::: NO MORE WAR :::
EDDIE VEDDER CONTRO LA GUERRA

 

Milton Keynes Bowl. Inghilterra. 11 luglio 2014. Ultima data del tour europeo 2014 dei Pearl Jam.

In coda a Daughter, Eddie Vedder si è lanciato in un sentito e rabbioso discorso contro la guerra: "Ma che cazzo. Potremmo vedere questa gente vivere in pace. Possiamo disporre della tecnologia moderna, per raggiungere i nostri amici. Ormai sappiamo cosa stiamo pensando prima ancora di pensarlo. I pubblicitari sanno cosa stiamo pensando prima ancora di pensarlo. Abbiamo tutto per essere felici, e nello stesso cazzo di momento in cui abbiamo tutto questo, nemmeno troppo lontano da qui, si stanno sganciando addosso delle cazzo di bombe a vicenda" e ha continuato, "C'è gente là fuori che cerca una ragione per uccidere, c'è gente che cerca una ragione per oltrepassare i propri confini e appropriarsi di terre che non gli appartengono. Questa gente dovrebbe tornare indietro, e pensare solo ai cazzi propri. Tutti vogliamo la stessa stramaledetta cosa: avere dei figli, mangiare, dipingere, creare arte, ascoltare musica, qualche volta scopare, avere altri figli, mangiare, magari scopare ancora un po', lavorare, amare. Tutti la stessa cazzo di cosa. Perché la gente fa la guerra? Fermate subito questa merda. Adesso. Non daremo più loro i nostri soldi, non vogliamo che le nostre tasse vengano usate perché loro sgancino bombe sui bambini. Basta!" ha concluso (grazie per il transcript a rockol.it).

 



Qualche giorno dopo, sul web è scoppiata una polemica sul discorso contro la guerra di Eddie Vedder, giudicato da una parte della stampa e dell'opinione pubblica di Tel Aviv come "anti-israeliano". "Eddie Vedder, finalmente hai rivelato il tuo vero volto", è stata la dichiarazione di Ben Red, DJ dell'emittente rock israeliana 88FM, riportata dal Jerusalem Post: "Ti invitiamo a non venire qui. Io, personalmente, non voglio vederti, e mi cancellerò dalla pagina Facebook aperta per portare i Pearl Jam in Israele".

Il 16 luglio Vedder ha diffuso, tramite pearljam.com, una lettera aperta sulla questione. Il testo integrale è disponibile qui. La traduzione è invece disponibile qui sotto (grazie a rockol.it):

"Puoi dire che sono un sognatore... ma non sono l'unico.

Cosa diventerà il nostro pianeta quando l'orrore per le sempre più terribili immagini di guerra che ci trasmettono ogni giorno i media si trasformerà in apatia? Ci sentiamo abbandonati. Gireremo la testa dall'altra parte e volteremo pagina. Quando abbiamo cercato di fare un appello pacifista a un concerto rock, abbiamo rispecchiato i sentimenti di tutti quelli che erano d'accordo con noi, in modo che chiunque possa avere una migliore comprensione del prossimo.

Chiamatemi naif, ma preferisco passare per naif, per ingenuo o speranzoso piuttosto che tacere per il timore di essere male interpretato. La maggior parte dell'umanità è più occupata a inseguire felicità, amore, salute, famiglia e cibo che non qualsiasi tipo di guerra. La guerra fa male. Fa male, a prescindere dalla parte nella quale cadano le bombe". "Non posso descrivere il processo che porti al senso di colpa quando so di civili uccisi a causa di un attacco di un drone di fabbricazione statunitense", ha concluso Vedder, "Quello che so è che non possiamo lasciare che la tristezza si trasformi in apatia. Come so che staremo davvero bene quando impareremo a venirci incontro gli uni con gli altri.

'I hope someday you'll join us...'
Non volete ascoltare cosa ci ha detto lui?".

- Eddie Vedder