YOU CAN'T BE NEUTRAL ON A MOVING TRAIN
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Di seguito verranno elencate le varie sezioni
che compongono questa nuova pagina web del sito
dedicata all'attivismo:

 

E' attivo un thread sul forum di PJOnLine chiamato:

YOU CAN'T BE NEUTRAL ON A MOVING TRAIN

dove potrete segnalare, dopo esservi registrati, associazioni che vi stanno a cuore, siti web, libri o documentari che vi hanno 'ispirato' e che pensate potrebbero fare lo stesso anche con altre persone.

Se invece stata cercando informazioni sulle cause/associazioni sostenute dai Pearl Jam, vi invitiamo caldamente a visitare la sezione 'activism' del Ten Club >> LINK

 

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ASSOCIAZIONI/CAUSE
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FREE THE WEST MEMPHIS THREE

Quello dei 'West Memphis Three' ('I Tre di West Memphis') è un ormai celebre caso di cronaca giudiziaria negli Stati Uniti, ma anche nel resto del mondo. Nel 1993 a West Memphis, Arkansas, tre bambini vengono brutalmente uccisi. L'opinione pubblica, inorridita, pretende che si scoprano subito gli autori dell'orrendo delitto. La polizia, dopo brevi e superficiali indagini (come succede sovente negli Usa), arresta tre giovani adolescenti, Damien Echols, Jessie Misskelley (un minorato mentale) e Jason Baldwin, la cui unica 'colpa' è di indossare magliette heavy metal e avere un look 'strano' e li accusa di omicidio di stampo satanico. A seguito di un processo altrettanto frettoloso e superficiale, i tre, rinominati “West Memphis Three”, vengono condannati a pene esemplari (l'ergastolo per Misskelley e Baldwin, la pena di morte per Echols) e sbattuti in carcere, dove sono tuttora detenuti. Questa associazione, costituitasi in difesa dei tre ragazzi, lotta da tempo per la revisione dell'indagine e del processo.

 

INTERNATIONAL CAMPAIGN FOR TIBET

Campagna internazionale in favore del Tibet. Lavora per promuovere i diritti umani e le libertà democratiche per il popolo dei Tibet. La sede europea, ad Amsterdam, è gestita da Tibetani in esilio.

 

NEUROTHON

Neurothon è una ONLUS che ha come principale obiettivo quello di finanziare, promuovere ed incentivare la ricerca sulle cellule staminali cerebrali per la cura delle malattie neurodegenerative e delle lesioni midollari.

 

NO VIVISEZIONE

Fare qualcosa per combattere la vivisezione non è semplice, perché si tratta di intervenire a livello legislativo, far pressione sulle industrie, e far cambiare la mentalità di chi esegue i test (industriali, o per ricerca). Non è una scelta individuale, di cui ciascuno di noi è unico attore, come può esserlo il vegetarismo, ma occorre agire sugli altri , su chi prende le decisioni. Per noi e per gli animali. Tuttavia, ciascuno di noi può dare il suo contributo, fin da subito , in vari modi. Qui ne suggeriamo alcuni (continua...)

ENPA

Ogni animale ha diritto all'esistenza al rispetto alla protezione. L'Ente Nazionale Protezione Animali ( E.N.P.A. ) è la più antica associazione protezionista presente in Italia: le sue origini risalgono infatti in 1871 anno in cui Giuseppe Garibaldi fondò in Italia una società per la protezione animali.

 

CHIUDERE MORINI

L'allevamento Stefano Morini S.a.S. di S.Polo D'enza (Reggio Emilia) vende animali, mangimi, segatura e attrezzature ai laboratori (ditte farmaceutiche e università) dove si pratica vivisezione. Dal 1953 Morini è complice della tortura di animali nei laboratori, infatti il suo motto è "Dal 1953 al servizio della ricerca Bio-Medica". Dentro Morini sono attualmente presenti più di 600 beagle e centinaia di topi, ratti, porcellini d'india, criceti e conigli. Questo allevamento esiste dal 1953 ed è da diversi anni di proprietà di Giovanna Soprani moglie del defunto Stefano Morini, gestito dai suoi figli: Marta, Rita e Paolo Morini Tra i clienti di Morini figurano i maggiori centri di ricerca italiani, ma anche laboratori in Francia, Spagna, Ungheria ed Israele. La loro attività è stata nominata spesso dai media dopo che un camion carico di cani beagle era stato fermato per una casualità nel maggio 2002 dalla polizia stradale. (continua...)

 

GREENPEACE

Greenpeace è un'associazione non violenta, che utilizza azioni dirette per denunciare in maniera creativa i problemi ambientali e promuovere soluzioni per un futuro verde e di pace. Greenpeace è indipendente e non accetta fondi da enti pubblici, aziende o partiti politici.

WWF

Il World Wide Fund for Nature è la più grande organizzazione mondiale per la conservazione della natura. Nato nel 1961, è presente nel mondo con 24 organizzazioni nazionali, 5 organizzazioni affiliate e 222 uffici di programma in 96 paesi. Oltre 5 milioni di persone in tutto il mondo con il loro aiuto permettono al WWF di sostenere la sua sfida: oltre 2.000 progetti concreti ogni anno per la tutela della biodiversità e per creare un mondo dove l'uomo possa vivere in armonia con la natura.

 

AMNESTY INTERNATIONAL

La visione di Amnesty International è quella di un mondo dove i diritti sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e dagli altri documenti sulla protezione internazionale siano riconosciuti, garantiti e tutelati. Amnesty svolge ricerche e azioni per prevenire e far cessare gravi abusi dei diritti all’integrità fisica e mentale, alla libertà di coscienza e di espressione e alla libertà dalla discriminazione. Amnesty, inoltre, denuncia gli abusi commessi dai gruppi di opposizione, assiste i richiedenti asilo politico, sostiene la responsabilità sociale delle imprese e si batte per un trattato internazionale sul commercio di armi.

 

NESSUNO TOCCHI CAINO

Nessuno tocchi Caino è una lega internazionale di cittadini e di parlamentari per l’abolizione della pena di morte nel mondo. E' un'associazione senza fine di lucro fondata a Bruxelles nel 1993 e costituente il Partito Radicale Transnazionale.

 

EMERGENCY

Emergency è un'associazione italiana indipendente e neutrale, che offre assistenza medico-chirurgica gratuita e di elevata qualità alle vittime civili delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà. Emergency promuove una cultura di solidarietà, di pace e di rispetto dei diritti umani.

 

OXFAM

Oxfam International è una confederazione di 13 organizzazioni non governative che lavorano con 3.000 partners in più di 100 paesi per trovare la soluzione definitiva alla povertà e all'ingiustizia. Oxfam lavora con le comunità locali, a fianco delle reti e delle organizzazioni, per uno sviluppo sostenibile , anche in condizioni di emergenza, e per promuovere campagne di sensibilizzazione in tutto il mondo.

 

LIBRI
Consigliati da www.pearljamonline.it

 

STORIA DEL POPOLO AMERICANO. DAL 1942 A OGGI (di Howard Zinn)

Quando, negli anni settanta, Howard Zinn concepisce il progetto di una "Storia del popolo americano", ha all'attivo vent'anni di insegnamento e di militanza politica. L'esperienza gli ha dimostrato che nelle scuole e nelle università domina incontrastata una visione univoca della storia degli Stati Uniti, interpretata come il cammino trionfale di una nazione compatta verso la realizzazione dei suoi ideali. A giustificare ogni cambiamento, in politica interna come estera, viene postulato un misterioso interesse comune più forte delle differenze e delle lotte di classe, che ignora i sacrifici e i costi umani del progresso. Si sa, sono i vincitori a scrivere la storia, ed è per questo che sono tanto rari i cenni all'altra faccia dell'America: il genocidio iniziato dopo lo sbarco di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo, le atrocità che hanno accompagnato l'espulsione dei nativi dalle loro terre, le discriminazioni razziali che in nessun altro paese al mondo si sono manifestate in modo più massiccio e durevole.

 

LA GUERRA GIUSTA (di Howard Zinn & Gino Strada)

Howard Zinn, il più importante storico americano, e Gino Strada, chirurgo, fondatore di Emergency (associazione umanitaria italiana per la cura e la riabilitazione delle vittime di guerre e delle mine antiuomo), si trovano in sintonia su molte cose, prima fra tutte l'avversione per tutte le guerre. Una importante conferenza tenutasi a Roma, durante la quale hanno tenuto desta l'attenzione di oltre mille persone sull'argomento, è integralmente documentata in questo libro. Le parole di Zinn sono molto semplici, comprensibili per chiunque; le foto che le accompagnano sono di Moises Saman, uno straordinario fotoreporter che combatte la guerra con la macchina fotografica. Prendendo spunto dalla frase di Einstein, Howard Zinn è stato chiaro sulla necessità che il mondo ha, se vuole sopravvivere, di far cessare tutte le guerre, di dichiararle tabù esattamente come il cannibalismo: “è semplice, non ce le possiamo più permettere, le guerre. Ci vuole tempo” ha detto. Il lavoro per la pace è continuo, perché la guerra giusta, l'unica guerra giusta, è quella contro la guerra.

 

NON IN NOSTRO NOME (di Howard Zinn)

Ci sono vari modi di rendere accettabile un conflitto: si può chiamarlo 'guerra giusta' e affermare che si combatte per gli ideali più aIti e nobiIi, si possono usare eufemismi come 'bombe intelligenti' o 'bombardamenti chirurgici' per nascondere il fatto che si muore comunque. E' quello che hanno sempre fatto gli Stati Uniti, dalla Prima guerra mondiale fino all'offensiva odierna contro il terrorismo. Ma gli interventi militari della 'sentinella del mondo' non si sono mai ispirati al principio di autodeterminazione dei popoli o a un più generico amore per la giustizia. Un esempio per tutti: gli Stati Uniti (che possiedono il maggior numero di armi di distruzione di massa e non hanno mai esitato a usarle) insistono sulla necessità di tenere sotto controllo, anche con la forza, gli arsenali dell'Iraq, ma non quelli dei paesi che sono loro alleati commerciali. Dal Vietnam alla guerra del Golfo, dai bombardamenti in Jugoslavia fino alle azioni in Afghanistan dopo l'11 settembre: se osserviamo ciò che è successo fino a oggi è indubbio che gli interessi economici e politici hanno vinto su ogni considerazione umanitaria. Da anni Howard Zinn è impegnato a sostenere un pacifismo intransigente, da quando durante la Seconda guerra mondiale sganciava bombe sulle città tedesche senza sapere se i bersagli colpiti fossero civili o militari. Un pacifismo che non voglia apparire velleitario deve però avanzare proposte persuasive, capaci di incidere sulle scelte politiche. "Non in nostro nome" vuole rispondere a questa necessità, nella convinzione che il patriottismo più autentico si esprima nella resistenza spontanea, che può nascere solo in seno alla società civile.

 

DISSENTO Storie di artisti in tempo di guerra (di Howard Zinn)

Secondo l'autore, ogni tipo di partecipazione civile, compresi dissenso e disobbedienza, rappresenta la più alta forma di democrazia e il nodo cruciale per avviare cambiamenti concreti e per migliorare il sistema sociale. L'autore sostiene che criticare il proprio governo, porgli questioni e ribellarsi all'autorità costituita per crearne una nuova, le cui basi poggiano su pace e giustizia sociale, è l'unica vera forma di patriottismo. In questo libro, facendo riferimento a episodi del passato e del presente, Zinn mette al centro dell'attenzione il ruolo di artisti, intellettuali ed editori indipendenti; gli unici capaci di svincolarsi da ogni tipo di pressione e di servilismo, gli unici in grado di dire no, come nemmeno i giornalisti sanno fare più. Il libro si compone di quattro brillanti saggi nei quali il tema conduttore è il nesso arte e dissenso: in essi lo storico riesce a rivolgersi direttamente all'artista che ognuno ha dentro di sé, ricordando tutte le piccole storie eroiche in cui quello stesso artista si è tenacemente ribellato, cambiando la storia.

 

DISOBBEDIENZA E DEMOCRAZIA. Lo spirito della ribellione (di Howard Zinn)

In questa raccolta dell'importante storico progressista statunitense la cultura dell'accademico si fonde con la passione dell'uomo, con la convinzione profonda che qualsiasi scelta di campo - nella politica, nei rapporti internazionali o nell'economia - metta in gioco l'umanità di ciascuno. L'opera è suddivisa in quattro sezioni tematiche: "razza", "classe", "legge", "mezzi e fini", e mette a nudo alcuni degli aspetti e dei temi più scabrosi della vita sociale ameicana ripercorrendo anche episodi drammatici o svolte cruciali della storia degli Stati Uniti.

 

LA FABBRICA DEL CONSENSO (di Noam Chomsky - Edward E. Herman)

Un giornalismo aggressivo, ostinato, sempre presente sul luogo dell'evento e sempre impegnato nella ricerca della verità: che la realtà dei giornali non corrisponda a questo modello Noam Chomsky e Edward E. Herman non si accontentano di affermarlo, lo dimostrano. E provano, dati alla mano, come sia un occulto consenso d'élite a dar forma alle notizie. Il loro studio lucido e particolareggiato svela, con ricchezza d'esempi, il meccanismo attraverso cui il mondo dell'informazione mobilita l'opinione pubblica per sostenere e difendere gli "interessi particolari" che dominano nella società.

 

LA DEMOCRAZIA DEL GRANDE FRATELLO (di Noam Chomsky)

Lo aveva profetizzato George Orwell. Lo aveva intuito Orson Welles, che per il suo capolavoro sul mondo dei media si giocò la carriera. Ma il cinico protagonista di "Quarto potere" fa sorridere se paragonato ai nuovi colossi dei media denunciati in questi scritti dedicati a uno dei gangli vitali della democrazia: il pluralismo dell'informazione e la libertà di stampa. La macchina da indottrinamento al servizio di potentissimi, e occulti, poteri finanziari è per Noam Chomsky il vero Grande Fratello della società americana e occidentale. Un sistema di propaganda perfetto che si regge su due pilastri. II primo sforna fiction, soap, reality show e sport per distrarre gli interessi della gente dai problemi reali e dispensare l'impressione di vivere nel "migliore dei mondi possibili". Il secondo indirizza le opinioni di lettori e spettatori, formando convenientemente le nuove classi dirigenti. Il risultato è quello di assopire le coscienze e impedire una reale partecipazione. Per rendere la democrazia una luccicante scatola vuota.

 

11 SETTEMBRE. LE RAGIONI DI CHI? (di Noam Chomsky)

Il mattino del 12 settembre i quotidiani del mondo intero titolano in tutte le lingue: "Attacco all'America". Un messaggio la cui forza sconvolgente non è dovuta soltanto all'entità della sciagura, ma anche alla novità assoluta dell'attentato al World Trade Center e al Pentagono. L'evento si presta a molteplici interpretazioni, e soprattutto ci pone tante domande sul futuro degli equilibri internazionali, della vita civile e della pace: giornalisti di tutto il mondo hanno voluto interpellare uno degli intellettuali militanti più ascoltati negli ultimi anni. Un americano. Una voce contro. Questo libro raccoglie gli interventi di Noam Chomsky nel mese successivo a quel martedì. Si può vincere il terrorismo? Chi è il nemico che ha lanciato l'attacco? Per quali torti sarebbero stati puniti gli Stati Uniti? In che misura l'attentato ha a che fare con la globalizzazione economica? E' possibile un dialogo fra Islam e Occidente? A queste e molte altre domande l'autore risponde scansando le interpretazioni troppo semplicistiche che sono state avanzate, su fronti opposti, nelle stesse settimane. Chomsky, a caldo, propone una visione complessa dei rapporti fra America, Europa e Oriente, ricordandoci eventi del passato recente di cui avevamo perduto la memoria: da Kabul, 1979, a Beirut, 1985, da Baghdad, 1991, ad Al Shifa (Sudan), 1998; dalla tragedia del popolo curdo all'attacco statunitense al Nicaragua. L'America è davvero il nemico del terrorismo?

 

STUPID WHITE MEN (di Michael Moore)

Michael Moore è ormai diventato leggendario per essere la voce che si è alzata forte e chiara negli Usa contro la politica del 'regime Bush' e dell'establishment a stelle e strisce. Il suo discorso di accettazione dell'Oscar per "Bowling a Columbine" nel pieno dell'invasione dell'Iraq ha rappresentato uno dei momenti più alti di condanna morale e politica di tutto un sistema di potere che si fonda sulla guerra e sullo sfruttamento economico della paura. Con "Stupid White Men" Michael Moore ci regala un ritratto del suo Paese molto diverso dalle oleografie ufficiali fatte di supremazia tecnologica e prosperità diffusa e si rivela la migliore incarnazione di quell'ideale di libertà di pensiero e di espressione che in passato ha reso grande l'America. Moore racconta tutto quello che dovete sapere e non avreste mai osato chiedere sugli "Stupidi Uomini Bianchi" della Giunta Bush. Tra le altre cose, denuncia il modo in cui il cosiddetto 'Presidente' Bush ha rubato le elezioni aiutato da suo fratello, suo cugino, gli amichetti di papà, nonché grazie a truffe elettorali e a giudici molto compiacenti. Spiega come fanno i ricchi a restare ricchi mentre costringono tutti noi a vivere immersi in una drammatica incertezza economica; e come i politici si sono allegramente prostituiti alle grandi aziende. Per non parlare poi di molti altri particolari affascinanti, (o deprimenti, a seconda del punto di vista) su quanto sia stupido Bush (un caso lampante di triste obsolescenza maschile) e varie nefandezze che spiegano meglio di qualunque discorso la follia in cui sembrano sprofondare gli Stati Uniti. Analfabetismo, miseria, corruzione politica, alcolismo e inquinamento sono solo alcuni dei mali che minano alla base la più grande democrazia del mondo (dopo l'India).

 

GUIDA ALL'IMPERO PER LA GENTE COMUNE (di Arundhati Roy)

Il volume è una raccolta di saggi sui grandi temi sui quali Arundhati Roy è impegnata in prima persona: dalla battaglia per la democrazia in India, con una analisi della classe politica indiana che ha corroso il midollo della democrazia parlamentare laica per il proprio tornaconto elettorale; agli spaventosi "giochi nucleari" in cui sono coinvolti India e Pakistan; al come contrastare l'Impero, che non è soltanto il governo statunitense e i suoi satelliti europei, la Banca mondiale o il fondo monetario internazionale, ma è qualcosa di più. In molti paesi l'Impero ha generato sottoprodotti pericolosi: nazionalismo, fanatismo religioso, fascismo e terrorismo.


NO LOGO (di Naomi Klein)

In questa esauriente, rivelatrice e umanissima storia, dai sacerdotali negozi della Nike, Naomi Klein ci porta all'interno delle fabbriche sfruttatrici in Indonesia e Filippine. Ci accompagna nei centri commerciali del Nord America, con il loro life-style pronto da indossare. Ci presenta un grande numero di attivisti che combattono la società dei marchi: i "sabotatori" di cartelloni pubblicitari, i manifestanti che hanno sfidato la Shell sul delta del Niger, gli attivisti dietro al processo McLibel di Londra, gli hacker che hanno dichiarato guerra ai sistemi informatici delle multinazionali che violano i diritti umani in Asia.
Naomi Klein è cresciuta nell'età aurea del marketing e ora, forte di una documentazione completa e del suo lucido, candido approccio, scopre quanto la new economy abbia già tradito il suo credo principale e traccia le ragioni della nascita del movimento antiglobalizzazione: un movimento planetario al quale è necessario prestare molta attenzione.

 

ECONOMIA ALL'IDROGENO
La creazione del Worldwide Energy Web e la redistribuzione del potere sulla terra

(di Jeremy Rifkin)

In questo libro Jeremy Rifkin ci mette di fronte ai terribili esiti della nostra dipendenza economica e politica dal petrolio, fonte energetica ormai in via di esaurimento e che ci rende ancora più vulnerabili in un periodo di tensione con i paesi islamici, principali produttori dell'oro nero. Per non parlare delle catastrofiche conseguenze dell'uso dei combustibili fossili sull'ambiente del nostro pianeta. Ma, come ci insegna Jeremy Rifkin, noto economista già autore di "Ecocidio", la soluzione per uscire da questa grave impasse ecologica e tecnologica c'è: una rivoluzionaria fonte di energia, l'idrogeno, l'elemento più semplice e diffuso nell'universo, il cui sfruttamento creerà le condizioni per una redistribuzione del potere e della ricchezza, generando il primo regime energetico veramente democratico nella storia dell'umanità. Scritto con passione e competenza "Economia all'idrogeno" è un saggio intelligente e profetico su questioni di estrema attualità che investono la vita di tutti noi e il futuro stesso della specie umana.

 

ISHMAEL (di Daniel Quinn)

Con la scomparsa dell'uomo il gorilla avrà qualche speranza?  Come ogni grande maestro Ishmael non vuole renderci semplici le cose. Il suo racconto inizia con la nascita del tempo e la sua è una storia del mondo mai pubblicata dai libri di testo. In questo straordinario romanzo, un uomo ed un gorilla si imbarcano in un'avventura intellettuale alla ricerca dell'essenza della vita. Malizioso, arguto, profondo è un tour de force della mente e dello spirito.

 

LETTERE CONTRO LA GUERRA (di Tiziano Terzani)

Il volume raccoglie una serie di lettere inedite e alcune comparse sul "Corriere della Sera". Con queste corrispondenze - da Kabul, Peshawar, Quetta, ma anche da Orsigna, Firenze, Delhi e dal suo rifugio sull'Himalaya - Tiziano Terzani comincia un pellegrinaggio di pace tra Oriente e Occidente. Secondo l'autore infatti "non basta comprendere il dramma del mondo musulmano nel suo confronto con la modernità, il ruolo dell'Islam come ideologia antiglobalizzazione, la necessità da parte dell'Occidente di evitare una guerra di religione", bisogna soprattutto capire, convincersi, credere che l'unica via d'uscita possibile dall'odio, dalla discriminazione, dal dolore è la non-violenza.

 

 

BUKASHI' Viaggio dentro la guerra (di Gino Strada)

Gino Strada, chirurgo di guerra e fondatore di Emergency, l'associazione umanitaria italiana per la cura e la riabilitazione delle vittime di guerra e delle mine antiuomo, racconta in questo libro la storia del viaggio in Afghanistan iniziato il 9 settembre 2001, due giorni prima dell'attentato terroristico di New York. L'autore firma questo diario di viaggio che è al tempo stesso una testimonianza della guerra che ha portato alla disfatta dei talebani, la conquista della capitale da parte dell'Alleanza del nord e la "liberazione" di Kabul.

 

MR WIGGLES (di Neil Swaab)

Nell'epoca del politicamente corretto, Mr. Wiggles è un orsetto che schiaccia ogni tabù. L'irresistibile irriverenza delle sue strisce ha conquistato l'America e i lettori di Internazionale , che lo hanno fatto diventare un fenomeno cult. Finalmente in libreria la prima raccolta in italiano delle cattivissime, esilaranti avventure di Mr. Wiggles. Comprese quelle censurate dalla redazione.

 

MATTATOIO N.5 O LA CROCIATA DEI BAMBINI (di Kurt Vonnegut)

Verso la fine della seconda guerra mondiale Vonnegut, americano di origine tedesca, accorse con tanti altri emigranti in Europa per liberarla dal flagello del nazismo. Fatto prigioniero durante la battaglia delle Ardenne, ebbe la ventura di assistere al bombardamento di Dresda dall'interno di una grotta scavata nella roccia sotto un mattatoio, adibita e deposito di carni. Da questa dura e incancellabile esperienza nacque "Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini", storia semiseria di Billy Pilgrim, americano medio affetto da un disturbo singolare ("ogni tanto, senza alcuna ragione apparente, si metteva a piangere") e in possesso di un segreto inconfessabile: la conoscenza della vera natura del tempo.

 

 

GOMORRA - Viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra
(di Roberto Saviano)

Questo incredibile, sconvolgente viaggio nel mondo affaristico e criminale della camorra si apre e si chiude nel segno delle merci, del loro ciclo di vita. Le merci "fresche", appena nate, che sotto le forme più svariate - pezzi di plastica, abiti griffati, videogiochi, orologi - arrivano al porto di Napoli e, per essere stoccate e occultate, si riversano fuori dai giganteschi container per invadere palazzi appositamente svuotati di tutto, come creature sventrate, private delle viscere. E le merci ormai morte che, da tutta Italia e da mezza Europa, sotto forma di scorie chimiche, morchie tossiche, fanghi, addirittura scheletri umani, vengono abusivamente "sversate" nelle campagne campane, dove avvelenano, tra gli altri, gli stessi boss che su quei terreni edificano le loro dimore fastose e assurde - dacie russe, ville hollywoodiane, cattedrali di cemento e marmi preziosi - che non servono soltanto a certificare un raggiunto potere ma testimoniano utopie farneticanti, pulsioni messianiche, millenarismi oscuri. Questa è oggi la camorra, anzi, il "Sistema", visto che la parola "camorra" nessuno la usa più: da un lato un'organizzazione affaristica con ramificazioni impressionanti su tutto il pianeta e una zona grigia sempre più estesa in cui diventa arduo distinguere quanta ricchezza è prodotta direttamente dal sangue e quanta da semplici operazioni finanziarie. Dall'altro lato un fenomeno criminale profondamente influenzato dalla spettacolarizzazione mediatica, per cui i boss si ispirano negli abiti e nelle movenze a divi del cinema e a creature dell'immaginario, dai gangster di Tarantino alle sinistre apparizioni de "Il corvo" con Brandon Lee. Figure come Gennarino McKay, Sandokan Schiavone, Cicciotto di Mezzanotte, Ciruzzo 'o Milionario, se non avessero provocato decine di morti ammazzati potrebbero sembrare in tutto e per tutto personaggi inventati da uno sceneggiatore con troppa fantasia. In questo libro avvincente e scrupolosamente documentato Roberto Saviano ha ricostruito sia le spericolate logiche economico-finanziarie ed espansionistiche dei clan del napoletano e del casertano, da Secondigliano a Casal di Principe, sia le fantasie infiammate che alle logiche imprenditoriali coniugano il fatalismo mortuario dei samurai del medioevo giapponese. Ne viene fuori un libro anomalo e potente, appassionato e brutale, al tempo stesso oggettivo e visionario, di indagine e di letteratura, pieno di orrori come di fascino inquietante, un libro il cui giovanissimo autore, nato e cresciuto nelle terre della più efferata camorra, è sempre coinvolto in prima persona. Sono pagine che afferrano il lettore alla gola e lo trascinano in un abisso dove davvero nessuna immaginazione è in grado di arrivare.

 

 

LA CASTA - Così i politici italiani sono diventati intoccabili
(di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella)

Aerei di Stato che volano 37 ore al giorno, pronti al decollo per portare Sua Eccellenza anche a una festa a Parigi. Palazzi parlamentari presi in affitto a peso d'oro da scuderie di cavalli. Finanziamenti pubblici quadruplicati rispetto a quando furono aboliti dal referendum. "Rimborsi" elettorali 180 volte più alti delle spese sostenute. Organici di presidenza nelle regioni più "virtuose" moltiplicati per tredici volte in venti anni. Spese di rappresentanza dei governatori fino a dodici volte più alte di quelle del presidente della Repubblica tedesco. Province che continuano ad aumentare nonostante da decenni siano considerate inutili. Indennità impazzite al punto che il sindaco di un paese aostano di 91 abitanti può guadagnare quanto il collega di una città di 249mila. Candidati "trombati" consolati con 5 buste paga. Presidenti di circoscrizione con l'autoblu. La denuncia di come una certa politica, o meglio la sua caricatura obesa e ingorda, sia diventata una oligarchia insaziabile e abbia allagato l'intera società italiana. Storie stupefacenti, numeri da bancarotta, aneddoti nel reportage di due famosi giornalisti.

 

 

 

 

DOCUMENTARI/FILM
Consigliati da www.pearljamonline.it

 

THE CORPORATION (di Jennifer Abbot)

Chi è capace di controllare e manipolare la vita di milioni di persone, da New York a Djakarta, da Mosca a Buenos Aires, da Tokio a Londra? Non più la Chiesa, le monarchie, il Partito, ma " the corporation ", l'impresa capitalistica multinazionale. Concentrata al suo unico scopo: il profitto ad ogni costo , "the corporation" sta invadendo ogni spazio delle nostre vite: decide cosa mangiamo, cosa apprendiamo dai media, sceglie il presidente degli Stati Uniti e poi gli dice come a quando fare la guerra, determina cosa respiriamo, controlla e dirige la ricerca scientifica e quindi sceglie quali malattie saranno o non saranno curate nei prossimi decenni. In questa bulimica e paranoide corsa all'accumulo, "the corporation" sta distruggendo il pianeta , devastando come un ossesso scatenato e miope, risorse che non saranno mai più rimpiazzate. "The corporation" è un pazzo incontrallato, e domina le nostre vite! Un'ora e mezza di cinema che fa capire "dove stiamo andando". Il film, che ha vinto il premio del pubblico al Festival di Sundance, è stato distribuito in tutto il mondo e ha richiamato al cinema milioni di persone. E' considerato uno dei più importanti documenti del movimento anticapitalista di questi ultimi mesi.

 

BOWLING A COLUMBINE (di Michael Moore)


Con il suo stile ormai noto e il suo umorismo tagliente, il regista Michael Moore intraprende un viaggio movimentato e allegro nel cuore dell'America, sperando di scoprire perché il sogno americano e la ricerca della felicità siano così infarciti di violenza. Con una miscela unica di umorismo e tragedia, il film ci regala immagini inedite e strabilianti: dalle registrazioni delle telecamere a circuito chiuso situate all'interno della mensa la mattina del massacro al liceo di Columbine, alle immagini degli studenti gravemente feriti che se la riprendono con le grandi industrie colpevoli di aver venduto i proiettili che ora sono conficcati nelle loro spine dorsali, alla villa di Charlton Heston, a Beverly Hills, sede della National Rifle Association, dove Moore pone delle domande che strappano risposte scioccanti.

 

FAHRENHEIT 9/11 (di Michael Moore)

Michael Moore esamina gli avvenimenti dell'11 settembre 2001, e spiega come l'amministrazione Bush abbia piegato questo tragico evento ai propri scopi.

 

THE AWFUL TRUTH La terribile verità (di Michael Moore)

Con The Awful Truth - La Terribile Verità, il pluripremiato autore-produttore-regista di Fahrenheit 9/11 e Bowling a Columbine continua la sua crociata contro l'America ipocrita e corrotta. Le due serie di 24 episodi si presentano come una perfetta unione di umorismo acuminato e cruda verità. Combinando il giornalismo d'assalto a sequenze filmate d'archivio e attacchi al potere in diretta dallo studio, Moore affronta a viso aperto un avvincente assortimento di casi socialmente e politicamente scottanti. Sesso, media, sanità, razzismo, politica, multinazionali...questi gli argomenti nel mirino dello spietato regista qui nelle vesti di conduttore.

 

ROGER & ME (di Michael Moore)

Il documentario Roger e io, il primo girato da Michael Moore, narra della crisi della General Motors e della chiusura di una fabbrica di automobili a Flint, città natale del regista, nello stato americano del Michigan. Il Roger del titolo, infatti, è Roger B. Smith, ex CEO dell'azienda automobilistica statunitense. Il regista mostra nel documentario l'impossibilità di avere un colloquio con Smith, ritenuto il responsabile del licenziamento di 30.000 lavoratori. Moore usa il pretesto di questa intervista impossibile per raccontare le storie degli operai, delle famiglie e della miseria nella sua città. Ovviamente il regista, ancora semi-sconosciuto, non riuscirà a parlare con Roger, ma riuscirà con efficacia a raccontare le disastrose conseguenze della chiusura dello stabilimento sulla sua città e la sua gente.

 

OPERAZIONE CANADIAN BACON (di Michael Moore)

Dopo la caduta del Muro e la fine della guerra fredda, gli Stati Uniti hanno perso il loro tradizionale nemico storico, quell'Unione Sovietica che Reagan definì "L'impero del male". In un futuro prossimo si immagina che un nuovo presidente degli Stati Uniti sia alla ricerca spasmodica di un nuovo "nemico" che minacci la patria, affinché lui possa difenderla. Deve pur giustificare in qualche modo le fabbriche di missili che ha fatto costruire per ragioni puramente lobbistiche. Alla fine di lunghissime riflessioni, il presidente ordina al Pentagono: "Se proprio non trovate niente di meglio… invadete il Canada, almeno è vicino!".

 

SICKO (di Michael Moore) 

Michael Moore colpisce ancora. Questa volta il suo bersaglio è il sistema sanitario statunitense che costringe migliaia e migliaia di persone a morte certa perché prive di un'assicurazione. Ma questo argomento non è che il prologo di Sicko perché in un breve arco di tempo l'attenzione si concentra su quelli che invece una copertura assicurativa ce l'hanno ma scoprono che le grandi e piccole società del settore escogitano qualsiasi strategia per evitare di pagare il dovuto. Una commedia, a tratti tragica a tratti grottesca, su 50 milioni di persone senza servizio sanitario nel paese più ricco del mondo, ma anche sui tanti americani che hanno un'assicurazione ma che non riescono ugualmente ad ottenere delle cure. Il film è anche un viaggio in altri paesi e altri sistemi sanitari dalla Francia all'Inghilterra, dal Canada a Cuba. Dove il regista arriva nel momento in cui dopo aver tentato di portare alcuni malati volontari dell'11 settembre a Guantanamo per ricevere almeno le cure dei presunti terroristi, approda all'Avana..

 

THAT'S MY BUSH (di Trey Parker & Matt Stone)

That's My Bush! é una sitcom che descrive le avventure del Presidente degli Stati Uniti d'America George W. Bush, qui rappresentato come un uomo particolarmente inetto, infantile ed inaffidabile. Lo stile dell'umorismo di Parker e Stone, come già in South Park, é facilmente riconoscibile: i vari episodi trattano tematiche piuttosto controverse (aborto, pena di morte, lotta alla droga, eutanasia, senza tralasciare problematiche direttamente legate all'attuale presidenza Bush, come la possibilità di trivellare le riserve naturali dell' Alaska per ottenerne petrolio) ma le presentano sotto forma di commedia condita di elementi surreali, demenzialità e le volgarità per cui sono diventati celebri. Per fare un esempio, nel primo episodio il portavoce della lega anti-abortista é rappresentato da un feto abortito riuscito incredibilmente a sopravvivere e a giungere all'età di 30 anni gudagnando capacità di parola e di giudizio.

 

YOU CAN'T BE NEUTRAL ON A MOVING TRAIN (di Deb Ellis & Denis Mueller)

Howard Zinn, professore emerito alla Boston University, è uno degli storici più illustri di questo paese. Fu una figura attiva nei movimenti per i diritti civili e contro la guerra del Vietnam. Il suo libro A People's History of the United States è in largo uso presso le università e le scuole americane. È anche autore di Declarations of Independence, You Can't Be Neutral on a Moving Train e The Zinn Reader. Questo documentario racconta tutta la vita e molto altro di Howard Zinn.

 

DISTORTED MORALITY: AMERICA' S WAR ON TERROR? (di Noam Chomsky)

Chomsky offre una devastante critica dell'attuale guerra al terrore volura dal governo degli Stati Uniti,- sostenendo che si tratta di un' impossibilità logica che una simile guerra sia in atto. Chomsky presenta il suo ragionamento con chiarezza rinfrescante, attingendo da un patrimonio di conoscenze storiche e di analisi.

 

ENRON - L'economia della truffa (di Alex Gibney)

Nel 2002 il gigante texano dell'energia Enron, primo sostenitore della campagna elettorale di George W. Bush, crolla in poche settimane, rovinato da una gestione che per anni ha truccato i bilanci aziendali. La società aveva un giro d'affari superiore ai cento miliardi di dollari l'anno, che circolavano su centinaia di imprese fantasma creati in paradisi fiscali: un modo per non pagare le tasse e aumentare i profitti. In questo documentario ironico e disincantato, Alex Gibney racconta il più clamoroso crac aziendale della storia, che ha sconvolto l'America e ha distrutto la vita di migliaia di dipendenti. Ispirato al best seller di Bethany McLean e Peter Elkind The Smartest Guys in the Room: the Amazing Rise and Scandalous Fall of Enron.

 

L'INCUBO DI DARWIN (di Hubert Sauper)

Nel 1954 nel lago Vittoria, in Tanzania, viene introdotto il pesce persico, un predatore che sconvolge l'ecosistema originario sterminando le altre specie. Da quel momento i cargo aerei europei, americani e soprattutto russi affollano le sponde del lago per l'esportazione del pesce pregiato. Nonostante lo sviluppo di questo commercio, la popolazione locale continua a vivere nell'indigenza più assoluta. Le donne sono costrette a prostituirsi con i pescatori e i piloti occidentali. E gli aerei stranieri lasciano un carico mortale: armi e munizioni che finiscono ad alimentare i focolai di guerra in tutta l'Africa.

 

 

RELIGIOLUS - Vedere per credere (di Larry Charles)

Religulous segue il comico Bill Maher nei suoi viaggi presso i siti religiosi del mondo e nelle sue interviste con numerosi credenti, sul tema di Dio e della religione. Noto per le sue abilità analitiche e per la sua caratteristica irriverenza, Maher applica la sua proverbiale onestà e il suo tipico senso dell'ironia al tema della fede, trasportandoci assieme a lui in un provocatorio e turbolento viaggio spirituale.

 

 

CHI HA UCCISO L'AUTO ELETTRICA? (di Chris Paine)

EV-1 doveva diventare l'auto elettrica del futuro; sabebbe stata un'autovettura bella, veloce, economica, dal desing accativante e a impatto ambientale zero. Ma cosa è successo? Misteriosamente, la General Motors, casa di produzione che l'aveva ideata, ha fatto scomparire dal mercato tutti i prototipi. Un documentario che indaga sui motivi di questa decisione e cerca di portare a galla la verità.

 

 

SUPER SIZE ME (di Morgan Spurlock)

Partendo dal dato che negli Stati Uniti il 37% degli adolescenti supera il proprio peso forma e due adolescenti su tre sono sovrappeso o obesi, il regista Morgan Spurlock ha viaggiato per 25 mila miglia visitando venti città americane con i loro relativi Mc Donald's, decidendo di mangiare per 30 giorni soltanto nei fast food. Durante il viaggio, in cui ha effettuato 250 ore di riprese, ed ha preso 13 Kg. di peso, ha intervistato medici generici, preparatori atletici, cuochi, ragazzi, avvocati, per denunciare con fermezza il fenomeno dell'obesità negli Stati Uniti, il declino dell'educazione fisica nelle scuole, la dipendenda dal cibo ed i provvedimenti estremi che vengono presi per perdere peso...

 

FAST FOOD NATION (di Richard Linklater)

Il responsabile del marketing della catena di Fast Food "Mickey's", Don Anderson, scopre che la carne destinata a diventare hambuger per il prodotto di punta della catena, il panino "Big One", è contaminata. Decide così di recarsi a Cody, in Colorado, dove avviene la macellazione delle vacche. Apparentemente sembra tutto tranquillo e in ordine, ma Anderson non si lascia convincere e decide di andare più a fondo scoprendo scomodi retroscena. Alla vicenda principale s'intrecciano altre storie come quella di Amber, un'adolescente americana, che lavora al Mickey's per aiutare economicamente la madre. Poi vi è l'immigrazione clandestina dei messicani che finiscono per lavorare nel macello in cambio di una paga, almeno per loro, allettante. Tra gli animali da uccidere e le persone non viene fatta molta distinzione: le norme di sicurezza e quelle igieniche non sono adeguatamente rispettate e gli incidenti non sono rari. Anderson scopre cosa si cela davvero sotto la preparazione del suo amato panino Big One, ma alla fine si arrende anche lui davanti alla corruzione della sua società.

 

UNA SCOMODA VERITA' (di Al Gore)

An Inconvenient Truth (Una scomoda verità) è un film-documentario che tratta del problema mondiale del riscaldamento della Terra, diretto da Davis Guggenheim e avente protagonista il precedente vice-presidente degli Stati Uniti, Al Gore. Il documentario si basa in larga parte su una presentazione multimediale che Gore crea e sviluppa durante molti anni come una parte della sua campagna di informazione sui cambiamenti climatici. Ha vinto il premio Oscar 2007 come miglior documentario e per la migliore canzone originale.

 

11 SETTEMBRE 2001 - Il grande complotto (di Danny Avery)

Loose Change è sicuramente il film più completo ed interessante uscito fino ad oggi sull'undici settembre. L'autore è Dylan Avery, un ragazzo poco più che ventenne, che due anni fa si è messo a raccogliere e studiare l'immensa mole di materiale esistente in rete, e ne ha fatto, insieme al suo amico Korey Rowe - fresco reduce delle guerre in Afghanistan e Iraq - un lavoro che è stato già visto, tramite Google Video, da oltre due milioni di persone nel mondo.

 

BODY OF WAR (di Ellen Spiro)

Body of War è un documentario su Tomas Young, un ragazzo di 25 anni rimasto paralizzato dalla vita in giù dopo essere stato ferito da un colpo di arma da fuoco, dopo meno di una settimana che si trovava in missione in Iraq. Body of War parla del suo ritorno a casa, della sua evoluzione in una nuova persona, alle prese con la disabilità e la voglia di far sentire la propria voce unica a appassionata contro la guerra. Il film è prodotto Phil Donahue e diretto da Ellen Spiro e rappresenta un onesto, nudo ritratto di quello che c’è nel corpo, nel cuore e nell’anima di questo straordinario, eroico ragazzo. .

 

PARADISE LOST (V.V.A.A.)

"Paradise Lost" e "Revelations" sono due documentari pluri-premiati che raccontano la terrificante storia dei "West Memphis Three": tre adolescenti dell'Arkansas (USA) con un debole per i vestiti neri e la musica heavy metal che furono accusati di essere satanisti e giudicati colpevoli dell'omicidio di tre ragazzini di 8 anni. Costellato di testimonianze emozionanti, accuse di confessioni ottenute con la forza e viziato dalla mancanza di prove evidenti, il processo ha portato molti a credere che i ragazzi siano stati ingiustamente condannati in un'atmosfera di 'Panico Satanico'. I registi hanno speso oltre 7 anni come testimoni di questi fatti incredibili che avvenivano davanti alle loro telecamere. E' stato loro concesso di lavorare senza limitazioni e con l'eccezionale possibilità di interagire con tutte le parti in causa senza limiti. Mentre un movimento spontaneo e internazionale di nome "Free The West Memphis Three" cresce ogni giorno, i tre ragazzi continuano a scontare le loro pene (con il presunto leader Damien Echols nel Braccio Della Morte). Ma due domande rimangono senza risposta: i West Memphis Three sono veramente colpevoli di aver sacrificato al demonio tre bambini di 8 anni o sono vittime di una moderna caccia alle streghe? Giustizia è stata fatta, o i veri assassini sono ancora in libertà? Con l'uscita di questi straordinari film è arrivato finalmente il momento di decidere da che parte stare.

 

BATTLE IN SEATTLE (di Stuart Townsend)

Mentre sta per avere inizio la terza conferenza dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), per le strade di Seattle alcuni uomini si muovono nell'ombra. Bloccare il congresso è il loro obiettivo e sono disposti a tutto pur di raggiungerlo, anche se la scelta che hanno fatto cambierà per sempre la vita di ciascuno di loro.

 

IL MONDO SECONDO BUSH (di William Karel)

Il mondo secondo Bush è un'inchiesta basata su fatti rigorosamente verificati e costruita attraverso una serie di interviste e testimonianze. Un quadro inquietante della gestione del potere alla testa della prima potenza del pianeta.

 

DEATH OF A PRESIDENT (di Gabriel Range)

"Morte di un Presidente" (Death of a President) è il film che racconta l'assassinio di George W. Bush avvenuto, secondo la pellicola, il 27 ottobre 2007. Si tratta di pura finzione eppure negli USA è nata una polemica pesantissima. Il docu-film diretto da Gabriel Range, vincitore del Premio della Critica al Festival del cinema indipendente di Toronto, ha creato un vero caso politico e mediatico. In "Death of a president" si descrive l'assassinio di George W. Bush avvenuto a Chicago per mano di uno sconosciuto: il quinto Presidente degli Stati Uniti morto ammazzato. Un messaggio così forte da parte di un film non si era mai visto. E' per questo che in molte città USA si è deciso di non proiettarlo e ovunque si sono scatenati dibattiti e diatribe sulla pellicola e sulle censure che sono state applicate. Fortunatamente Internet è più democratico per cui consente di seguire liberamente le sequenze del trailer del film più scandaloso degli ultimi anni che esce anche in Italia.

 

SHOOTING SILVIO (di Bernardo Carboni)

Shooting è la storia di un giovane uomo, ricco, orfano, eccentrico e senza centri di gravità che decide di uccidere Silvio Berlusconi. All'inizio Kurtz, è così che tutti lo chiamano, non ha idee omicide, propone agli amici che ha invitato a casa di pubblicare insieme un libro collettivo sul Presidente del Consiglio che, nelle sue intenzioni, dovrebbe essere un'ironica denuncia del Premier: ognuno degli invitati dovrebbe scrivere una pagina, ogni pagina dovrebbe contenere un modo e un motivo per annientare il potere di Berlusconi. Gli amici però non gli danno retta, qualcuno addirittura sostiene che è stato già scritto un libro simile. Kurtz indispettito dall'indifferenza e dalla scarsa fiducia dei suoi ospiti li caccia via in malo modo e decide di scrivere il libro da solo.

 

CITIZEN BERLUSCONI

E' il documentario che nessuna televisione italiana potrà mai trasmettere. Avrebbe dovuto partecipare all' European Documentary Festival di Oslo, ma forti pressioni diplomatiche hanno ottenuto che fosse cancellato dal programma. E' stato trasmesso dalla RTSI , la televisione Svizzera, e ripreso con enfasi da Repubblica sul proprio sito web: era una versione inspiegabilmente mutilata di alcuni minuti. In Italia, solo Internazionale si è azzardato a pubblicarlo su DVD, in allegato al giornale.

 

VIVA ZAPATERO! (di Sabina Guzzanti)

DVD di 200 minuti, propone la versione integrale del film Viva Zapatero! e 2 ore di contributi extra, con le interviste originali complete e gli altri materiali di lavoro del film. Il libro, attraverso un'intervista a Sabina Guzzanti e un saggio del giornalista e studioso di cinema Luca Bandirali, analizza le reazioni della stampa italiana a Viva Zapatero!, le ragioni "politiche" dell'entusiasmo, dell'indifferenza e della rabbia. In appendice. una riflessione di Riccardo Giagni, autore delle musiche del film, e il testo del progetto di legge di iniziativa popolare per liberare la tv pubblica dal controllo dei partiti.

 

HOTEL RWANDA (di Terry George)

Dieci anni fa, mentre il Ruanda sprofondava nella follia, un uomo promise di proteggere la famiglia che amava e finì col trovare il coraggio per salvare la vita a 1.200 persone. Hotel Rwanda racconta la storia di un eroe vero, Paul Rusesabagina (Don Cheadle), direttore di un albergo del Ruanda che usò il suo coraggio e la sua astuzia per dare rifugio a migliaia di persone che tentavano di fuggire da una morte sicura. Mentre il resto del mondo chiudeva gli occhi su questa tragedia, Paul apriva il suo cuore, e dimostrava che a volte basta un solo uomo buono per fare la differenza.

 

I DIARI DELLA MOTOCICLETTA (di Walter Salles)

Nel 1952 due giovani, Ernesto Guevara e Alberto Granado, si mettono in viaggio per scoprire la vera America latina. Ernesto, 23 anni, è uno studente in medicina; Alberto, 29 anni, è un biochimico. Il film segue i due giovani alla scoperta del continente latinoamericano. Con un senso molto romantico del viaggio, i due amici lasciano la loro città natale in sella a una sgangherata Norton 500 del 1939. L'avventura dura otto mesi, la moto spesso si inceppa e poi si rompe del tutto. Ma i due amici non si scoraggiano e vanno avanti, proseguono a piedi o in autostop. Attraverso le persone incontrate, Ernesto e Alberto cominciano a conoscere meglio un continente diverso dal previsto. Gli incontri e la geografia dei luoghi li emoziona profondamente e imprime un progressivo cambiamento delle loro prospettive. Giungono sulle alture di Machu Picchu dove, tra le maestose rovine, si rivela il significato straordinario dell'eredità degli Inca. In una colonia di lebbrosi sulle rive del Rio delle Amazzoni peruviano, i due prendono a interrogarsi sul valore del progresso determinato dai sistemi economici, così spietati nel lasciare indietro tante persone. Le esperienze nella colonia coltivano nel loro animo il germe degli uomini che diventeranno e segnano il primo passo del percorso etico e politico intrapreso poi nella vita.

 

IL DECLINO DELL'IMPERO AMERICANO (di Denys Arcand)

E' un film diretto dal regista Denys Arcand, che fotografa l'edonismo della società moderna - possibile indicatore di un mondo in declino - tramite dialoghi serrati tra i protagonisti. Il regista, qualche anno più tardi, darà un seguito a questo film: il bellissimo "Le invasioni barbariche", in cui alla "morte" della società seguirà l'addio alla vita di uno dei protagonisti. Nel 2007, è uscito il terzo altrettanto riuscito capitolo, "L'età barbarica."

 

DEAD MAN WALKING (di Tim Robbins)

Matthew Poncelet è nel braccio della morte in attesa dell'esecuzione. Insieme a un complice ha ucciso e violentato un ragazzo e una ragazza. Chiede di essere assistito da una suora, per avere un minimo di conforto, ma soprattutto per un aiuto nelle varie petizioni di grazia. Petizioni che, una dopo l'altra, cadono. Matthew si proclama innocente. La suora, sconvolta ma coraggiosa, aiuta il giovane, parla con la sua famiglia e con le famiglie dei ragazzi uccisi. Alla fine Matthew confessa di essere lui l'assassino. Così potrà morire con dignità, e libero. Anche la suora ha molto sofferto e imparato. La condanna viene eseguita e illustrata in tutti i dettagli, secondo dopo secondo, siringa dopo siringa. Argomento importante, drammatico e coinvolgente per un film che non ha mai impennate, ma che esprime con chiarezza ciò che vuole esprimere. Rispetto alle molte storie proposte su questo tema, il film di Tim Robbins ha il valore aggiunto della verità rispetto al sentimento (il protagonista è proprio cattivo, anche se alla fine si "dispiace"). La tesi è quella, conosciuta, della pena di morte, ingiusta comunque, anche per chi la meriterebbe. Bravi gli attori. Oscar, dopo quattro "nomination", alla Sarandon.

 

NO MAN'S LAND (di Danis Tanovic)

1993, durante la guerra in Bosnia, due soldati, uno bosniaco ed uno serbo, si ritrovano bloccati tra le due linee nemiche, nella terra di nessuno. La notizia viene montata dalla stampa come un incidente internazionale mentre i due cercano disperatamente di negoziare le loro vite in mezzo alla follia della guerra...

 

PARADISE NOW (di Hany Abu-Assad)

Due amici palestinesi, sono stati reclutati come kamikaze. Il giorno prima sella loro missione decidono di passare il tempo per l'ultima volta in compagnia delle loro famiglie. L'indomani, arrivato il momento fatidico, qualcosa non va e i due che si perdono di vista, dovranno fare i conti con la paura.

 

PRIVATE (di Saverio Costanzo)

L'esercito israeliano irrompe all'improvviso nella casa dove vive una famiglia palestinese agiata e colta. Per ragioni di sicurezza viene richiesto l 'abbandono dell'edificio. La famiglia si rifiuta perché la casa rappresenta la propria vita e la propria dignità. I soldati occupano il secondo piano della casa e ogni giorno i "nuovi vicini" sono costretti ad un continuo contatto. Cosa fare allora per non aggredirsi e per non odiarsi? In un continuo alternarsi di situazioni di altissima tensione, la famiglia palestinese e i soldati israeliani dovranno avere il coraggio di incontrare, anche solo per un attimo, "lo sguardo dell'altro" per rispecchiarsi nella sua umanità.

 

11 SETTEMBRE 2001 (A.A.V.V.)

Undici registi di paesi e culture diversi hanno realizzato ciascuno un breve documentario, lungo ognuno 11 minuti, 9 secondi e 1 fotogramma, sui tragici fatti accaduti a New York l'11 settembre 2001.

 

I CENTO PASSI (di Marco Tullio Giordana)

Cinisi, un paese siciliano come tanti; schiacciata fra mare e roccia, a pochi passi dall'aeroporto, fondamentale per il traffico della droga. Qui si è consumata la storia di Peppino Impastato, ribellatosi al padre mafioso e alla cultura del silenzio. Peppino viene portato 'in società' dal padre che aspira per lui al destino di un capo. Ma qualcosa di quel mondo, che ha tutta l'apparenza di normalità, non lo convince. Ceto passi separano la casa di Peppino da quella di Tano Badalamenti, il boss di Cinisi. Ma quei cento passi Peppino non li vuole fare. Non è un film sulla mafia, non appartiene al genere. È piuttosto un film sull'energia, sulla voglia di costruire, sull'immaginazione e la felicità di un gruppo di ragazzi che hanno osato guardare il cielo e sfidare il mondo, nell'illusione di cambiarlo...

 

LA MEGLIO GIOVENTU' (di Marco Tullio Giordana)

La storia dell'Italia dagli anni '60 ai giorni nostri, incentrata su una famiglia italiana ed in particolar modo due fratelli Nicola e Matteo che condividono sogni e speranze, finchè l'incontro con una ragazza psicolabile, deciderà il destino di entrambi...

 

 

BUONGIORNO, NOTTE (di Marco Bellocchio)

Chiara, giovane terrorista appartenente alla lotta armata, è coinvolta nel sequestro Moro. Attraverso il suo sguardo prende corpo il complesso mondo degli "anni di piombo", disperatamente fiducioso nell'avvento della rivoluzione e intrappolato nei rituali della clandestinità. Di contro è chiamata a vivere la normalità del quotidiano con i suoi ritmi di sempre...

 

 

IL DIVO (di Paolo Sorrentino)

Siamo negli Anni Ottanta e Giulio Andreotti, un uomo freddo e distaccato, apparentemente privo di qualsiasi reazione emotiva, è a capo di una potente corrente della Democrazia Cristiana ed è pronto per l'ennesima presidenza del Consiglio. L'uccisione di Aldo Moro pesa però su di lui come un macigno impossibile da rimuovere. Passerà attraverso morti misteriose (Pecorelli, Calvi, Sindona, Ambrosoli) in cui lo si riterrà a vario titolo coinvolto, supererà senza esserne scalfito Tangentopoli per finire sotto processo per collusione con la mafia. Processo dal quale verrà assolto.

 

COMIZI D'AMORE (di Pier Paolo Pasolini)

Nel 1963 Pasolini girò un film-inchiesta sulla sessualità, percorrendo tutta la penisola, dalle grandi città alle campagne e chiedendo a passanti, contadini, operai, calciatori famosi, studenti, commercianti, a persone comuni appartenenti a diversi ceti sociali, che cosa ne pensassero dell'erotismo e dell'amore. Dalle risposte degli intervistati, soprattutto quelli di estrazione borghese, uscì un'immagine complessiva del nostro Paese ipocrita, costituita di frasi fatte e di luoghi comuni; le persone appartenenti a classi sociali meno abbienti fornirono  risposte più spontanee.

 

FAHRENHEIT 451 (di François Truffaut )

Dal libro omonimo di Ray Bradbury (1953): in una società del Medioevo prossimo venturo, condannata all'ignoranza da un potere dispotico che condanna i libri al rogo, il pompiere incendiario Montag incontra Clarissa che ama la lettura, comincia a leggere per curiosità e non smette più, diventando un fuorilegge. Drammaturgicamente fiacco, poco convincente come ambientazione, fredda meditazione sulla passione del fuoco e sulla contrapposizione tra gli uomini schiavi del Moloch televisivo e i liberi uomini-libro, è il film poco riuscito di un F. Truffaut che cerca di forzare i propri limiti, ma, comunque, un commosso omaggio ai libri, alla letteratura, al potere della scrittura.

 

TERRA E LIBERTA' (di Ken Loach)

Nel 1936 David, giovane comunista disoccupato di Liverpool, parte per la Spagna e si arruola nella milizia internazionale del Poum (Partido obrero de unidad marxista) che combatte i falangisti sul fronte d'Aragona. Vissuta con i contadini spagnoli oppressi e sfruttati, la guerra gli fa capire la necessità della lotta rivoluzionaria. Ferito e portato a Barcellona, David assiste alla divisione fratricida che si risolve nel giugno 1937 con la messa al bando del Poum e la sanguinosa repressione degli anarchici. Sceneggiato dallo scrittore Jim Allen (1926-99), opera n. 11 per il cinema di K. Loach, è il 1° film che accusa il Partito comunista spagnolo e l'Unione Sovietica di aver distrutto la sinistra anarchica, favorendo la vittoria dei falangisti. Può coinvolgere, commuovere, turbare lo spettatore di sinistra e far pensare tutti gli altri. Ma la natura programmatica del racconto lo frena, lo impaccia, gli fa sacrificare la forma ai contenuti.

 

LA CANZONE DI CARLA (di Ken Loach)

Situata nel 1987, è una dolente e tormentata storia d'amore tra un conducente d'autobus scozzese e una rifugiata nicaraguense, divisa in 2 parti: Glasgow, il nord del Nicaragua. La prima parte è la più risolta; nella seconda prevalgono gli intenti di propaganda politica, l'indignazione morale, la carica di denuncia critica contro il governo USA e la CIA per la sporca guerra dei Contras nel Nicaragua sandinista. Scritto con l' avvocato Paul Laverty.

 

BREAD AND ROSES (di Ken Loach)

Emigrata clandestina, la messicana Maya trova lavoro (sottopagato) come janitor (addetta alle pulizie) nell'agenzia di Los Angeles in cui lavora la sorella maggiore Rosa. Grazie a un sindacalista, impara a lottare per un salario più equo e l'assistenza sanitaria. “Volevo girare un film in USA dove una volta tanto vincessero i messicani” (K. Loach). Scritto da Paul Laverty, è un film politico più intelligente e sofisticato di quel che gli snob del disimpegno suppongono. “Entrare in territorio nemico e usare i mezzi del nemico per sputtanarlo, è un'operazione di guerriglia cinematografica...” (A. Crespi). Il sempreverde rosso K. Loach può esserne soddisfatto: è un film impegnato ma allegro, critico ma divertente, melodrammatico (la scena-madre dell'amaro sfogo di Rosa), ma con il contrappunto del “politico” che penetra nel “privato”. La vittoria finale è collettiva, Maya perde e viene espulsa. Condita con l'ironia, la dialettica realtà/finzione (cronaca/romanzo) è una costante del cinema di Loach. Il titolo è preso da uno slogan lanciato nel 1912 durante uno sciopero di operaie a Lawrence (Massachussetts). Il doppiaggio mortifica la mescolanza di inglese e spagnolo dei dialoghi.

 

RIFF RAFF (di Ken Loach)

Un buon film e allo stesso tempo semplice. Tra ironia e tragedia Loach mostra una visione realistica della Gran Bretagna sotto la signora Thatcher attraverso la metafora di un cantiere edile. Il protagonista è Steve che, uscito di galera, va a lavorare a Londra. Gli altri operai lo accolgono bene e lo aiutano a trovare alloggio in una casa popolare. Conosce una ragazza. I problemi di cantiere sono molti: dalla mancanza di igiene all'assenza di sicurezza. Ci sono un arresto e un licenziamento entrambi ingiusti e quando un'impalcatura cede e muore un operaio, la vendetta sarà pesante. Ottima la colonna sonora di Stewart Copeland, autore già di Rusty il selvaggio di Coppola ed ex batterista dei Police.

 

MY NAME IS JOE (di Ken Loach)

A Glasgow (Scozia) il proletario Joe, ex alcolista e disoccupato, allena una scalcinata squadra di calcio, composta di improbabili atleti emarginati come lui, nella quale gioca l'amico Liam, sposato con una tossicodipendente. Grazie a lui, Joe s'innamora, ricambiato, di un'assistente sociale, ma, per saldare i suoi debiti con un boss della droga, si compromette in un traffico sporco e perde la donna amata. Dopo le trasferte in Spagna ( Terra e libertà ) e in Nicaragua ( La canzone di Carla ), Loach continua il suo affresco sociale dell'Inghilterra di fine secolo con un film ( scritto da Paul Laverty, sceneggiatore di La canzone di Carla ), che, nella seconda parte, ha cadenze di cinema d'azione per lui insolite. È anche, però, una moralità che affronta un dilemma analogo a quello di Piovono pietre . Nel suo sanguigno impasto di dramma, ironia e umorismo, il film vive in funzione del suo protagonista che al Festival di Cannes 1998 procurò a P. Mullan un meritato premio per la migliore interpretazione. Il suo ruvido anglo-scozzese è stato voltato in italiano dalla voce rugosa di Rodolfo Bianchi. Soltanto Loach avrebbe saputo fare di Joe un personaggio di così eroica e disperata energia positiva.

 

IN QUESTO MONDO LIBERO (di Ken Loach)

Il film narra la vicenda di Angie e dell'amica Rose. Angie è un mostro che sembra non accorgersi di esserlo. In lei convivono il bisogno di riscatto, la generosità e la più fredda e letale determinazione. E' una giovane donna divorziata con un figlio undicenne, Jamie, che vive con i nonni. Licenziata in tronco da un'agenzia per cui procurava manodopera proveniente dai paesi dell'Est, Angie decide di mettersi in proprio. Insieme a Rose apre, nella cucina di casa sua, un'agenzia di lavoro interinale. Il confronto con la realtà dell'immigrazione, clandestina e non, le imporrà delle scelte non sempre facili.

 

IL VENTO CHE ACCAREZZA l'ERBA (di Ken Loach)

Irlanda 1920. Contadini e operai delle campagne si uniscono per reagire agli uomini dell'esercito britannico sbarcati in forze sull'isola per impedire qualsiasi tentativo di rivendicazione di indipendenza. Damien, che sta per partire per Londra per consolidare la sua professione di medico, decide di restare per lottare a fianco del fratello Teddy. Lo scontro porterà alla firma di un trattato con gli inglesi. Ma non tutto sarà finito perché la vittoria è solo apparente. Saranno le famiglie stesse a dividersi tra chi si ritiene soddisfatto del risultato conseguito e chi invece pensa che l'oppressione abbia solo mascherato la propria strategia. In un'epoca in cui il terrorismo domina le news del mondo e in cui l'Irlanda del Nord sembra definitivamente uscita dalla spirale di odio che l'aveva avviluppata sino a pochi anni fa, può suonare strano che un regista come Ken Loach vada a riaprire una ferita apparentemente ormai suturata. Usiamo questo termine chirurgico perché non è sicuramente casuale il fatto che il protagonista sia un medico. Un giovane che sta per lasciare il Paese ma che non può non reagire dinanzi a episodi di brutale sopraffazione. Questa volta non è il 'comunista' Loach che narra ma il 'britannico' Ken nato nel Warwickshire che va ad indagare le dinamiche che conducono una persona dotata di cultura e di valori ad impugnare le armi per difendere i deboli contro le prevaricazioni di un Impero.
Michael Collins di Neil Jordan ci aveva mostrato il percorso inverso (da terrorista a firmatario di un accordo 'politico'). Il Damien di Loach potrebbe diventare un tranquillo borghese; si troverà invece a confrontarsi su sponde opposte con il proprio stesso sangue. "È facile sapere contro cosa si combatte. Più difficile è sapere in cosa davvero si crede" scriverà. Loach ne è consapevole e in questo film più che mai finisce con l'interrogarsi sulle ragioni degli uni e degli altri, non però certamente su quelle degli occupanti inglesi. Su quelle ha idee ben chiare.

 

MAGDALENE (di Peter Mullan)

1964, Irlanda. Giovani donne, ragazze-madri, violentate, orfane o solo troppo "vivaci", vengono rinchiuse dai familiari in uno dei conventi Magdalene gestiti dalle sorelle della Misericordia. Le ragazze, per espiare i loro peccati, sono costrette a lavorare fino allo stremo delle forze e a subire percosse e ogni genere di violenza psicologica se non ubbidiscono agli ordini delle suore. Il film racconta la storia di quattro giovani vittime e sono, purtroppo, storie vere. Peter Mullan, dopo un film sopra le righe come Orphans , sceglie un registro molto più realistico e ci parla di ognuna di loro con lo stile di una camera a mano che rende ogni inquadratura cruda e dolorosa. Lo fa con la sensibilità e la partecipazione a un destino segnato dalle convenzioni sociali e morali che negano il rispetto, la Fede e la libertà.

 

IN AMERICA (di Jim Sheridan)

New York. anni Ottanta. Una famiglia irlandese senza un soldo in tasca si trasferisce in America per ricostruire una nuova vita dopo la dolorosa perdita del loro figlio. Johnny e Sarah formano con le loro bambine Christy e Ariel una famiglia unita ma messa alla prova dalle numerose difficoltà da affrontare nel quotidiano. Il giorno di Halloween, le bambine fanno la conoscenza del loro vicino Mateo, un gigantesco nero che spaventa tutto il palazzo con i suoi urli ma si rivela una persona molto umana che cambierà radicalmente la loro vita come per magia.

 

THE BOXER (di Jim Sheridan)

Ex promessa del ring, ex membro dell'IRA, l'irlandese Danny esce dal carcere dopo quattordici anni e torna nel quartiere cattolico di Belfast dove Maggie, sua ex ragazza, ha sposato un suo amico, anch'egli carcerato per motivi politici, ed è madre di un ragazzino. Il loro è l'incontro tra due prigionieri (delle leggi tribali, del dovere, dell'intolleranza, del sospetto), due solitudini, due vittime. Il film ripropone il trio J. Sheridan regista-Terry George sceneggiatore-D.Day-Lewis interprete che aveva fatto Nel nome del padre (1993). Con un'azione che si svolge all'interno della fazione cattolica dell'Ulster, ambisce a una posizione equidistante tra le due parti, sottolineando il desiderio del protagonista di una loro pacifica convivenza e invocando un ritorno alle regole. Discutibile a livello pubblico, è più convincente su quello privato nel racconto dell'amore tra Danny e Maggie, disapprovato dal mondo in cui vivono. “È qui che il film acquista la sua più intima, e dirompente, valenza politica.” (Giorgio Rinaldi) Contribuiscono al risultato i 2 protagonisti, l'ottimo Day-Lewis ed E. Watson che conferma le qualità rivelate in Le onde del destino .

 

NEL NOME DEL PADRE (di Jim Sheridan)

Ingiustamente accusato. Ingiustamente condannato. Lottò per riscattare il nome di suo padre. La vera storia di Gerry Conlon, un ladruncolo di Belfast i cui unici interessi erano ubriacarsi e divertirsi, che fu accusato di terrorismo. Capro espiatorio di un governo inglese corrotto che lo accusò ingiustamente fabbricando false prove contro di lui. Emozionante e precisa ricostruzione di un vergognoso errore giudiziario e di una tenace ricerca della verità... Dal regista de Il Mio Piede sinistro Jim Sheridan, una fiera e forte interpretazione dei due Premi Oscar Daniel Day-Lewis ed Emma Thompson.

 


BLOODY SUNDAY (di Paul Greengrass)

Il 30 Gennaio 1972 a Derry, in Irlanda del Nord, l'esercito britannico fece fuoco e uccise tredici cittadini inermi che partecipavano ad una marcia per i diritti civili. Questo evento, che venne battezzato con il nome di “Bloody Sunday” (Domenica di sangue), fu un passaggio cruciale nella travagliata storia moderna dell'Irlanda: il conflitto si trasformò in guerra civile, sull'onda di quella tragedia molti giovani furono spinti ad entrare nelle file dell'I.R.A. e viene avviato un ciclo di violenze che durerà venticinque anni.   Il regista Paul Greengrass ha deciso di raccontare la storia di quella giornata dall'alba al tramonto con uno stile ed un ritmo quanto più vicini al documentario realistico ed appassionante di storie di uomini (gente comune, generali, semplici soldati, attivisti politici) alle prese con eventi più forti, grandi ed imprevedibili delle loro stesse previsioni o capacità di analisi. Con la sua cornice temporale estremamente concentrata che tuttavia non pregiudica la dimensione epica del racconto il film dona emozioni intense e sincere. Orso d'Oro al recente Festival di Berlino, scopriamo in tal modo un regista rigoroso e asciutto nello stile ed attori, come James Nesbitt nel ruolo del leader del Movimento dei Diritti Civili Ivan Cooper , capaci di raccontare con i loro volti il dramma di un intero popolo e riscopriamo la grande passione civile ed etica di un cinema che sempre, in tutti i tempi ed in ogni epoca, ha saputo rivolgere il suo sguardo sulle piazze insanguinate del mondo.

 

MICHAEL COLLINS (di Neil Jordan)

Sette anni della breve e ardente vita di Michael Collins (1891-1922), discusso eroe dell'indipendenza irlandese, ucciso in un'imboscata da altri irlandesi, bizzarro incrocio tra Primula Rossa e Peter Pan con l'aspetto di un goffo e massiccio ragazzo di campagna. Dall'inizio alla fine (dove N. Jordan cede alle pastoie del genere biografico e alle esigenze dell'alto costo), è un film di guerra, guerriglia, guerra civile, la più disperata e feroce delle guerre. Quella contro gli inglesi “dura da 700 anni”, dice Collins. E continua. Per l'afflato epico, il ritmo serrato, la statura dei personaggi è un big movie che vanta almeno due sequenze da great movie : la “notte dei dodici apostoli” in cui, per ordine di Collins, furono giustiziati all'alba una dozzina di informatori inglesi, e, episodio altrettanto storico, la strage nello stadio, compiuta dai tanks inglesi su una folla pacifica e inerme. Un certo Marx scrisse che gli uomini fanno la storia, ma non è mai quella che vogliono. L'irlandese Jordan lo conferma. Storicamente fazioso (in favore di Collins e contro De Valera) e troppo irlandese nelle omissioni. Leone d'oro alla Mostra di Venezia 1997 e Coppa Volpi a L. Neeson.

 

 


 

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