LA
CANZONE DI "BIG FISH" PESCA GROSSA PER I PEARL JAM
"MAN OF THE HOUR" CANDIDATA PER IL GOLDEN GLOBE
Tim Lammers
Traduzione
a cura di Filmippo
Quest'anno "Big Fish" ha ricevuto diversi voti nei vari premi cinematografici
svoltisi fino ad adesso, con numerose nomination sia presso il Broadcast
Film Critics Association, che ai Golden Globe: non solo sono stati
tutti catturati dalla fantasiosa regia di Tim Burton e dalla appassionata
interpretazione di Albert Finney, ma anche la canzone "Man
of the Hour" ha avuto l'apprezzamento dei votanti.
Scritta dal membro dei Peggem, Eddie Vedder e suonata dalla band,
l'intensa ballata ha ottenuto la nomination come migliore canzone
originale in entrambi i concorsi. E se nell'industria musicale i
Pearl Jam sono soliti ricevere apprezzamenti, il loro riconoscimento
nel campo cinematografico, invece, è tutt'altra cosa.
"Siamo scioccati da tutto ciò. Per noi è già
stata una grandissima sorpresa ricevere una qualunque nomination
per qualsiasi cosa, e quindi siamo molto onorati" mi ha detto
il chitarrista solista Mike McCready in una recente intervista per
"@ the Movies".
"La nostra band non ha mai lavorato con lo scopo di vincere
dei premi, e così quando succede è solo la ciliegina
sulla torta. Ti fa un po' sorridere - non saprei come spiegarlo
meglio".
Mentre sulla scene musicale i Pearl Jam (di cui fanno parte anche
Matt Cameron, Stone Gossard e Jeff Ament) si sono messi in luce
fin dall'inizio degli anni 90, il gruppo di Seattle raramente partecipa
a progetti cinematografici. Nel film del 1992 di Cameron Crowe "Singles"
interpretavano la band grunge di Seattle; e, sempre con Crowe, McCready
ha partecipato a "Almost Famous" - la autobiografica storia
del regista che racconta di un regista e dei suoi primi giorni come
giornalista rock.
"Ho fatto qualche assolo di chitarra per il gruppo Stillwater;
quando ascolti quegli assoli, quella è opera mia" dice
McCready. La moglie di Crowe, nonché cantante e compositrice
degli Heart, Nancy Wilson mi ha tirato in mezzo al film e mi ha
chiesto di suonare qualche assolo in stile anni 70 e allora ho attaccato
con Peter Frampton. E' stato molto divertente." L'attore che
"suona" gli assoli di McCready nel film, era Billy Crudup,
che per uno strano caso è uno dei protagonisti di Big Fish.
Il film racconta il rapporto tra Ed Bloom (Finney) e il suo alienato
figlio William (Crudup); rapporto che diventa teso a causa della
frustrazione di William riguardo all'abitudine del padre di raccontare
storie assurde.
Ma quando William capisce che il padre è molto malato, rivive
i ricordi delle storie (raccontate in flash-back, con Ewan McGregor
che interpreta il giovane Ed) nello sforzo di comprendere meglio
chi fosse veramente suo padre. Jessica Lange e Alison Lohman sono
le co-protagoniste che interpretano la moglie di Ed, nonché madre di William da giovane (la Lohman) e da vecchia (Lange).
Mentre la colonna sonora di molti film utilizza musiche già
esistenti, "Man of the Hour" è stata scirtta specificatamente
per questo film. Burton ha cercato proprio i Pearl Jam per realizzare
la canzone, che accompagna i titoli di coda. Le battute introduttive
della canzone sono perfette per sottolineare le suggestive scene
finali del film.
"Siamo rimasti molto sconvolti dal film," dice McCready
parlando delle sensazioni che hanno ispirato la canzone. "Io
e Eddie eravamo lì che ne parlavamo, dopo averlo visto, entrambi
con gli occhi lucidi. Eravamo molto emozionati e trascinati dall'immaginazione
e dai sentimenti che abbiamo provato a causa del film."
McCready racconta che non ci è voluto molto perché
Vedder scrivesse "Man of the Hour" - infatti andò
a casa e scrisse la canzone la sera stessa in cui videro il film.
McCready racconta che Vedder aveva già una traccia da far
ascoltare al gruppo il giorno dopo, e che incisero la canzone 4
giorni più tardi.
E se 5 giorni sono sicuramente un tempo brevissimo per scrivere
e registrare una canzone, McCready si dice comunque felice che il
gruppo si sia fatto trascinare dagli impulsi immediati anziché
stare a pensarci troppo sopra. La spontaneità - sostiene
- trasmette la vera linfa vitale all'interno di una canzone.
"Come musicista, se tendi a analizzare eccessivamente una parte
della canzone o la canzone stessa, ne porti via tutta l'anima"
dice McCready. "Puoi cogliere il feeling di una canzone se
la registri velocemente. Se ne riesci a cogliere il feeling, questo
è la cosa più importante."
McCready dice che la ricompensa fondamentale è quando hai
terminato un progetto sapendo che questo in qualche modo ti ha cambiato,
anche solo in piccola parte. Ma la sensazione che gli è rimasta
dal progetto "Big Fish" è stata molto grande.
"Mi ha coinvolto spiritualmente" spiega McCready. "Mi
ha fatto pensare ai rapporti tra me e mio padre. Mio padre non è come lui, ma io conosco un sacco di gente che somiglia al personaggio
che Albert Finney interpreta, e le storie che raccontano. Sono veramente
sinceri? E' veramente importante? Io gli voglio bene lo stesso."
Il chitarrista racconta che la band era così contenta della
canzone, che l'hanno suonata dal vivo il giorno successivo alla
registrazione. E la cornice non avrebbe potuto essere migliore:
è stato durante un concerto di beneficenza a favore del Seattle's
YouthCare Organization, un'associazione che aiuta i giovani senzatetto.
McCready dice che è sempre stato nell'animo dei membri della
band di essere d'aiuto alla società, in qualsiasi maniera.
"Dal momento che abbiamo la possibilità di farlo, penso
che sarebbe stata una mancanza, nei nostri sforzi umanitari, non
mettere su uno spettacolo per raccogliere fondi e sensibilizzare
la gente sulle organizzazioni come YouthCare", dice McCready
"Lo facciamo perché è la cosa giusta da fare.
Abbiamo sempre operato in questo modo e speriamo di continuare a
farlo. Ti fa sentire bene, essere parte integrante della soluzione
a un problema."