentato parecchio per i ragazzi” ci dice in un’altra intervista, ridendo. Ha eseguito un’esibizione straordinaria con i Pearl Jam. “al pubblico è piaciuta”, dice. Chrome rintraccia un’influenza dei Dead Boys nel primo disco dei Pearl Jam, Ten, che ha venduto più di 11 milioni di copie e il cui frutto sono successi dell’era-grunge come Alive, Even Flow e Jeremy. “loro sono molto più raffinati di quanto non lo fossimo noi”, ci dice Chrome, che si è trasferito a Nashville nel 1996. “ma le sensazioni sono le stesse”. Per McReady, fare musica è tutto un fatto di sensazioni, specialmente quando perde sè stesso in un assolo di chitarra. “cerco di ritagliarmi uno spazio in cui non penso a niente”, dice. “sento solo la musica”. “mi concentro su una luce sull’impianto di illuminazione e la fisso finchè la mia mente non è vuota...poi chiudo gli occhi. Sono in una specia di nirvana, in mancanza di un termine migliore”. Insieme ai Nirvana (la band, non lo stato mentale), i Pearl Jam hanno stabilito la loro base a Seattle negli anni ’90, sebbene il gruppo sia andato tempo fa oltre le sue radici grunge. Su Riot Act, il loro settimo lavoro in studio, il materiale varia dal punk tirato alle ballate introspettive. L’allontanamento più radicale è Arc, un canto a-cappella con Vedder che si produce in un lamento senza parole, come fosse in cima ad un minareto. “siamo tutti molto entusiasti del disco”, dice McReady. “siamo fortunati perchè il nostro primo disco ha venduto bene. Ci ha dato potere, siamo stati in grado di prendere decisioni...e avere una carriera più lunga. Siamo stati lontani gli uni dagli altri per un po’ dopo l’ultimo disco (Binaural, 2000) e il tour, così quando siamo tornati insieme, eravamo tutti molto carichi e avevamo voglia di suonare insieme”. Il gruppo si trova molto bene insieme anche in tour. “Ho giocato a tennis con Stone ieri. Ho vinto, ma solo perchè un mio amico semiprofessionista ha giocato con me. Abbiamo fatto un doppio contro Stone e il nostro tour manager”. “se giocassi uno contro uno contro Stone probabilmente mi batterebbe. Gioca sempre”. La band sta registrando tutti i concerti di questo tour. Se vi piace quello che sentite stanotte, potete ordinare il vostro doppio bootleg del concerto di Cleveland – o di ogni altro concerto sull’itinerario – solamente su www.pearljam.com Da giovane, McReady teneva un bootleg da un concerto giapponese dei Kiss come una delle cose più prezione. “adoro i bootleg”, ci dice. “ne ho alcuni davanti a me proprio adesso. Un po’ degli Stones e un po’ di Hendrix”. Quando ha voglia di ascoltare un po’ di musica attuale, McReady non riesce a smettere di ascoltare i Jimmy Eat World. “sono molto forti secondo me”, afferma. Come i suoi compagni nella band, McReady si è diviso tra i Pearl Jam e alcuni progetti paralleli. I Mad Season, una band formata con Layne Staley degli Alice In Chains, ha pubblicato un disco, “above”, nel 1995. La morte di Staley l’anno scorso per overdose ha colpito duramente McReady. “non lo vedevo da circa quattro anni”, dice. “sentivo cose su di lui – e non erano mai buone...non riusciva a vincere le sue assuefazioni”. “è stato molto triste. Era una gran persona”. McReady ha suonato anche con i Rockfords, altra band alternative-rock e suona la chitarra anche sul nuovo album dei Wallflowers. Per quanto riguarda i Pearl Jam, il futuro è apertissimo. Riot Act ha terminato il contratto tra la band e la Epic. La band firmerà un altro contratto con una major? O seguiranno la strada indie, con un’etichetta minore o addirittura con un’etichetta propria? Fino ad ora, i Pearl Jam non hanno deciso niente, secondo quanto dice McReady. “ci sono molte opzioni, e la cose è eccitante”, dice. “ci piace fare le cose in un certo modo, il che è contrario alle aspettative di molte case discografiche”.
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