|
E'
un'occupazione pericolosa il solo cercare di vivere.
C.B.
Domani è il giorno in cui smetti di fumare? Vuoi parlarne?
E.V.
Si, vediamo. Beh, è alquanto vergognoso che abbia pensato
di doverne parlare con te prima di smettere. Sono ancora al punto
in cui credo di poter formulare un pensiero migliore con una fottuta
sigaretta in bocca.
C.B.
Smetti oggi o domani?
E.V.
Beh, domani sarò ipnotizzato, per aiutarmi a smettere.
E ho anche intenzione di chiederle se puo' metterci dentro qualcosa
per scrivere canzoni migliori. Sai, migliori bridges per le canzoni.
C.B.
( Ride )
E.V.
Vedremo... quando ci penso, ho tante di quelle cose che vorrei
migliorare col subconscio.
C.B.
Lei ti ipnotizza e poi ti dice cosa fare per smettere di fumare
e per scrivere migliori canzoni? è questo il processo?
E.V.
Sai, ho solo intenzione di attraversare la cosa in modo aperto.
E credo di essere piuttosto malleabile. Penso che mi parleranno
del fumo o di scrivere meglio. So solo che voglio smettere di
fumare. Sai, è come se fossi andato sulla cima di una montagna
e stessi guardando qualcosa di bello, qualche paesaggio immenso,
e ci fosse l'aria più pulita del pianeta. E dopo mi accendo
una sigaretta e dico : "Ahh, che bel momento per fumare!" E' qualcosa di cattivo, e voglio poter contrlollarlo.
C.B.
Quando suoni senti di essere un fumatore in termini di cantare
o saltare sul palco?
E.V.
No. Questo è il problema. Non ha intaccato nessuno di questi
punti. Fumo da quando Kurt è morto comunque.
C.B.
Hai iniziato a fumare allora?
E.V.
Quel fatto mi ha creato alcune nevrosi che dovevo calmare in qualche
modo.
C.B.
La tua band e la tua comunità musicale hanno sofferto numerose
perdite nel corso degli anni, dagli eventi di Roskilde alla morte
di amici. Non credi che sia un'occupazione pericolosa fare il
musicista?
E.V.
Insieme a quelli che non ci sono più. Includo nella stessa
lista di perdite anche le relazioni. E' triste ed è dura.
Ma è così anche per quelli impiegati nel lavoro
del commercio che devono viaggiare, e per quelli nell'esercito.
E' così per la maggior parte della gente. Credo. E' un'occupazione
pericolosa il solo cercare di vivere. Non c'è altro da
fare che andare avanti. Tutto si trova in un costante stato di
cambiamento, cos' la sfida è accettarlo e conviverci. Quella
frase di Howard Zinn riassume il concetto : "Non puoi essere
neutrale sopra un treno in movimento".
II.
Non capisco come si possa dire ad un qualsiasi tipo di artista
che non vuoi le sue idee personali messe in gioco
C.B.
Non per trattare necessariamente di politica , ma volevo chidereti
del vostro ultimo tour. A Denver, un commento su Bush ha scatenato
una risposta piuttosto negativa dal pubblico. |Durante la performance
della canzone Bushleaguer, Vedder che indossava una maschera da
George W.Bush, se la tolse e la mise in cima all'asta del microfono.
Dopo continuò a cantare la canzone alla maschera. Dopodichè,
gli ci volle un momento per condividere i suoi sentimenti riguardo
il nostro presidente con la folla.| Quando è difficile
per te dare voce al dissenso?
E.V.
Beh, veramente quello era proprio il nostro tour, no? Voi c'eravate.
C.B.
Si, ero con te e l'ho sentito. Non avete un pubblico ristretto,
e quando esprimi un dissenso o un'opinione, è ascoltata
da più di 10000 persone.
E.V.
Beh, dobbiamo chiarire che quella prima notte a Denver, quando è successo, noi non abbiamo sentito nulla di negativo.
E credo di aver parlato con voi il giorno successivo quando siamo
rimasti molto shockati da alcune recensioni che arrivavano. "Dissensi
tra la folla in risposta a commenti anti-bush durante uno show
dei Pearl Jam".
E, sai, quando ve l'ho fatto vedere, anche voi non vi eravate
accorti di nulla.
C.B.
No. In termini del pubblico che voleva andarsene e se questo intacca
il loro amore per voi o per la musica, che non è vero.
Penso che quando di politica scenda un certo silenzio tra la folla
perchè vogliono davvero sentire quel che dici. E credo
che a Denver ci fosse qualche persona che forse non era d'accordo
con te, ma non credo che per questo se ne siano andate.
E.V.
Beh, è quello che ho pensato anche io. Quello che ho pensato
è che sartebbe molto interessante approfondire, osservare
l'effeto che recensioni improprie o irresponsabili, hanno sulle
idee della gente. Questo ha mosso le radio della destra conservativa
e qualsiasi altra cosa nei nastri della CNN e di FOX News. Questa
è la parte spaventosa. Sai, un paio di membri della band
hanno mogli, casee un piao di bambini e vivono in zone normali,
e non è molto sicuro. E poi sentenodo quelle storie impossibili,
per esempio le Dixie Chicks, le loro case bersagli di atti vandalici
e i loro genitori minacciati.
C.B.
Ci sono molti modi per deviare la verità. E adesso in retrospettiva,
essendo alla conoscenza della mancanza di armi di distruzione
di massa, sembra che i media siano daccordo a non fare mai le
giuste domande a questa amministrazione, per non sfidarle mai.
Credo che gli occhi della gente si stiano aprendo e vedano molto
di queste cose adesso.
E.V.
Mi ricordo quando questo era un grande evento nei nostri primi
show. Nel soundcheck voi stavate provando "Fortunate Son"
e io e Jeff stavamo seduti dietro e sorridevamo, perchè
l'avevamo suonata in Australia. E ad un certo punto iniziammo
a suonarla insieme. E alla fine sembrò vera solidarietà,
non si sa bene per cosa. Avevamo le nostre convinzioni, e non
importava per cosa il pubblico avesse pagato per vedere, o ciò a cui fossero aperti, solo suonare quella canzone e stare in piedi
alla fine di Rocking in the free world e stringere la mano di
Corin (Tucker).
C.B.
Si, sono daccordo. Ovviamente con un pubblico largo quanto il
vostro non è possibile che tutti siano d'accordo con te
e con le tue idee politiche. Ti da mai fastidio? Perchè
per altre band è molto alienante.
E.V.
Si, credo che la cosa più frustrante sia che non sai quanti.
Qualche volta riceverò lettere o qualcosa. Mi piace vedere
le due facce di tutto, e riceverò qualcosa di cattivo come
"Chiudi quella cazzo di bocca e suona la tua chitarra".
C.B.
Giusto.
E.V.
Ed è una cosa che proprio non capisco. E' come se Kurt
Vonnegut, o qualche altra persona la cui arte è da me molto
apprezzata, esprimesse i suoi punti di vista, che io sia daccordo
o meno, credo che sarei comunque curioso di sentire quel che dice
e imparare. Ho tutti i diritti per non essere daccordo. Ma solo
per dire "Non dovrebbe farlo" oppure "Questo mi
tratterrà da leggere i suoi libri." Io non ho niente
a che fare con questo. Non capisco come si possa dire ad un qualsiasi
tipo di artista che non vuoi le sue idee personali messe in gioco.
Tutte le volte che penso al rock'n'roll come ad un'arte, so che
Mark Arm sta suonando da qualche parte. Ed è un bene, perchè
è un buon barometro. Credo solo che sia qualcosa che, per
le persone delle quali ho sempre apprezzato la musica e il lavoro,
parte e partita. Beh io quindi sono dalla parte opposta. Voglio
sentire quel genere di cose, specialmente se hanno lavorato duro
per prepararsi l'argomento.
III. "Questa amministrazione ha reso il nostro paese responsabile
nei confronti del mondo."
C.B. Pensi che la musica abbia la capacità di essere politica,
di divulgare movimenti politici, o di far stare la gente insieme?
E.V.
Sì, sai, ho parlato con qualcuno che faceva musica negli
anni '60, e loro sentivano che perfino allora questo non producesse
niente di buono, e che alla fine soltanto i sacchi di corpi provenienti
dal Vietnam fermavano questa cosa (la guerra ndt). E Walter Cornkite,
essendo stato al tempo una specie di padre adottivo per la nostra
nazione, ad un certo punto disse che quello che stavamo facendo
era sbagliato. Questo tenne un po' più sotto controllo
i movimenti pacifisti.
Che io sia daccordo o meno, non so, ma credo sia interessante.
Sono sempre shockato dal numero di votanti, e dal fatto che Bush
sia stato eletto da meno di un quarto degli aventi diritto al
voto. E' una percentuale molto ridotta delle persone che erano
daccordo a votarlo e a metterlo nel suo ufficio come presidente.
E anche questo, cosa pensavano quelle persone? E io non so se
quella gente è così ignorante da pensare che Bush
Jr. - un viziato ragazzo da college, che passa la sua vita a fare
affari, che fallisce nel business, a cui viene risparmiato ogni
grave errore che fa nell'amministrazione, e che riceve gli incarichi
grazie al suo cognome - quante persone hanno pensato che potesse
essere ritenuto un lavoratore, o qualcuno a cui sedersi a fianco
per bere una birra? Non lo capisco. Se pensi a tutta la gente
che non va a votare...
Potrebbe essere il potere della musica. Non so cosa potrebbe spingere
le persone a votare.
C.B.
Nell'attuale stato dell'industria musicale, ci sono alcune band
punk e indie che non sono mainstream e che non passano su MTV.
Per la maggior parte queste bands non sono coinvolte in politica.
E.V.
Credo che stia prendendo piede una cosa, si chiama punkvoter.com,
e insieme a Move-on.org è una cosa piuttosto interessante.
Del genere Rock Against Bush. Spiegano alle persone cosa possono
fare concretamente.
C.B.
E' come Bands Against Bush?
E.V.
Si, una specie. Quello che è chiaro è che stanno
facendo veramente qualcosa di concreto. Sai, devi fare circa questo,
dì "Abbiamo davvero intenzione di avere a che fare
con questa cosa stasera, in un modo o in un altro."
C.B.
Penso che, comunque in parte, debbano predicare al vento, quando
si ha un po' di persone che spiegano gli ovvi motivi del perchè
sono contro Bush. C'è qualcosa da dire sul riuscire a fare
vermante qualcosa di concreto e farlo dovunque tu ti trovi. Qualche
volta ad un nostro concerti dirò qualcosa e realizzerò
"Oh, OK, tutti applaudiscono, beh è stato facile."
E.V.
Sì. Bisogna entrare in un contesto dove non stai necessariamente
predicando al vento. Ma credo che se stai predicando al vento,
come hai detto, bisogna assicurasi che la gente che vuole Bush
fuori dal suo ufficio vada davvero a votare e non stia solo ad
applaudire al tuo show.
IV. "Se 'c'è stato un esame, è stato l'affrontare
la lotta contro la Ticketmaster"
C.B.
Penso, che qualche artista non si senta di prendere una posizione
politca per paura di essere classificato come attore-politico
o musicista-politico. Succede questo quando la tua arte non può
più esistere da sola ed essere multisfaccettata. Sembra
che la gente per questo motivo abbia paura di arrischiarsi verso
una strada di attivismo politico, specialmente sapendo come i
media iniziano a rappresentarti.
E.V.
Questo era parte integrante della conversazione che ho avuto con
la band al tempo in cui ci stava accadendo. Perchè dopo
esserci rivolti alla Bible Belt, siamo andati su in New Jersey
e abbiamo pensato "Ok, ora possiamo anche parlare un po'
più liberamente."
C.B.
Esatto. Oppure suonare Bushleaguer di nuovo.
E.V.
E quando l'abbiamo fatto, si è scatenata la peggior reazione
che abbiamo mai ricevuto, credo.
C.B.
Ah si, quello show ad Hershey in Pennsylvania.
E.V.
Credo che dopo quello show, ci fosse un imponente gruppo di persone
che cantava "U.S.A.", penso che ci fosse un po di distacco
alla fine della canzone di Bush in quel momento. A quel punto,
stavamo parlando del fatto di essere davvero coinvolti, e del
fatto di condividere le stesse idee. Ma poi ci ricordammo di come
abbiamo affrontato un tour dopo la battaglia contro la Ticktmaster
e dopo è diventato una specie di "Ticketmaster tour".
Tutto ciò di cui la gente parlava, e si leggeva nelle recensioni,
è stato l'affrontare la lotta contro la Ticketmaster, e
non solo l'abbiamo affrontata, ma l'abbiamo anche persa. Perchè
doveva esserci un vincitore e un vinto. E' come se ci avesse allontanato
dalla musica. E ci è sembrato, egoisticamente, che stessimo
giocando bene e lavorando duro, ma non era quello che doveva riguardarci.
Riguardava qualcos'altro.
V.
Sono sempre stato grato di essere stato accettato
C.B.
Per quanti anni da quando avete iniziato avete rilasciato interviste
ai media?
E.V.
Beh, penso che sia cambiato tutto dal nostro secondo disco. Credo
che abbiamo tagliato definitivamente con i media, ma poi abbiamo
fatto qualcosa comunque. E' successo quando tutto ha iniziato
a sembrare strano, quando capisci il processo, almeno per quanto
ci riguarda. Era una strana sensazione, come essere co-optati,
ed essere considerati solo un prodotto. Stai cercando te stesso
sulla copertina di 'The All Grunge Special Issue' o di qualcos'altro,
con poster giganti e tutto il resto. E pensi : "Beh, chi
è tutta questa gente? La conosco?" E non che tu sia
turbato ma pensi, "Veniamo pure pagati per questo?"E'
proprio la fuori. E l'unica cosa spaventosa è il sentirsi
super-esposti. Io sono superesposto.
C.B.
E forse non sai più neanche chi sei. Ti capita mai di sfogliare
un giornale, vedere la tua faccia e pensare "ma questo non
sono io"?
E.V.
Beh allora era così. Oppure andare ad una festa di Halloween
e trovare qualcuno che ha tagliato il poster gigante per farci
una maschera.
(ridono)
C.B.
E' successo?
E.V.
Si, si. Pensava che sarebbe stato divertente. Ma ero troppo sensibile
al tempo. Cioè normalmente sarebbe stato divertente ma
non in quelle circostanze. Era difficile mantenere un certo senso
dell'umorismo. Credo che ci sia una frase in 'Morte di un commesso
viaggiatore' :"Non puoi mangiare l'arancia e lasciarmi la
buccia".
E c'erano anche discussioni ideologiche che erano saltate fuori
con la televisione musicale dove avevano progetti e facevano le
cose in una certa maniera, ma io non volevo farle in quella maniera.
Così se avevi l'intenzione di dire no a qualche persona,
alla fine ti trovi costretto a dire di no a tutti.
C.B.
Avevate idea di che musica stavate suonando prima che venisse
etichettata come grunge? Credo che ora ci siano così tanti
generi di musica: ci sono molti più compartimenti. E allora
questa etichetta "grunge" è stata data al suono
delle band di Seattle. Com'è ritrovarsi
a suonare un genere di musica classificato da altri, invece di
dare un nome alla propria musica da soli?
E.V.
Mi sentivo comunque al riparo, perchè avevamo il nostro
linguaggio musicale e funzionava bene. Stone e Jeff suonavano
insieme già da tempo, e ci stavamo integrando in questa
nuova relazione, e lo stavamo facendo in un modo, secondo me diverso.
Era come se fosse davvero il nostro modo. E allora, prima di essere
stati messi insieme a tutte le altre band, per la provenineza
da uno stesso punto geografico, ascoltavo gli Who e leggevo articoli
su di loro e sulla scena moderna. Questo quando avevo 15 anni
e pensavo "Oh dio, se solo potessi esserne parte!".
Non sarebbe stato grande essere in una band che avesse la possibilità
di crescere in un tale ambiente? Al quel tempo ero a San Diego,
e c'era qualcosa che si stava muovendo ma non si trattava di una
comunità estesa. Veniva tutto assorbito da Los Angeles.
Una comunità di gente così calma non si sarebbe
sprecata in un concerto rock. Così sono finito in qualche
modo in una situazione dove c'era una comunità, e dove
c'era un po' di movimento, musicale comunque.
C'era qualche band davvero forte, e quando l'attenzione era fiorente,
era fantastico.
E dato che io ero sempre stato considerato un trapiantato, da
quando ho iniziato ad essere accettato, sono sempre stato orgoglioso
di venire da qui. E amo ancora Seattle, questa zona e queste persone.
Amo davvero Seattle e il Northwest. Sono sempre stato grato di
essere stato accettato e ne sono molto orgoglioso.
Mi ricordo che ad un certo punto ho pensato "Dio, ok.".
Leggevo articoli sugli Who, e pensavo spesso a questa e a quell'era
di musica e pensavo "Wow, ci sono dentro adesso -- questo
è molto eccitante".
C.B. Allora ti sei sopostato a Seattle prima di Ten?
E.V.
Si, credo fosse tra settembre/ottobre, nel tardo 1990 comunque.
I Mother Love Bone se ne erano andati dopo il loro secondo disco,
quando persero Andy comunque. Se andò per via dell'eroina.Credo
che fossero pronti per andare avanti con qualcosa d'altro.
La perdita di Andy aveva dato loro molta energia. Avevano una
band e da un giorno all'altro si sono ritrovati senza, così avevano bisogno di ricominciare da capo con un'altra.
C.B.
Giusto. Ti hanno chiamato per un'audizione oppure eravate amici
e tu hai detto "canto io"?
E.V.
Esatto!
(ridono)
E.V.
Avevo mandato loro un nastro attraverso Jack Irons. Loro avevano
detto "Se conosci qualche cantante...". Era solo un
nastro casuale che avevo fatto mandare a Seattle. Loro avevano
fatto un po' di pezzi strumentali, credo incisi con Matt Cameron.
Penso che più di metà di questi finirono su "Temple
of the Dog" e quelli scritti da me sui nostri dischi.
C.B.
Qual è la prima canzone che hai scritto per i Pearl Jam
della quale ti sei sentito molto orgoglioso?
E.V.
Penso la prima sul quel nastro, c'erano 3 canzoni su quel nastro.
Alive era una di quelle. Black anche e pure Once. Sono uguali
ad allora. E sono piuttosto belle. Abbiamo registrato molto, ci
esercitammo per una settimana e registrammo tutto l'ultimo giorno.
Credo di essere tornato a casa con un nastro di 11 canzoni, e
molte di quelle sono su Ten. E di nuovo, sembrava che molte cose
a cui avevo partecipato prima fossero derivate ed eccessivamente
derivate, e invece questa aveva una sua linea.
VI.
Ho iniziato con i Jackson Five... sono cresciuto in una specie
di gruppo-familiare
C.B. Io e te abbiamo giocato a scarabeo un paio di volte durante
il tour, e ho notato che sei una delle persone meno competitive
con le quali abbia mai giocato. Avrebbe potuto essere solo il
vino, ma ci sono aree in cui sei competitivo?
E.V.
Certamente non in campo musicale. La compettizione fa bene, se
presa in dosi giuste. Quando qualcuno si fa troppo impudente nella
vittoria, può rovinare l'aspetto positivo. Allora questo
qualcuno deve essere distrutto. (sorride). Giustizia deve essere
fatta. Il problema è che qualche volta tocca a me.
C.B.
Vedi mai certe band promettenti che vengono elogiate e speri che
spariscano?
E.V.
No. Non sempre se è una band che mi piace spero che sopravviva.
E ammetto che se è musica scadente, spero che non ce la
facciano e che vadano via. Semplicemente perchè ci sono
fin troppe grandi band che dovrebbero essere ascoltate.
C.B. Suonavi in una band alle superiori? Quand'è stata
la prima volta che hai suonato in pubblico?
E.V.
Mi ricordo qualche specie di festa di quartiere a San Diego. Avevo
un paio di piccole band, eravamo 5 ragazzi che lavorano tutti
alla drogheria. Non era un granchè comunque perchè ad uno piacevano i Cars, ad un altro gli Eagles e a me gli Who.
Oddio...
C.B.
Non si può fare Eagles-Cars-Who!
E.V.
No, era terribile.Era proprio terribile.
C.B.
Così il batterista cantava, e avevate un tastieriesta?
E.V.
Si, a cui piacevano gli Styx.
C.B.
Sul serio?
E.V.
Davvero. Ma bisogna attraversare queste situazioni.
C.B.
Vero. Ti ricordi la prima volta che hai ascoltato la tua voce
registrata?
E.V.
Beh, probabilmente fin da quando ero piccolo. Mi piacevano molto
registratori e cose simili. Così scrivevo canzoni, e mi
ricordo che le scrivevo anche quando ero molto piccolo.
Scrivevo delle frasi e delle frecce sopra, 2 frecce se dovevo
andare molto in alto. Questo quando avevo 7 o 8 anni. Mio padre
morì di sclerosi multipla, e io non lo conobbi se non dopo
la sua morte. Credo che fosse un musicista, magari quindi si tratta
di genetica, era un lounge singer.
C.B.
Davvero?
E.V.
Si, suonava con la tazza appoggiata sul piano. Cose del genere.
C.B.Hai
mai ascoltato qualcosa registrato da lui?
E.V.
Si, ho un nastro.Cè una canzone del genere di Gordon Lightfoot.
Lo stesso tipo di voce di Gordon Lightfoot. Poi c'è n'è
un'altra che ha scritto dove c'è il mio nome dentro. E'
bello sentirlo.
C.B.
Quando sei nato era lui c'era? O i tuoi genitori avevano divroziato?
E.V.
Credo che lo fosse. Per un paio di anni, però non me ne
ricordo. E poi si sono separati e mia madre si è risposata.
E dopo lui non è stato più nominato.
C.B. è una cosa piuttosto intensa...
E.V.
Ed è anche stato interessante. Perchè io avevo 3
fratelli minori, e i nostri genitori non volevano che ci sentissimo
diversi. E infatti funzionò: intendo, eravmo molto vicini.
C.B.
Hai mai suonato con i tuoi fratelli in qualche riunione di famiglia?
E.V.
Si, abbiamo suonato una canzone a mia madre per il suo sessantesimo
compleanno. Abbiamo suonato "Long may you run"e "Let
my love open the door". E' stato fantastico.
C.B.
Adoro quella canzone di Pete Townshend. Che tipo di musica hai
ascoltati durante la tua crescita? Chi ti ha ispirato?
E.V.
Beh, ho iniziato con i Jackson Five, una specie di gruppo familiare,
dove c'erano fratelli neri e sorelle irlandesi, e c'erano le basi
in quella musica. Erano i tardi anni '60 e i primi '70 e giravano
tanti dischi della Motown. Ero a Chicago. Sly and the Family Stone,
c'era tanto della Motown .
Anche Stevie Wonder. E poi c'erano i Jackson Five nei quali potevo
identificarmi perchè erano bambini. Così da li mi
sono spostato alle musiche di The Last Waltz. C'era Bob Dylan,
Neil Young, Ron Wood, Muddy Waters e Van Morrison. Questa gente
è stata ingranata nella mia testa, e li amavo. E poi rubavo
i dischi a mio zio, e lui me lo lasciava fare. Chiamava solo mia
madre e le diceva :"E' li che si trova il disco?". E
lei diceva:"Si.". Era bello quando avevo 7 - 8 anni,
potevo ascoltare Woodstock e metter su Country Joe e i Fish con
i miei amici.
C.B.
Per caso eri inserito nella scena punk californiana? Quando parli
di feste di quartiere, è indicativo della tua scena? Oppure
eri tra gli skaters o i surfisti?
E.V.
Sai, non c'era nessuna scena. Ero solo in una specie di periferia,
e l'onda non sono arrivate fin li. E penso che un'altra cosa è
che i miei genitori si sono separati quando ero un teen ager e
io avevo un lavoro.Non potevo tenere un taglio alla moicana. C'era
un ragazzo nella mia scuola che era il genere di ragazzo ribelle-punk-rock,
e lui aveva quel look. L'unica cosa che potevo fare era indossare
la mia camicia alla moda o la mia maglietta dei Pil. Ma dovevo
lavorare alla drogheriae fare lavori di costruzione e via dicendo.
Si, avevo l'età giusta per questo.
Perfino Thurston Moore mi ha chiesto la stessa cosa. Ha commentato
:"Dio, ma eri pronto per quello". E io ho risposto "Si,
me lo sono perso".
C.B.
Succedeva intorno a te.
E.V.
Sai, io avrei voluto esserne parte. Sarebbe stato grandioso e
probabilmente mi avrebbe cambiato musicalmente, un po'. La cosa
più eccitante da fare quando ero la era andare a vedere
il Dance Craze di mezzanotte. Mi fa venire in mente quell'orda
di ragazzini, che probabilmente ora comprerebbero la loro musica
via internet. Credo che Jeff Ament fosse nelle stesse condizioni,
lui ordinava musica dai cataloghi. E' cresciuto in una città davvero piccola. Devi scoprirlo da sola. Non esisteva praticamente
nessuna scena ed ti sentivi un po' ostracizzato, o non frequentavi
la gente giusta. Dio, che tempi.
VII.
E' con la fiducia del pubblico che possiamo andare avanti
C.B. E' un tentativo di rendere la musica piu accessibile l'idea
che c'è dietro tutti i bootlegs che avete fatto uscire?
Oppure è più una risposta per contenere l'ammontare
dei bootlegs illegalio dei dowload?
E.V.
Si, un po' tutti e due. Prima ho detto che mi interessavo molto
di registratori. Lavoravo in quel drugstore. Lavoravo la quando è uscito il primo registratore-walkman . Mi intrufolavo
con il mio ai concerti e registravo lo show per me stesso. Non
ho mai fatto copie o altro. Mi piaceva tantissimo. Mi piaceva
l'idea di aver la possibilità di rivivere l'esperienza.
Proviene tantissima energia dai concerti, specialmente da quelli
buoni, che sono molto movimentati. E quell'energia, non ha importanza
quanto lo show sia stato grande, si disperde nel giro di due setimane
o un mese. E questo era il mio modo per riportarmi la in quel
grande spazio. La prima volta che ho visto gli Who è stato
nel 1980. Avevo circa 15 anni; Per la prima metà dello
show, non ero in grado di accettare il fatto che quei 4 ragazzi
stavano li nello stesso posto. A quel punto, il modo in cui ho
pensato alla geografia e al modo in cui ero stato educato, ero
spaventato dal resto del mondo. Non avrei mai pensato di viaggiare.
Non era parte della mia educazione. Londra poteva benissimo essere
Marte, sai?
C.B.
Esatto.
E.V.
E poi sono arrivati gli dei del rock e ci hanno benedetti. Davvero,
l'eccitazione di vederli per la prima volta. Fare un buon nastro
di uno show non è un'impresa facile. Inevitabilmente c'è qualcuno che urla di fianco a te o che discute con la fidanzata
vicino a te.
Anche la gente ch è venuta con te continua a parlare nel
microfono. E tu pensi "Oh dio, so che questo è solo
uno show, ma lo ascolterò 350 volte!".
C.B.
Già, ed è interessante anche quando penso alla gente
che si porta dietro una loro equipment per la registrazione. Posso
capire il ragionamento che c'è dietro ma il suono è orribile. Mi ricordo quando ero una teenager, lo facevo anche
io a Seattle, registravo i concerti e li ascoltavo in continuazione.
Non erano per niente precisi, erano solo statici.
E.V.
Si, cioè dovevi proprio ascoltarli in cuffia e chiudere
gli occhi. Le tue orecchie dovevano fare il lavoro e allore ne
avresti tratto qualcosa.
C.B.
E' molto catturare l'esperienza e avere un documento che dice
che tu eri la. Dopo che siamo stati in tour insieme avevo qualche
bootleg. Ero curiosa di sentire lo show più sfumato e cogliere
qualcosa che non avevo percepito la prima volta, o perfino avere
le tue battute sul nastro, è interessante. E credo che
per i vostri fans sia una cosa che li fa sentire speciali. Hanno
la possibilità di sperimentare qualunque show loro desiderino,
che ci siano o non ci siano stati.
Sembra essere una delle tante cose che fate per avere una connessione
piu diretta con i fans, cosa molte altre band non fanno. A me
sembra che non aver ricominciato a fare intereviste abbia creato
un avvicinamento ai fan. C'era una connessione che poteva esserci
solo tra voi e loro. Non avrebbero letto niente di voi e neanche
un intervista. Non avrebbero visto un video su MTV. Improvvisamente
l'esperienza è diventata solo live, che è unica.
E.V.
Beh, abbiamo sicuramente ridotto il nostro pubblico di un bel
po', specialmente il pubblico che compra i dischi, fino al punto
in cui siamo riusciti in un perfetto atto di sabottaggio.
C.B.
Ti ricordi quando hai deciso, come dicevi prima, di dire no ai
media e a Mtv? Ti hanno criticato queste istituzioni? E sei mai
stato criticato dalla tua etichetta e dal tuo manager?
E.V.
Credo che quello che succede quando qualcosa ha successo, poi
la gente ha fiducia in te in certi modi per cui la fiducia ti
viene revocata. Non credo si tratti di ego, ma stai pensando e
stai dicendo che eravamo un prodotto di successo. E questo decisamente
sfida ciò che vediamo mentre suoniamo e riceviamo reazioni
da una folla che non credo si ricevano normalmente. Credo che
qualcosa di davvero speciale stesse accedendo. E poi era un insulto,
sai ovviamente c'è di mezzo il marketing e anche l'esposizione
di Mtv, e tutto il resto. Ma una volta che ci sei dentro non ha
niente a fare con te. Vuoi il potere per essere nella musica,
e i soldi per raggiungere la musica e la connessione con la gente
che va agli show. Vuoi lottare contro questo e dici "OK,
non siamo solo una saponetta con una confezione creata da voi
che ora vende copie e vi sta facendo guadagnare un casino di soldi."
Capisci quello che dico? C'è molto che succede qui, e questo
è tutto, non credo ce la facciano, o che ce l'abbiano fatta
o che dicano di avercela fatta.
C.B.
In qualche modo avete dimostrato che questo era vero. La connessione
alla musica tra il vostro successo e i fan non dipende dai media.
L'avete mantenuta nonostante non facciate video, i vostri pezzi
non siano passati su radio mainstream, e non una pioggia di interviste
in concomitanza con l'uscita degli album, un seguito proprio devoto.
Sembra che abbiate preso una strada di pensiero sulla musica,
un'ideologia che i fan condividono. Andando ai vostri concerti
e vedendo i vostri fan ho capito che a nessuno la importa di Mtv.
Fanno sembrare tutte quelle cose futili.
E.V.
E' con la fiducia del pubblico che possiamo andare avanti. Non
avremmo potuto fare nulla senza di loro. E credo sia successo
anche prima. Forse anche ai Monkees. Sai, i Monkees volevano suonare
sul loro proprio disco e volevano suonare le loro canzoni e nessuno
ha mai sentito quel disco. Penso che diverse band l'abbiano fatto
o abbiano provato a farlo prima, ma credo che siamo stati solo
fortunati.
C.B.
Pensi che ne sia valsa la pena? Hai barattato un massiccio ammontare
di soldi e la celebrità in senso piu ampio, per ottenere
controllo sulla tua arte.
E.V.
Beh, la cosa positiva dei soldi è che puoi farci cose buone.
Credo che ci sia ancora qualcosa che deve essere fatto e dobbiamo
guadagnare più soldi per la pena di morte, per esempio
il caso di West Menphis Three, possiamo trovare un modo per fare
qualcosa. E' più difficile che firmare un assegno, ma si
può ancora uscire e fare qualcosa. |